Home 2017 Rétro 1972: Montagne bianco-rosso-verdi

Rétro 1972: Montagne bianco-rosso-verdi

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I salti musicali che ci riportano indietro nel tempo, grazie ai concorsi organizzati da anni da Gary Speirs di Ogae UK, ci sono quasi sempre stati propizi, a dimostrare l’elevata qualità della musica leggera italiana del passato. E ancora una volta per i nostri colori è arrivata una vittoria, questa volta nella sezione Rétro riservata a brani partecipanti alle selezioni nazionali per l’Eurovision dell’anno in questione (in questo caso il 1972), grazie a Marcella Bella e alla sua Montagne verdi, scritta dal fratello Gianni e da Giancarlo Bigazzi.

Si è trattato di un vero e proprio trionfo, di una fuga in solitaria fin dalle prime battute: 306 punti rispetto ai 198 della seconda classificata, la Germania con Geh Die Strasse di Cindy & Bert, e ai 187 della Finlandia con Sua rakastan di Katri Helena, nomi molto noti al pubblico eurovisivo, a differenza della nostra Marcella che alla massima competizione musicale del continente non ha mai avuto modo di partecipare. Ma l’intensità della voce e della melodia, accompagnata da un toccante e tuttora moderno testo sull’emigrazione, ha avuto la meglio su tutte le canzoni rivali. Su 30 giurie internazionali, ben 19 hanno attribuito il massimo (i classici 12 punti) a Montagne verdi, brano che proiettò la giovane artista siciliana tra le protagoniste più amate della canzone, ruolo mantenuto per tutti gli anni ’70-’80.

Il nostro paese quest’anno ha potuto competere nel Second Chance Rétro in quanto nel 1972 fu la canzone vincitrice del Festival di Sanremo, I giorni dell’arcobaleno di Nicola Di Bari, a essere portata all’Eurovision piazzandosi ad un onorevole sesto posto, e non un inedito affidato al vincitore di Canzonissima come negli anni immediatamente precedenti e seguenti: del resto lo stesso Nicola Di Bari aveva appena vinto la celebre gara televisiva del sabato sera con Chitarra suona più piano, realizzando poi al festival una fantastica doppietta.

Proprio perché di solito la nostra rappresentante non era la canzone vincitrice di Sanremo, in passato l’Italia era inserita nel Guest Jury Hits, che mette in gara successi dei paesi che non hanno partecipato all’Eurovision o che non hanno organizzato, in quell’occasione, una propria selezione. Sono ben sette le vittorie italiane nell’albo d’oro, ultima quella ottenuta nella scorsa edizione (relativa al 1973) con Minuetto di Mia Martini. Questa volta, con l’Italia nel concorso principale, è stata lasciata via libera alla Francia, prima con Une belle histoire di Michel Fugain, davanti alla Spagna (Nino Bravo con Un beso y una flor) e agli Stati Uniti in rappresentanza di Ogae Rest of the World (David Cassidy con Could It Be Forever). Tra l’altro, Une belle histoire fu proposta all’epoca da Fugain anche nella nostra lingua con testo di Franco Califano e con il titolo Un’estate fa, poi interpretata anche da Caterina Caselli in duetto con lo stesso Fugain, da Mina, dagli Homo Sapiens e dai Delta V. L’anno prossimo in questo viaggio a ritroso saremo di nuovo in gara nel GJH, pronti a dare allegramente battaglia con uno dei tanti successi del 1971.

Votazioni e classifiche complete del 1972 a questo link.