Home #ESC2017 Ancora batticuore per la seconda semifinale!

Ancora batticuore per la seconda semifinale!

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E ci siamo di nuovo! Il tempo vola, e siamo già arrivati alla sera della seconda semifinale. Lo spettacolo inizia con un medley di successi eurovisivi arrangiati da un complesso ucraino in costumi tipici.

Si comincia subito con la Serbia e “In too deep” di Tijana Bogićević. La cantante è vestita in bianco come una sposa in versione sexy, ed è da sola sul palco. Affronta con grinta e convinzione un brano deciso, orecchiabile e in qualche modo già sentito. A metà della canzone viene raggiunta da un ballerino che, con i suoi movimenti, sottolinea l’atmosfera della canzone.

Al numero due, deleterio nella finale ma non gentile neppure nelle semifinali, si esibisce Nathan Trent per l’Austria. Inizia la sua “Running on air” seduto su di una mezza luna, in un’atmosfera onirica. Il brano è semplice ma molto accattivante, e la voce di Nathan è fresca e piacevole. Il tutto dà un’impressione di leggerezza e spensieratezza che cattura.

Arriva poi la Macedonia. Jana Burčeska canta “Dance alone”, ed effettivamente è sola sul palco. E’ un arioso brano dance, e fra parentesi vi consigliamo di guardare il video che è geniale. Jana è sicura nell’esecuzione e nell’intonazione, e indubbiamente piacerà a molti (non trascuriamo il suo essere una gran bella ragazza).

E adesso mi fermo per godermi la mia amica Claudia. Bellissima nel suo abito bianco scollato, sola sul palco con sue immagini in blu sullo sfondo, Claudia come al solito canta da dio. Cosa dobbiamo dire di più? Solo incrociare le dita e sperare che giuria e televoto le sorridano!

Eccoci ai rumeni Ilinca e Alex Florea, molto amati dai fans con la loro “Yodel it!” La voce di Ilinca non si discute, e ovviamente il pezzo è un vero e proprio tormentone. Lo sfondo ci sembra un poco confusionario, e i cannoni ci lasciano perplessi. Comunque, possiamo pensare a una qualificazione quasi certa.

Arrivano le tre sorelline olandesi, le OG3NE. In abiti luccicanti ci regalano il loro ottimo incrocio di voci per l’esecuzione di “Lights and shadows”. Il pezzo è indubbiamente un poco datato, un po’ RnB anni 70-80 con una schitarrata centrale. Niente di nuovo, ma in qualche modo risulta estremamente gradevole. Se possa essere abbastanza per la qualificazione, si vedrà in seguito.

Una pausa in green room, e si riparte con l’Ungheria. Joci Pápai ci porta un meraviglioso sound etnico e un sapore zingaresco con la sua “Origo”. Uno dei pochi pezzi non in inglese di questa manifestazione, una melodia che sa di grandi spazi, di libertà. Una ballerina in abiti gitani e una violinista completano la performance.

La Danimarca ci presenta Anja Nissen con “Where I am”. Questo è l’anno dei performer soli sul palco, a quanto pare. Anja è bionda, in rosso totale, e porta un midtempo orecchiabile eseguito con buona voce e con moltissima grinta. Davvero stasera sarà difficile decidere le qualificazioni!

Brendan Murray con “Dying to try” si presenta per l’Irlanda. Molto carina la scena con la mongolfiera. Brendan, oramai qui lo stanno dicendo tutti, ha una voce molto alla Michele Bravi, particolare e vagamente femminile. Canzone scorrevole e orecchiabile, molto romantica, che incontrerà particolarmente il gusto dei giovani.

Ancora una nostra amica: Valentina Monetta che, con Jimmie Wilson, rappresenta San Marino. Lei, come sappiamo, è al quarto Eurovision, lui ha un passato da interprete di musical: l’esperienza si sente. Il brano è pura disco anni Settanta, e i costumi neri paillettati, su sfondo colorato, sottolineano l’atmosfera. Speriamo in un risultato positivo!

Jacques Houdeck con “My friend” canta per la Croazia con doppia voce, leggera (in inglese) e tenorile (in italiano, con un testo non proprio preciso). Lo accompagnano un violinista e un violoncellista. E’ un brano estremamente particolare che si ama o si odia, e non ci sentiamo di fare alcuna previsione. Come si dice: o bene bene, o male male.

Ecco i Jowst per la Norvegia, con “Grab the moment”, un brano moderno e ballabile. Il tastierista misterioso è già stato paragonato a The Bloody Beetroots, mentre il vocalist col cappello canta con tranquillità e voce, ci sembra, poco incisiva. Scena comunque suggestiva.

Siamo arrivati in Svizzera! I Timebelle cantano “Apollo”. La vocalist, tutta in giallo, è in cima a una scala circolare pure gialla. Chiara e buona voce per un midtempo cantabile. Apollo non è necessariamente un uomo, ma qualsiasi cosa rappresenti un ideale nella vita. Ciascuno trovi il proprio!

Dopo un intervallo nella green room, l’attesissima Bielorussia con i Naviband. Tutti in bianco, si esibiscono sopra a una specie di barca spinta da ventilatori, che naviga in un mondo di sogno. Prima di tutto un plauso per la lingua originale, poi diciamo anche che la canzone è ruffiana al punto giusto, prende per mano e fa dondolare al suo ritmo. Sa di fiori, di primo sole, di sorrisi, di semplicità.

Ecco un altro dei favoriti, il bulgaro Kristian Kostov con “Beautiful mess”. Il dolce Kristian farà certamente innamorare molte ragazzine di tutta Europa, con il suo aspetto delicato e il suo brano arioso e romantico. Un poco già sentito, a dire il vero, ma di atmosfera. Elegante e originale il completo, con il collo “rinforzato” e il bianco della camicia che spunta da sotto la giacca.

I Fusedmarc con “Rain or revolution” rappresentano la Lituania. E’ indubbiamente uno dei pezzi più originali della competizione, come è tradizione del Paese. Rosso nel vestito della cantante e in tutta la scena, per una performance basata sul ritmo, un poco pazza, molto difficile da assimilare al primo ascolto.

E adesso andiamo a “Verona”, o in Estonia, con Koit Toome e Laura. Tutte in bianco, le donne, stasera, ma Laura ha il vestito più originale e sexy, scollatissimo e con la scritta “Estonia” sul dietro. Cantano lontani l’uno dall’altra, senza guardarsi, ma si tratta di una storia di separazione, ed è adeguato. Una favorita dei fans.

Si conclude con Israele e con Imri Ziv. In questo momento gli amici israeliani stanno ballando sui tavoli in sala stampa, e ci distraggono dallo schermo, sul quale Imri fornisce una performance energica e convinta. Un cantante sexy, una canzone che sa di estate, sole e serate sul mare: cosa chiedere di più?

Dopo la seconda puntata del “Verkavision”, la presentazione di alcuni fans, l’esibizione del gruppo di ballo Apache Crew, un altro passaggio nella green room, dove Jana Burčeska, incinta, riceve una proposta di matrimonio in diretta, e la presentazione di Francia, Germania e Ucraina, arrivano i risultati.

Passano in finale: Bulgaria, Bielorussia, Crozia, Ungheria, Danimarca, Israele, Romania, Norvegia, Olanda e Austria.

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