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La conferenza stampa dei finalisti di stasera

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La semifinale è sempre un grosso ostacolo, chi lo supera non può che esprimere gioia vera, e questa è stata la reazione dei dieci finalisti della prima semifinale.

In conferenza stampa parlano nello stesso ordine con cui sono stati annunciati: comincia Elhaida Dani, che rappresenta l’Albania ma sentiamo anche un po’ “nostra”. L’emozione è stata tanta, sperava nella finale ma non si sa mai cosa aspettarsi. Alla domanda sul cambio canzone da “Diell” a “I’m alive” ammette l’imbarazzo nel aver dovuto fare tutto di fretta, ma il risultato ripaga di tutto.
L’Armenia sottolinea il messaggio di “Building Bridges” in una sola canzone, visto che il gruppo Genealogy porta sul palco interpreti di origine armena dai cinque continenti: il messaggio di pace e amore è per tutti.
La Russia è una delle più applaudite, Polina Gagarina è commossa e paragona l’emozione di stasera a quella per la nascita del figlio. Le chiedono dei diritti della comunità LGBT nel suo paese e lei saggiamente risponde l’amore ha un solo linguaggio.
I Voltaj hanno un messaggio importante, quello di non lasciare i figli da soli a casa per andare a lavorare all’estero, come succede a molti in Romania, ma non solo. Alla domanda su quale artista famoso vorrebbero li chiamasse per una collaborazione, rispondono senza esitazione Bono degli U2.
Poi tocca a Boggie per l’Ungheria, il suo messaggio di pace è piaciuto, e nonostante fosse in scaletta dopo la Serbia, una delle preferite dal pubblico, ha trovato la fiducia per esprimerlo al meglio.
Maria Elena per la Grecia deve rispondere a domande sulla crisi del suo paese, questo passaggio in finale è molto importante per tutto il paese.
Gli estoni non deludone le attese, “Goodbye to yesterday” darà del filo da torcere a molte, in conferenza si parla molto del legame tra Estonia e Finlandia (invece eliminata), legame che potrebbe realizzarsi anche con un tunnel sottomarino tra Tallinn ed Hlesinki, un altro modo di interpretare il motto “Building Bridges”.
Nina Sublatti, la “guerriera” georgiana sentiva tutto il paese con sé, la Georgia è un paese che da sempre deve lottare per conquistare un suo spazio.
Si arriva alla Serbia, come detto accolta da un’ovazione dal pubblico della Wiener Stadthalle ma anche dalla sala stampa, lei ringrazia. La nostra presidente domanda se Marija Serifovic, la vincitrice del 2007, presente con lei a Vienna, le abbia dato dei suggerimenti. In quel momento si sente “Sì, l’ho fatto!” e poi “Sono qui!”, e Marija agita la mano salutando la nostra presidente. Bojana, poi, risponde che le ha consigliato semplicemente di essere se stessa e di divertirsi.   
 
Chiude Loic Nottet per il Belgio, anche qui il motto “Building Bridges” dà lo spunto a una domanda sui rapporti tra fiamminghi e valloni. Loic risponde che tutto il paese era con lui stasera, e l’Eurovision aiuta proprio a costruire questi “ponti”.