Home #ESC2018 OGAE Italy e il decennale dell’Eurovision in Concert ad Amsterdam

OGAE Italy e il decennale dell’Eurovision in Concert ad Amsterdam

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Una data importante quella del 14 aprile 2018, un “compleanno” speciale da festeggiare e celebrare adeguatamente. L’Eurovision in Concert, il più importante evento “live” pre-ESC ha “compiuto” dieci anni. Il concerto si é svolto per la prima volta presso l’AFAS Live di Amsterdam, già conosciuta come Heineken Music Hall, che ha ospitato anche la esclusiva conferenza stampa. Nelle edizioni precedenti, invece, la Press Conference si era svolta in un elegante edificio dello splendido Vondel Park sempre ad Amsterdam.

Anche quest’anno un’edizione grandiosa, con ben trentadue paesi partecipanti; OGAE Italy era presente, con altri giornalisti accreditati provenienti da più fronti : tv, radio, web-radio, blog, fan clubs.

Gli artisti sono stati introdotti da Cornald Maas, famoso presentatore tv olandese, e da Edsilia Rombley, cantante, splendida e solare, che ha rappresentato i Paesi Bassi all’ESC due volte: la prima, nel 1998, piazzandosi quarta (con “Hemel en Aarde”) e regalando all’Olanda il migliore piazzamento all’Eurofestival in ventitré anni ; la seconda, nel 2007, dove però non arrivò in finale (con “On top of the World”). La coppia ha già presentato l’Eurovision in Concert nel 2015, che si era tenuto, come le due ultime edizioni, nel Melkweg, un’altra prestigiosa music hall di Amsterdam.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il Segretario di Stato olandese per la Giustizia e la Sicurezza, Mark Harbers, da sempre fan dell’ESC, e da Jon Ola Sand, l’Executive Supervisor per l’EBU dell’Eurovision Song Contest.

Gli artisti partecipanti sono stati presentati in ordine alfabetico all’interno di una speciale sala dell’AFAS Live. L’attenzione degli accreditati presenti era per la cantante israeliana Netta, vera star della serata. La curiosità era altissima anche per Waylon, già metà dei Common Linnets nel 2014, rappresentante dei Paesi Bassi. L’assenza dell’Italia, di Fabrizio e Ermal, era palpabile.

Successivamente si è passati alle interviste one-to-one. Come sempre, il tempo è stato tiranno : pochi minuti a disposizione per artista e un bel po’ da attendere. La prima intervista è stata realizzata con la splendida rappresentante dell’Australia, Jessica Mauboy. Molto disponibile, molto cordiale, rappresenta una scena musicale giovane e all’avanguardia, anche se spesso non bene conosciuta al di fuori dei confini nazionali. Vive l’ESC come una esperienza “on stage”, metafora di una vita che va vissuta al massimo.

La seconda intervista è stata per i nostri cugini francesi; del duo Madame Monsieur, tra i favoriti per la vittoria a Lisbona, era presente solo Jean-Karl; Émilie, la vocalist del duo, per motivi di salute non ha potuto partecipare al concerto ed è stata rimpiazzata dalla britannica SuRie, in una splendida, sentita, emozionante versione di “Mercy” in inglese. Jean-Karl è un ragazzo alla mano, riservato e molto gentile. Parla della responsabilità di rappresentare un paese importante come la Francia, con un significativo patrimonio musicale. Una bella intervista condotta in francese, al termine della quale l’artista ha espresso tutto il suo supporto/apprezzamento alla canzone italiana, ringraziando i fans di OGAE Italy per i 12 points a “Mercy”. E’ stato bello rivedere il capo delegazione della Francia, Edoardo Grassi, di chiare origini italiane, già conosciuto ad Amsterdam nel 2016 con Amir e incontrato anche lo scorso anno con la bellissima Alma.

Dopo un veloce saluto ai simpatici moldavi, si è passati ad un altro ammiratore della canzone italiana, l’albanese Eugent Bushpepa. Una intervista condotta in italiano, dove l’artista ha raccontato della sua esperienza di studente universitario a Bologna, della sua passione per la musica rock, del suo entusiasmo per la vittoria al  Festivali i Këngës. Un artista completo, una voce potentissima, una energia infinita.

Un artista che si è definito “more than half Italian” è stato Benjamin Ingrosso, vincitore del Melodifestivalen e in gara a Lisbona per la Svezia. Una vittoria che lui stesso ha definito “importantissima”, di cui si sente fiero. Ottima presenza scenica, un brano orecchiabilissimo e pericolosamente efficace.

E’ stata poi la volta di Christabelle Borg, conosciuta semplicemente come Christabelle, rappresentate della meravigliosa Malta. Un brano il suo, “Taboo”, che porta anche la autorevole firma di Thomas G:son. La cantante era alla sua quarta partecipazione alla finale nazionale maltese quest’anno, dopo essere arrivata seconda nel 2015. Si sente fiera di rappresentare Malta a Lisbona e spera in un ottimo piazzamento.

Da Malta, poi, all’Islanda, con Ari Olafsson. Il giovane cantante ha raccontato delle grandi emozioni nel momento della vittoria nella finale nazionale islandese, quando ha sentito il suo cuore quasi fermarsi. Ha parlato della sua formazione canora classica e ha intonato “Grande amore” nel suo videosaluto ai fans italiani, canzone che ha amato tantissimo.

Dopo Ari, è giunto il momento di Jonas Flodager Rasmussen, conosciuto semplicemente come Rasmussen, rappresentante della Danimarca. I fans italiani sono particolarmente legati alla Danimarca (dal lontano 1964) e Rasmussen parla della sua canzone con molta fierezza, evidenziando il suo significato di ricerca di positività e di negazione di ogni forma di violenza.

Dopo la Danimarca, l’intervista con il duo spagnolo. Amalia e Alfred infondono tanta tenerezza : lei dolcissima ma riservata e un po’ timida; lui più aperto. Entrambi amano la canzone italiana. Si dicono felici di rappresentare la Spagna e sentono una responsabilità notevole per il loro paese a Lisbona. Sul palco dell’AFAS Live hanno dimostrato di avere grinta e passione; la loro performance è stata notevole, piacevole e molto curata. Giovani sì, delicati sì, ma molto efficaci dal vivo.

Mentre la fila per la israeliana non accennava a defluire, a ridursi, l’attenzione si è focalizzata su un’altra fantastica artista : la grandissima Saara Aalto dalla Finlandia. Una artista completa, calorosa, genuina, che finalmente arriva ad un riconoscimento importante (e stra-meritato) dopo anni di tentativi e di partecipazioni, in patria e all’estero. Anche la Finlandia ha una scena musicale importante, particolare, originale, che spesso purtroppo non viene valorizzata al di fuori dei confini nazionali. Saara Aalto crede molto nel significato della sua canzone, nel potente messaggio di “being brave in this World” come lei stessa ha ribadito più volte, Una artista fenomenale, che ha dato una tra le migliori performances della serata.

L’ultima intervista è stata letteralmente strappata a Michael Schulte, rappresentante della Germania. Una canzone molto particolare la sua, con una atmosfera malinconicam, una canzone che si interroga sul senso della vita. Michael crede molto nella sua canzone, che definisce “parte di sé” e della sua esistenza.

Un’altra edizione eccellente e curatissima nei dettagli, un evento significativo sul piano artistico e su quello umano. Jon Ola Sand, durante il discorso iniziale, ha invitato i partecipanti ad esprimersi al massimo ricordando l’importanza dell’ESC e del suo senso di internazionalità.

Salutando Amsterdam … ora pensiamo a Lisbona e alla Grand Final 2018.