Home #ESC2017 Antonello Carozza: tenacia, determinazione, entusiasmo

Antonello Carozza: tenacia, determinazione, entusiasmo

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Dopo l’intervista al Presidente della Giuria Sammarinese Fabrizio Raggi, non poteva mancare quella a un altro grandissimo amico di OGAE Italy, Antonello Carozza, Presidente della Giuria Italiana. Un ragazzo solare, grintoso e brillante, che ha già un curriculum di tutto rispetto!

L’intervista con lui non poteva essere che interessantissima, oltre che piacevole e divertente come può essere una chiaccherata con un amico. Eccovela!

OGAE Italy – Presidente della Giuria Italiana, un grande onore, un grande riconoscimento. Che cosa hai pensato quando ti è stato offerto e cosa ti ha spinto ad accettare?

Antonello Carozza – WOW! Sono incredulo e nello stesso tempo onorato. Sento il peso di questo ruolo sinceramente anche perché sono il più giovane dei giurati e sarò affiancato da grandi professionisti della musica e della comunicazione Italiana. Non so sinceramente chi della Rai abbia preso questa decisione ma lo ringrazio davvero tanto!

OGAE Italy – Facendo parte della giuria, ovviamente non parteciperai all’evento dal vivo come in anni passati. Ti mancherà? Che cosa in particolare?

Antonello Carozza – Un pochino sì. Beh, Eurovision è il più grande festival al mondo. Una macchina talmente perfetta e gigante che mette insieme migliaia di professionisti dove ognuno ha la possibilità di occuparsi al meglio della propria mansione avendo tutti i mezzi e le risorse a disposizione, inoltre ti da modo di confrontarti con migliaia di persone specializzate e preparate. Per un professionista del settore è un “paese dei balocchi” anche perché in Italia non esistono ambienti del genere. Ecco, la possibilità di vivere 15 giorni così mi manca parecchio. Una volta l’anno si deve fare 😉 E poi… mi mancherete anche voi di OGAE ITALY, ma ci vedremo presto, ne sono sicuro!

OGAE Italy – In generale, e non solo guardando alle canzoni partecipanti, che cosa pensi che debba avere una canzone per fare presa sul pubblico? E un interprete? Che cosa serve per avere successo?

Antonello Carozza – Sembrerebbe scontato ma una canzone deve avere semplicemente quella cosa che ti fa venire voglia di riascoltarla subito 😉
All’Eurovision invece non vince mai solo la canzone, bensì la performance e tutta una serie di fattori. D’altronde i brani sono già editi e tutti possono ascoltarli in precedenza. Certo che una canzone brutta resta brutta! Se poi la canzone bella è accompagnata da una performance di cattivo gusto non funziona lo stesso ma comunque al primo ascolto è difficile intuire se quel brano possa continuare a piacerti e se avrà successo.
L’interprete invece deve essere perfetto, bellissimo sul palco e convincente, ma soprattutto con la giusta luce negli occhi! Essendo uno show televisivo con ritmi serrati non c’è spazio per la poesia, purtroppo. In 3 minuti bisogna convincere 200 milioni di persone che spesso guardano distrattamente lo show in tv e mettere d’accordo centinaia di giurati attenti ad ogni singola imprecisione… non è facile! Si vince solo se si è più perfetti degli altri e non si sbaglia nulla: non si hanno seconde possibilità. Non a caso a me piace moltissimo Bruno Mars e sono cresciuto con Freddie Mercury e Michael Jackson, artisti che rasentano la perfezione in ogni performance, indipendentemente dal brano che interpretano.

OGAE Italy – Di lui si può parlare, visto che tanto non potrete votarlo: dicci le tue impressioni su Gabbani! Pensi che quest’anno l’Italia possa finalmente stringere di nuovo il trofeo?

Antonello Carozza – Francesco Gabbani è davvero uno bravo! Non una grande voce ma interpreta i brani in maniera eccellente e le sue performance sono convincenti e precise. Lui la luce negli occhi ce l’ha e come, buca lo schermo ed è estremamente preciso. E’ così che si fa! Poi ha un gran pezzo che è arrangiato e prodotto divinamente. Un mix perfetto per Eurovision. Incrociamo tutti le dita! Dovesse vincere non farebbe un torto a nessuno, anzi!

OGAE Italy – Al Junior Eurovision Song Contest con le Peppermints e con Michele Perniola, poi all’Eurovision sempre con Michele e Anita Simoncini. Hai trovato differenze nell’organizzazione, nell’ambiente, nell’impegno generale che ti è stato richiesto?

Antonello Carozza – Lo JESC e l’ESC sono semplicemente l’uno il 25% di grandezza dell’altro. Ho avuto la fortuna di lavorare per lo Jesc2014 di Malta che era praticamente un Eurovision per dimensioni del palco, grandezza dell’arena e organizzazione. I meccanismi sono gli stessi, stessa mole di lavoro, stessa professionalità dei tecnici, registi e assistenti e stesse responsabilità per quanto mi riguarda. Con la differenza che all’Eurovision dei grandi la senti maggiormente perché si lavora per qualche decina di milioni di telespettatori in più 😉

OGAE Italy – Torniamo indietro nel tempo, con la splendida “Capirò crescerai” presentata a Sanremo Giovani nel 2006. Poi c’è stata la selezione russa del 2010 con “Senza respiro”. In seguito, però, ti sei interessato molto di più al lavoro di produzione. Che cosa ti affascina di questa professione?

