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Tiziano e Carmen ci portano alla sfida finale dell’OGAE Song Contest

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Eccoci arrivati: da oggi inizia ufficialmente la fase finale dell’OGAE Song Contest. Sul sito di OGAE Spagna, organizzatrice di questa edizione, è stata pubblicata la scaletta ufficiale del concorso: cliccando qui potrete scoprire club e canzoni partecipanti, e perfino godervi i video di tutti i brani in gara. La votazione è invece riservata ai soci OGAE di ciascun club partecipante.

Come già sapete, a rappresentare OGAE Italy sono Tiziano Ferro e Carmen Consoli con “Il conforto”. La scelta è il risultato di un’appassionante selezione nazionale a due semifinali, nella quale ciascun membro della giuria interna è stato abbinato a una canzone: solo i migliori hanno guadagnato la finale, e solo Tiziano e Carmen l’hanno spuntata. Come si comporteranno contro gli altri concorrenti da tutta Europa e oltre?

E qui si parla davvero di concorrenza agguerrita. Prendete il primo brano, quello greco: raramente, in un Song Contest, si è sentita una canzone così moderna, ma, allo stesso tempo, adeguatamente guarnita di suoni etnici. Si intitola “Mantissa” (Indovina), e la cantante è Marina Satti. Niente a che vedere con Bobby Solo: cresciuta a Creta, di origine per metà greca e per metà sudanese, Marina ha subìto molte influenze musicali, ed è una performer affermata nel campo del musical. E’ anche attrice televisiva, e diplomata in canto lirico. Vi basta?

La Serbia ci presenta, invece, la prima stella eurovisiva: Nevena Božović, che conosciamo per avere fatto parte delle Moje 3. Come sappiamo, il trio si è sciolto subito dopo la sua partecipazione all’Eurovision, e Nevena ha proseguito la sua carriera solista. “Jasno mi je” (Capisco) è un midtempo malinconico ma con un discreto ritmo di base.

Aleksandra Janeva, che rappresenta la Macedonia, è, oltre che cantante, anche danzatrice moderna. Malgrado la sua giovane età, ha già vinto molti festival nel suo Paese, fra cui un Festival di canzoni in Francese, lingua della quale ha un’ottima padronanza. “Najmilo moe” (Più piccolo che si può) è un altro midtempo, ma stavolta dall’incedere allegro e leggero, orecchiabile e accattivante.

“Nää yöt ei  anna armoo” (La notte non ti lascerà astio) è, invece, il brano finlandese. Un pezzo allo stesso tempo arioso e veloce, che suggerisce una folle corsa verso la libertà. Kajia Koo (che qui canta con la partecipazione di Cheek) è una vecchia conoscenza non solo dell’Eurovision Song Contest (corista per Riki Sorsa nel 1981), ma anche dell’OGAE Song Contest, avendo partecipato nel 1986 con “Kun savukkeet on loppuneet” (Quando si è a corto di sigarette), nel 1993 con “Kuka keksi rakkauden” (Chi ha inventato l’amore) e nel 2011 con “Vapaa” (Libera).

E’ dedicata invece a “Ulla”, sicuramente una bella ragazza, la canzone danese. Un pezzo ritmato e venato quasi di rap, che suggerisce estate, mare e sole. Poco si sa di questo giovanissimo artista, Albert Dyrlund, e un giro fra i vari siti ci suggerisce che questo brano sia il suo primissimo successo.

Kygo, in realtà, viene dalla Norvegia, ed è un DJ e produttore. Come mai, allora, rappresenta l’Irlanda? E’ presto detto: perché in questa “Raging” (Furioso) collabora con la band irlandese Kodaline, un gruppo di successo, attivo dal 2005. La canzone non ci suggerisce, a dispetto del titolo, sentimenti di rabbia: piuttosto aria di relax e voglia di ballare con leggerezza e tranquillità.

La Slovacchia ci parla, invece, di una “Horou” (Montagna), e lo fa con dolcezza unita a un incedere vagamente epico. Zuzana Smatanová è cantautrice e polistrumentista. La sua carriera, finora, si è svolta solo all’interno del suo Paese, ma le ha valso moltissimi premi e riconoscimenti.

