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Sanremo prima serata: Nina Zilli in zona calda, bene Barbarossa, indietro Ruggeri e Fogli

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Eccoci qua! Scriviamo dalla Sala Stampa Lucio Dalla del Palafiori di Sanremo, e stiamo per seguire la prima serata del festival. Attezione, perché fra i big che canteranno stasera c’è sicuramente il nostro rappresentante a Lisbona, quindi… teniamo gli occhi ben aperti!

Si parte con il Primafestival, e, fra l’altro, viene subito sottolineata una caratteristica che poco è piaciuta agli eurofans: la durata massima delle canzoni aumentata a quattro minuti… Non esattamente ideale per l’Eurovision Song Contest.

La sigla del Festival è favolosamente eurovisiva: tutti i big in gara eseguono la stesssa canzone, che non ha un titolo e viene semplicemente chiamata “Po-po-po-po”. L’effetto è delizioso, ispira condivisione e amore per la musica a tutto tondo. Bravi!

Arriva Fiorello, a fare da scaldapubblico, ma noi non ci facciamo caso più di tanto: stiamo aspettando le canzoni, e della comicità, più o meno efficace, poco ci importa. Scusaci, Fiorello!

Finalmente scende la scala il direttore artistico, Claudio Baglioni, felice, sorridente e accolto dalle ovazioni del pubblico. Molto poetica la sua introduzione, nella quale descrive cosa per lui significa una canzone, e perché ha voluto che questo fosse veramente il Festival della Canzone.

Esce poi Pierfrancesco Favino, che indubbiamente aggiunge ritmo alla presentazione facendo da contrappunto, con la sua semplicità, alla pacata raffinatezza di Baglioni. Infine, scende Michelle Hunziker.

Finalmente si inizia a cantare, e la prima è Annalisa, con “Il mondo prima di te”. Molto rock la sua mise nera, molto scollata e con gonna larga e corta. La canzone, però, è una classica ballata che accentua il battito nel ritornello. Apprezzabile, ma non immediata. Gran lavoro per la voce di Annalisa, che deve percorrere almeno un paio di ottave, passando da toni molto bassi a quelli alti del ritornello.

Attesissimo, ecco poi arrivare Ron, con il brano di Lucio Dalla “Almeno pensami”. Lucio è presente nella musica fin dalle prime note, e nel testo fin dalla prima parola. Uno di quei brani leggeri, impalpabili, raffinati ai quali Lucio ci aveva abituati, quasi senza rispetto per la cantabilità, ma incantevoli. Sentirlo cantare da Ron è davvero come se Lucio rivivesse, anche se la voce tradisce una grande emozione.

Terza esibizione, quella dei The Kolors con “Frida (Mai, mai, mai)”. Grande scena con Stash che batte su di una grancassa e gli altri due ugualmente scatenati. Ottimo ritmo ma poca cantabilità, specie nella strofa. I ragazzi, comunque, la eseguono molto bene e con grande sicurezza.

Per quarto canta Max Gazzè, con “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”. Max ci spiazza, con questa dolce ballata con accenti trionfali, quasi sinfonici, nel ritornello, che racconta una delicata leggenda ambientata “sulle spiagge di Vieste”. Molto particolare, questa sfaccettatura di Gazzè.

A questo punto sarebbe dovuta apparire l’ospite Laura Pausini, ma, causa laringite, si limita a intervenire telefonicamente, dialogando con Baglioni e Fiorello. Segue duetto su “E tu”, mentre noi non vediamo l’ora di tornare alla gara.

Finalmente si riprende con Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico. “Imparare ad amarsi” è la loro canzone. Ornella è sempre Ornella, e questo trio inedito funziona molto bene. Il brano è suadente, tranquillo, niente di originale ma sicuramente una canzone di buon livello, molto raffinata.

Ecco Ermal Meta e Fabrizio Moro, con la loro “Non mi avete fatto niente”. L’inizio ricorda “Ti regalerò una rosa” di Simone Cristicchi, poi la melodia e, soprattutto, il ritmo, aumentano di tensione e prendono l’ascoltatore. Molto bello l’intreccio fra la voce dolce di Ermal e quella più dura di Fabrizio. Coinvolgente.

Finalmente, per la prima volta su questo palco, Mario Biondi con “Rivederti”. Un prezioso brano di cool jazz che Mario interpreta con la sua caratteristica voce, e che culla l’anima. Forse troppo raffinato per il grande pubblico, ma quale altezza!

Visto che sembra che la serata non sia abbastanza lenta, dobbiamo guardarci anche il siparietto di Favino. E andiamo avanti, anche se il “Namasté, alè” ha riscattato tutto.

Largo, adesso, agli ex Pooh: Roby Facchinetti e Riccardo Fogli con “Il segreto del tempo”. La voce di Roby appare forzata, ma l’emozione è una brutta bestia. Il brano è classico, molto anni Settanta, esattamente quello che ci saremmo aspettati da due ex Pooh. Qualche sonorità già sentita.