Antonello Carozza – Ti ringrazio per la “splendida Capirò Crescerai” e di avermi ricordato sia del Festival di Sanremo che la performance alla finale ESC di Mosca con “Senza Respiro” perché rappresentano per me due traguardi importantissimi nella mia carriera da cantautore. Solo che fare il cantautore non mi è mai bastato in verità e poi io non posso cantare ed interpretare tutto, quindi cerco di produrre quello che non sono io.
Essere artista e nello stesso tempo produttore artistico, stage manager per me è lo stesso. La soddisfazione è esattamente identica ma con emozioni diverse. Mi piace essere spettatore della performance che ho immaginato su qualcun altro e mi piace vederla realizzata. Quando il pubblico applaude e apprezza la soddisfazione è la stessa, per questo lo faccio!
Comunque, ogni tanto anch’io mi concedo qualche concerto o metto in scena spettacoli, mi affascina la fase creativa dello stesso.

OGAE Italy – Arriviamo alla tua scuola, la Queens Academy. Potresti parlarcene un poco e raccontarci come funziona, come si svolgono i corsi, e quali iniziative portate avanti?

Antonello Carozza – Ho aperto la Queens Academy ormai 5 anni fa nella mia terra, il Molise, precisamente a Isernia, con l’idea di creare un’accademia che potesse essere punto di riferimento nella formazione di musicisti, arrangiatori e compositori, cantanti e fonici ed avere nello stesso tempo uno studio di registrazione e una società di produzione discografica e di eventi. Come accademia siamo affiliati al Music Academies Network ma effettivamente portiamo avanti parallelamente tante iniziative. A conduzione familiare e con il supporto di numerosi soci e professionisti della musica. Mio fratello mi affianca nella segreteria organizzativa e tecnica, io mi occupo più di quella artistica e didattica ma l’intera famiglia è coinvolta. 300 mq di struttura con 8 aule didattiche e uno studio di registrazione professionale dove portiamo avanti produzioni live di band, orchestre e artisti singoli e spessissimo siamo l’Hub di riferimento per moltissimi ragazzi che cercano di farsi strada nel mondo della musica. Ci sono lezioni di ogni tipo tutti i giorni e poi tante iniziative esterne interessanti come quella che conoscete anche voi di “CasettaLive” o le produzioni per Eurovision piuttosto che AreaSanremoTour, per esempio. Non ci fermiamo un attimo, sempre pronti a nuove sfide e produzioni.

OGAE Italy – A proposito di iniziative, il festival “Buon Compleanno Fred”, che si svolge a Campobasso, è una tua creatura. Come è nata l’idea di onorare in questo modo Fred Bongusto?

Antonello Carozza – E’ partito tutto da una lezione di “Storia della musica contemporanea” che stavo tenendo ai miei allievi del corso Preaccademico alla Queens Academy, circa tre anni fa. Si parlava dei grandi Crooners americani e poi ho fatto riferimento anche agli italiani che hanno basato la propria carriera ispirandosi proprio a loro.
Quando ho nominato Fred Bongusto nessuno degli otto ragazzi presenti, tutti Molisani tra i 14 e 17 anni, ne aveva sentito parlare. Com’è possibile, mi sono chiesto? In che cosa stiamo sbagliando? Perché i giovani Molisani non conoscono il più grande cantautore molisano di sempre, che ha fatto innamorare milioni di persone in tutto il mondo con le sue canzoni e la sua voce? Lì ho capito che bisognava fare qualcosa per forza! Ho coinvolto amici musicisti e l’Associazione Talenti & Artisti Molisani e abbiamo iniziato a metter su “Buon Compleanno Fred”. Siamo già alla seconda edizione ed entrambe sono state un gran successo. Mi auguro che possa ben presto diventare un grande Festival, magari itinerante. Sogno di farlo diventare televisivo e che il 6 Aprile possa diventare “rosso” sul calendario dei campobassani. Ovviamente la colonna sonora di tutto sono le canzoni di Fred, noi abbiamo il dovere di tramandarle alle nuove generazioni, fanno parte della ricchezza del patrimonio culturale italiano.

OGAE Italy – Insomma, produttore, Presidente di Giuria, docente nella tua scuola, organizzatore di festival… Ma ti piacerebbe, un giorno, partecipare nuovamente a un festival in veste di cantante? Magari proprio all’Eurovision?

Antonello Carozza – La vita riserva sempre delle sorprese e io non dico mai di no alle sorprese ma diciamo che “non me la sto cercando”.
E’ da diversi anni che c’è un album di valide canzoni in letargo ma nel frattempo ho scritto anche per altri. Prima di pensare ad una partecipazione Eurovisiva dovrò decidermi a chiudere l’album con le idee chiare. Poi magari piomba addosso tutto insieme, chi lo sa.

OGAE Italy – Vorrei chiudere con la domanda delle domande: perché si ama così tanto l’Eurovision Song Contest?

Antonello Carozza – L’Eurovision si ama perché è sempre una nuova scoperta, perché abbiamo voglia di entrare in quel “paese dei balocchi” e di scoprire quali sono le nuove attrazioni. E’ un insieme di forti emozioni per le orecchie, per il cuore e per gli occhi.

OGAE Italy – Grazie, Antonello, per questa intervista! Speriamo davvero di rivederti prestissimo e, intanto, buon lavoro e buon Eurovision!

Antonello Carozza – Buon Eurovision a tutti ragazzi…e salutatemi Francesco e tutta la delegazione Italiana! Forza Ragazzi! Namastè!