E’ un peccato che, al momento, Andorra possa esprimere il proprio potenziale solo nell’Ogae Song Contest. “Una lluna a l’aigua” (Una luna nell’acqua) avrebbe tutte le carte in regola per diventare un successo estivo internazionale: ritornello, ritmo, rap, allegria. La band Txarango esiste dal 2010 e ha al suo attivo tre album, e propone una fusione di reggae, dubstep, pop latino, musica giamaicana e rock.

La prima vera ballata, dolce e suadente, ci viene dalla Slovenia, che ci propone “Oba” (Entrambi). Gli interpreti sono Manca Špik e Isaac Palma. Lei è estremamente popolare in patria e una vecchia conoscenza dell’EMA, che ha collaborato varie volte con Raay. Lui è di origine argentina ed è arrivato in Slovenia per amore, impostando qui la sua carriera a partire dalla partecipazione a “Slovenia’s got talent”.

Sono “Livre” (Liberi) anche i portoghesi, con questa canzone di gran classe, un misto fra musica tradizionale e musica elettronica. Mariza, grande interprete di fado, non dovrebbe avere bisogno di presentazioni. Mastiksoul è un disc jockey, produttore e remixer che, malgrado la sua aura di freschezza, è attivo già dal 1992. Un duo di questa esperienza è sicuramente un buon biglietto da visita.

“Rockabye” è una locuzione usata nelle ninnenanne, tipo “Fai la ninna, fai la nanna.” Veramente curioso sentirla a tempo di rap con un ritornello ritmato e impreziosito da una voce cristallina! I Clean Bandit sono quelli di “Symphony” con Zara Larsson, e, in questo caso, si avvalgono nientemeno che di Sean Paul e di Anne-Marie, la supporter del tour mondiale di Ed Sheeran. Ovviamente, rappresentano il Regno Unito.

Kayah è una cantante di soul che ha al suo attivo collaborazioni con Goran Bregović, Cesaria Evora e Udo Lindenberg. Pur rappresentando la Polonia, lo fa insieme a Idan Raichel, musicista e compositore israeliano che, curiosamente, ha collaborato con Riccardo Sinigallia nel brano “Amami, amami” per Mina e Adriano Celentano. Propongono “Po co” (Perché), un brano energico con molti elementi etnici.

La canzone “Nam nado byt vmeste” (Abbiamo bisogno di stare insieme) ha partecipato, quest’anno, alla selezione nazionale bielorussa per l’Eurovision Song Contest. Si tratta di un’altra ballata, non troppo lenta ma delicata e cantata con voce davvero angelica, come la sua interprete: Angelika Pushnova, che canta dall’età di sei anni e ha avuto il suo primo gruppo a undici.

Passiamo alla Russia e a un altro cantante che non ha davvero bisogno di presentazioni: Sergey Lazarev. La canzone ha un titolo inglese, “Ideal world” (Mondo ideale), ma, in ottemperanza alle regole, è cantata in russo. Un midtempo solare e gradevole, al quale la grinta e la voce di Sergey danno quel tocco in più.

OGAE Resto del Mondo ci propone un brano neozelandese, cantato dal duo Broods. Si tratta dei fratelli Georgia e Caleb Nott, che hanno iniziato in una cover band degli ABBA. “Heartlines” (Titoli del cuore) è un buon midtempo sottolineato dalla voce sottile di Georgia.

Niente presentazioni neppure per Dami Im, rappresentante di OGAE Australia, con la sua “Fighting for love” (Combattendo per amore). La voce di Dami, in questo brano, è forse meno sfruttata che nella sua “Sound of silence”, ma sicuramente questa canzone ci farà ballare tutti.

I Soulwave sono una band indie-rock ungherese che, dal 2005, ha cambiato formazione alcune volte. “Szaladok” (Corro) è un titolo adeguato per una canzone che suggerisce proprio una veloce corsa all’aria aperta. Moderno e orecchiabile allo stesso tempo, è un brano che colpisce alla prima e non esce facilmente di testa.

