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Eurovision 2018: il giardino di Cláudia Pascoal per il Portogallo

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Il Portogallo, il paese ospitante l’Eurovision 2018, ha scelto la cantante che lo rappresenterà a Lisbona dall’8 al 12 Maggio: Cláudia Pascoal.

Cláudia Pascoal canterà “O jardim“, il giardino, scritta dalla famosa cantautrice portoghese Isaura.

 

La RTP ha organizzato anche quest’anno il Festival Da Canção, nato nel 1964, per eleggere il proprio rappresentante. Ruolo piuttosto importante visto che si tratta del primo Eurovision che si svolgerà in terra lusitana. Per l’occasione la televisione portoghese ha dato un tema per le canzoni: esaltare la cultura e la lingua nazionale. Il risultato è stato un festival di quasi tutte ballate lente con elementi musicali folkloristici! Ovviamente non c’è da stupirsi perché qual’è la musica nazionale portoghese per eccellenza? Il Fado ovvio e tutti quei ritmi brasiliani come il samba.

In diretta dal Pavillhão Multiusos di Guimarães, Filomena Cautela, una delle presentatrici ufficiali di Eurovision 2018, e Pedro Fernandes presentano le 14 canzoni in gara che saranno votate dal televoto, aperto lunedì scorso, e dalle giurie regionali.

Purtroppo a causa di un presunto plagio, il superfavorito Diogo Piçarra con la canzone “Canção do fim” si è ritirato. Una grande perdita per il contest.

Ma commentiamo la serata:

Rui David – “Sem medo”: la prima canzone in gara è un mid-tempo con un ritmo quasi da cabaret con pianoforte e fiati compresi. Il tutto è abbastanza anonimo e scivola senza lasciare il segno.

Susana Travassos – “Mensageira”: ballata jazz molto lenta con il pianoforte in primo piano. Assomiglia alle canzoni del famoso gruppo dei Madredeus.

Peter Serrado – “Sunset”: mid-tempo internazionale in inglese. Un po’ country, un po’ pop. Fra tutte le altre in portoghese risulta abbastanza insapore.

Joana Espadinha – “Zero a zero”: inizio pop-samba per poi diventare up-tempo dove però il ritornello rimane il punto debole della canzone.

Lili – “O voo das cegonhas”: finalmente una canzone con un arrangiamento moderno. Introduzione lenta e ritornello d’impatto.

Catarina Miranda – “Para sorrir eu não preciso de nada”: un’altra ballata molto lenta, quasi una ninna nanna. Recupera con il ritornello molto orecchiabile.

Joana Barra Vaz – “Anda estragar-me os planos”: appena inizia fa subito ricordare la “La vita è bella” dell’omonimo film. Anche la struttura è molto simile, e pure il genere, ma ovviamente questa è un’altra canzone.

David Pessoa –  “Amor veloz”: di veloce ha solo il titolo. Tipica canzone dal ritmo brasiliano lento e un po’ noioso.

Minnie & Rhayra –  “Patati patata”: fa subito venire in mente la famosa canzone di Wilma De Angelis ma questa è un samba che nel testo mette dentro tantissime parole come spaghetti, namasté, be happy, ecc.

Janeiro – “(sem título)”: la canzone sponsorizzata dai fratelli Sobral è fra i favoriti per la vittoria finale. Molto lenta, quasi jazz e particolare, un unplugged solo con chitarra ed effetto onde del mare. Molto particolare.

Maria Inês Paris – “Bandeira azul”: e arriva anche la bossa nova. Molto bella nel suo genere ma difficile da piazzare in una gara.

Anabela –  “Para te dar abrigo”: la rappresentante portoghese del 1993 ormai è una donna matura e l’esperienza sul palco fa la differenza. Ballata con fisarmonica, quasi da festa paesana. Piacevole.

Cláudia Pascoal –  “O jardim”: dopo l’uscita di Diogo Piçarra, sembrerebbe fosse lei la superfavorita. In effetti la canzone pop-soul è una delle poche moderne, ben arrangiata e dal sound ipnotico. La voce della cantante è molto particolare e perfetta per il genere. La presenza sul palco dell’autrice Isaura, anche se solo come unica corista, rende il tutto più ufficiale.

Peu Madureira – “Só por ela”: il vincitore della prima semifinale, e quindi il grande favorito, chiude la gara con l’ennesima ballata dal sapore antico e molto tradizionale. Il tutto sembra però troppo simile alla vincitrice dello scorso anno “Amar pelos dois”.

Recap delle 14 canzoni in gara e si continua a televotare.

Fra gli ospiti della serata anche Luisa Sobral, Simone De Oliveira (Eurovision 1965 e 1969) e Aurea.

Votano anche le giurie regionali che premiano a sopresa Catarina Miranda. Cláudia Pascoal è seconda e Peu Madureira terzo.

In caso di parità vince chi ha ottenuto più voti dal televoto.

Si aggiungono i voti del televoto e vince Cláudia Pascoal!

Ecco la classifica completa:

  1. Cláudia Pascoal –  “O jardim”  22 punti
  2. Catarina Miranda – “Para sorrir eu não preciso de nada”  22 punti
  3. Peu Madureira – “Só por ela”  16 punti
  4. Janeiro – “(sem titulo)” 12 punti
  5. Rui David – “Sem medo” 8 punti
  6. Anabela – “Pra te dar abrigo” 7 punti
  7. Joana Barra Vaz – “Anda estragar-me os planos” 7 punti
  8. Lili – “O voo das cegonhas” 6 punti
  9. Joana Espadinha – “Zero a zero” 5 punti
  10. Susana Travassos – “Messageira” 4 punti
  11. Peter Serrado – “Sunset” 3 punti
  12. Maria Inés Paris – “Bandeira Azul” 3 punti
  13. Minnie & Rhayra – “Patati Patata” 2 punti
  14. David Pessoa  – “Amor veloz” 0 punti