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Eurovision 2017: Lucie Jones a Kiev per il Regno Unito

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La scelta è avvenuta pochi minuti fa: sarà Lucie Jones, con la canzone “Never give up on you”, a rappresentare il Regno Unito all’Eurovision Song Contest 2017.
La selezione nazionale “Eurovision – You decide” ha quindi dato un nome alll’artista che avrà l’onore di rappresentare il Regno Unito a Kiev, il prossimo Maggio.
La serata è iniziata con la presentazione, da parte della host Mel Giedroyc, del panel formato dal coreografo italiano Bruno Tonioli, dalla coach di “The Voice” C.C. Samay, e da Sophie Ellis Bextor che non ha certo bisogno di presentazioni. Il risultato di questa sera è stato anche merito loro, oltre che del pubblico da casa, tramite il televoto.
La prima cantante in gara è stata la bellissima Holly Brewer, affascinante in total black con lunghi capelli biondi, che ha eseguito, con ottima voce, “I wish I loved you more”, un pezzo il cui testo crea un parallelo fra amore per una persona speciale e spiritualità. A sottolineatura delle parole, anche l’andamento della melodia è vagamente gospel, e i backing vocalists fanno il resto.
Ha cantato per secondo Danyl Johnson, con un midtempo convincente dal titolo “Light up the world”. Vestito con una semplice giacca di pelle marrone chiaro e accompagnato da ballerini, Danyl ha ben eseguito questo pezzo gradevole, molto eurovisivo e molto scorrevole. Niente di veramente nuovo, ma sicuramente una canzone piacevole.
La terza a esibirsi è stata Lucie Jones, con “Never give up on you”, una canzone che, fra i propri autori, annovera Emmelie De Forest. Si tratta di una ballata piuttosto moderna, lineare, con alcuni virtuosismi vocali ma pochi picchi, che sembra quasi non arrivare mai al dunque, ma procede scorrevole e suadente. Splendido l’effetto della bella Lucie avvolta in un abito rosso lungo contro il fondale scuro.
Dopo di lei, ha cantato la giovane Olivia Garcia, che, avvolta in una minituta in lamè, ha cantato “Freedom hearts”, un midtempo dal ritmo accentuato e costante, sicuramente molto trascinante, il cui testo parla di unione fra le persone e ricerca della libertà, tema sicuramente molto gradito all’Eurovision Song Contest.
La quinta esibizione è stata quella di Nate Simpson, con la dolce ma moderna ballata “What are we made of?”. Anche lui solo davanti al microfono, vestito in modo molto semplice, ci ha regalato un’interpretazione molto emozionale di un tema in minore, malinconico e tenero nella strofa, che apre, nel ritornello, a un cantabile più classico con reminiscenze di altri motivi più celebri.
Salena Mastroianni con “I don’t wanna fight” ha chiuso la gara. Si tratta indubbiamente del pezzo più ballabile che la serata ci abbia proposto, un uptempo che non sfigurerebbe certamente nella programmazione di qualsiasi Euroclub. Ci è sembrato di avvertire qualche incertezza vocale. Niente di nuovo nel balletto, in buon stile eurovisivo. Aggressivi i costumi in lamè e latex.
Alla fine delle sei performance ne è stato proposto un recap, seguito da una curiosa intervista a vari giovani sul tema dell’Eurovision Song Contest. E’ stata poi la volta dei The Vamps, giovanissima band che ha interpretato “All night”.
E’ stato poi mostrato un video che si è chiesto, in modo spiritoso ma anche vagamente polemico, come mai l’Australia partecipi all’Eurovision Song Contest. Una domanda che non pochi si fanno. Il tutto è stato spiegato con il fatto che la loro emittente fa parte dell’EBU.
Infine, è stata riproposta la godibile e spassosa esibizione di Petra Mede e Måns Zelmerlöw con la loro “Love, love, peace, peace”, ovvero, consigli per vincere l’Eurovision Song Contest.
Alla fine, il verdetto è stato secco e deciso: Lucie Jones rappresenterà il Regno Unito a Kiev.