Ed ecco a voi Lo Stato Sociale, con “Una vita in vacanza”: siamo tutti d’accordo con il titolo. Il brano è appesantito da un arrangiamento eccessivo, ma è estremamente orecchiabile e potrebbe sicuramente spopolare nelle radio. Allegro e cantabile. Grande la nonna!!!

Va bene, oramai evitiamo anche di parlare dei siparietti. Passiamo a Noemi, con “Non smettere mai di cercarmi”. Un pezzo onesto stile Noemi, pacato all’inizio della strofa e graffiato man mano che va avanti, in qualche modo già sentito.

Ed ecco l’unico annuncio che ci piace: Michelle Hunziker ricorda che il vincitore avrà la possibilità di rappresentarci all’Eurovision Song Contest. Restando in tema, arriva Enrico Ruggeri con i Decibel. La loro “Lettera dal Duca” è ovviamente dedicata a David Bowie. Ottimo midtempo molto coinvolgente, con qualche dissonanza al posto giusto. Perfetta, davvero, per il duetto con Midge Ure.

Passiamo al commiato di Elio e Le Storie Tese. Ci portano il loro “Arrivedorci”. Entrano in scena vestiti da indiani (dell’India). Un pezzo dall’incedere lento e maestoso abbinato a un testo demenziale, nel più puro stile degli Elii. Un simpatico saluto, niente più.

Arriva poi Giovanni Caccamo con “Eterno”. Ballata che inizia con i soffiati, poi porta a spiegare la voce, ma non decolla veramente. Melodia già sentita, dignitosa ma con poca originalità.

Si presenta poi Red Canzian, con “Ognuno ha il suo racconto”, scritta con Miki Porru. Che grinta! E poi venitemi a parlare dei “vecchi”… Il brano è ritmato e deciso, e Red lo interpreta con tutte le sue radici rock. Ottimo!

Arriva il nostro ex eurovisivo Luca Barbarossa con “Passame er sale”. E’ uno stornello un poco più ritmato, una via di mezzo fra la produzione di Lando Fiorini e un ballabile da sala. Luca ha sempre un’ottima voce, e un pezzo come questo non sfigura in mezzo agli altri.

Mascherata da semplice omaggio a Luis Bacalov, ecco l’introduzione per Gianni Morandi. Ottimo duetto con Baglioni su “Se non avessi più te”, poi l’ultimo “E’ una vita che ti aspetto” con Tommaso Paradiso.

Coppia inedita: Diodato e Roy Paci. Il pezzo è un crescendo che inizia con la tromba di Roy e il delicato ritmo di Diodato, per poi prendere forza ed esplodere, ma smorzandosi di nuovo e poi ripartendo. Interessante.

Ecco adesso la nostra Nina Zilli con “Senza appartenere”. Una raffinata ballata che non rende piena giustizia alla grande voce di Nina, ma dal testo importantissimo e molto attuale. Per Nina, però, ci voleva di più.

Come se la serata non fosse di per se abbastanza lunga, arriva anche il problema tecnico che costringe Baglioni e Favino a un’incerta improvvisazione musicale al piano. Sorpresa, sorpresa: non è che una scusa per introdurre il cast del film “A casa tutti bene”.

Ecco la simpatia di Renzo Rubino. “Custodire” è il suo brano. Melodia molto anni Settanta, sussurrata nella strofa e più decisa nel ritornello. La voce di Renzo tradisce la stanchezza che abbiamo notato anche oggi durante l’intervista. Da riascoltare.

Arriviamo a Enzo Avitabile e Peppe Servillo e la loro “Il coraggio di ogni giorno”. Ecco, questa è la musica, un viaggio che parte da Napoli ma si proietta verso il mondo, con la voce grezza di Avitabile e quella con accenti teatrali di Servillo. Tanto di cappello.

Concludiamo con Le Vibrazioni e “Così sbagliato”. Molto più Modà che Vibrazioni, con la voce di Sarcina quasi irriconoscibile, sono lontani anni luce da “Dedicato a te”. Pezzo energico, ma non sono Le Vibrazioni di sempre.

Ed ecco la classifica della prima serata, risultata dalla giuria demoscopica che incide per il 30% sul voto:

Blu – Zona alta

Nina Zilli

Lo Stato Sociale

Noemi

Annalisa

Max Gazzé

Ron

Ermal Meta e Fabrizio Moro

 

Giallo – Metà classifica

Luca Barbarossa

Mario Biondi

The Kolors

Elio e le Storie Tese

Giovanni Caccamo

Vanoni-Bungaro-Pacifico

 

Rosso – Fine classifica

Decibel

Diodato e Roy Paci

Red Canzian

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli

Enzo Avitabile e Peppe Servillo

Le Vibrazioni

Renzo Rubino