Per l’Armenia ritroviamo l’amatissima Sirusho, stavolta insieme Sebu Simonian del duo indie-pop Capital Cities. “Vuy aman” (Sono innamorato) è cantato da lui in inglese e da lei in armeno, ed è un brano ricco di suggestioni, che trascina con la forza della sua melodia e con un arrangiamento particolare.

Se Google Translate non mente, “Fy faen” dovrebbe significare qualcosa come “P***a p*****a” (perdonate l’autocensura, ma non vorremmo incorrere in problemi). Visto che si tratta di un rap appena venato di melodia, e visti i precedenti titoli del duo in questione, ci possiamo credere. Hkeem è per metà nigeriano e per metà ghanese, Temur Baig è norvegese, e qui rappresentano, appunto, la Norvegia.

Amiamo Malta, amiamo Ira Losco, altra grande stella eurovisiva. Qui è insieme alla rapper, sempre maltese, Shyli Cassar, e ci presentano “Oh my God – OMG” (Oh mio Dio). La classica canzone estiva, solare e trascinante, nel quale tutto il fascino di Ira può esprimersi: la maternità non ha minimamente intaccato la sua carica sexy.

Che dire di Marta Jandová? La Repubblica Ceca può ben vantarsene. Stella in Germania con la band Die Happy, due partecipazioni al Bundesvision Song Contest (con gli Apocalyptica e vincitrice con gli Oomph!), uno splendido duetto con Václav Noid Bárta all’Eurovision. In “Školíš mě” (Mi alleni) Marta perde la sua carica rock per un midtempo pop cantabile e arioso.

Maite Kelly, nata a Berlino ma di origine irlandese-americana, è nota come membro della Kelly Family, ma nel 2007 ha iniziato una carriera solista come cantante e personaggio televisivo. Per la Germania, propone “Sieben Leben für dich” (Sette vite per te), un classico schlager nel più puro stile teutonico.

Sezen Aksu è nientemeno che la scopritrice di Sertab Erener. Grande amica di Ajda Pekkan, con la quale, negli anni Settanta, ha dato nuova vita al pop turco, ha collaborato anche con Goran Bregović. “Manifesto” (Evidente) è una canzone contro ogni guerra e ogni violenza, con un ritmo coinvolgente e un andamento che tradisce le sue origini turche.

Ma guarda un po’ chi ci presenta la Svezia: Magnus Carlsson degli Alcazar. Chi si azzarda a dire che non lo conosce va subito dietro la lavagna. La canzone è “Ge mig sommar” (Dammi l’estate), uno di quei brani che non avrebbero sfigurato all’Eurovision Song Contest. Una parola: “catchy”, come si conviene a una canzone svedese.

Gli Urban Trad, dal Belgio, sono proprio quelli di “Sanomi”, il brano in lingua inventata che spopolò all’ESC del 2003. Stavolta interpretano “Devant toi” (Davanti a te), un pezzo ugualmente guidato dalle voci femminili, con un incedere folk e vagamente gitano.

Julien Doré è un discendente del pittore Gustave Doré, ed è cantautore oltre che attore di film e serie TV. Ha al suo attivo tre album. Rappresenta la Francia con “Le lac” (Il lago), canzone suadente interpretata con voce leggermente velata, secondo la tradizione d’Oltralpe. Un brano che ricorda un’afosa giornata estiva passata nel dolce far niente.

Infine, i padroni di casa, la Spagna, con i Fangoria. Si tratta di un duo synthpop di grande successo, che finora ha inciso ben sedici album. “Espectacular” (Spettacolare) ci trascina subito sulla pista da ballo, con la voce di contralto della cantante e le suggestioni del ritmo e dei colori.

Che dite, tutta questa concorrenza vi ha spaventato? Ma no, non spaventiamoci: cantiamo e balliamo, e che vinca il migliore! Dopotutto, l’OGAE Song Contest è principalmente un’occasione di festa. Forza Tiziano, forza Carmen, ma godiamoci questa bella gara!

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