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Eurovision 2017: Salvador Sobral per il Portogallo

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Il Portogallo ritorna all’Eurovision Song Contest dopo un anno di assenza e lo fa con Salvador Sobral.

Salvador Sobral, classe 1989, ha studiato jazz a Barcellona e negli Stati Uniti. Il suo primo album si intitola “Excuse me” ed è stato pubblicato nel 2016. E’ il fratello della famosa cantautrice portoghese Luisa Sobral. Salvador attualmente è in tournée con la sua band nei vari teatri nazionali.

La canzone che Salvador canterà a Kiev si intitola “Amar pelos dois” scritta dalla sorella Luisa.

 

La finale del Festival RTP da Canção è stata presentata da Sílvia Alberto e Catarina Furtado in diretta dal mitico Coliseu dos Recreios di Lisbona e ha visto in gara 8 brani, qualificatisi nel corso delle due semifinali che si sono tenute la scorsa settimana. Il compito di scegliere la canzone vincitrice è stato affidato al 50% al pubblico attraverso il televoto, al 50% alle sette giurie regionali. RTP ha fatto le cose in grande per festeggiare la cinquantesima edizione del festival,

A Jorge Benvinda, con Gente bestial, il compito di aprire la competizione. Un brano ironico che può raccogliere simpatie in casa ma che non appare molto semplice da comprendere per il pubblico eurovisivo.

Pedro Gonçalves propone Don’t Walk Away, l’unico tra i tre pezzi in inglese a essere entrato in finale,. Da quest’anno, infatti, sono ammessi anche brani in lingua diversa dal portoghese. Molto amato dai giovanissimi, Pedro ha vinto il televoto nella seconda semifinale. Il gusto è internazionale senza essere scontato, ma nel mare di canzoni in inglese all’Eurovision potrebbe correre il rischio di perdersi nell’anonimato.

Lena d’Água, sulla scena dalla fine degli anni Settanta, porta un allegro brano abbastanza old-fashioned, Nunca me foi embora, che difficilmente potrebbe funzionare a Kiev.

Salvador Sobral , che dopo la prima semifinale è stato sottoposto a un’operazione chirugica per l’improvviso insorgere di un’ernia, presenta il pezzo più alternativo della serata scritto dalla sorella Luisa, anche lei cantante di successo. Curioso che sia Luisa Sobral che Rita Redshoes (per Deolinda), che abitualmente cantano in inglese, abbiano preferito scrivere due testi in portoghese. Amar pelos dois è un po’ jazz e un po’ bossa nova, eseguito con partecipazione e con una gestualità sicuramente originale. Potrebbe portare all’Eurovision una ventata di novità.

Fernando Daniel, fresco vincitore della quarta edizione di The Voice Portugal, con Poema a dois offre un’interpretazione vocalmente molto valida, anche se il pezzo ha un’impostazione molto classica.

Celina da Piedade è l’altra artista di lungo corso approdata in finale. La sua Primavera infonde serenità al suono della fisarmonica e delle chitarre portoghesi: l’anima lusitana c’è, ma su quanto sia adatta all’Eurovision è legittimo nutrire qualche dubbio.

Deolinda Kinzimba, di origine angolana, vincitrice della terza edizione di The Voice Portugal, era molto attesa al festival e non delude sul piano interpretativo. Emoziona, ma il suo pezzo O que eu vi nos meus sonhos non è molto innovativo e non le permette di sfoggiare al meglio tutte le sue abilità vocali. Nel complesso però sarebbe una delle scelte migliori, anche se il pubblico non l’ha sostenuta nella prima semifinale, dove ha conquistato il passaggio in finale solo grazie alla giuria degli esperti.

I Viva La Diva sembrano i possibili favoriti: un trio estremamente originale, con la voce potente di Kika Cardoso e il contrasto creato con le voci liriche quasi da controtenori di Luís Peças e João Paulo Ferreira. La loro Nova glória è opera di Nuno Gonçalves della famosa band The Gift ed è forse il brano in grado di fare meglio in chiave eurovisiva. Probabile un buon risultato al televoto, che già aveva sostenuto il gruppo nella prima semifinale attribuendogli il massimo dei voti; più difficile pronosticare il giudizio delle giurie.

È il momento di aprire il televoto.

Vince Salvador Sobral!