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Julija Samoilova: non ho mai ascoltato nessuno, e ho fatto bene. La nostra intervista

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Ha un viso d’angelo, lunghi capelli biondi che la fanno sembrare una fata, ma Julija Samoilova è soprattutto una persona forte, determinata e generosa, che ama cantare non solo per la sua gioia personale, ma per ispirare le persone che la ascoltano. La sua malattia non la ferma, e ancora meno lo fanno i pareri non richiesti della gente, che, spesso, possono essere ancora più invalidanti: Julija va avanti senza ascoltare nessuno, e i fatti le danno ragione.

In partenza per Lisbona, ha comunque trovato il tempo di rispondere alle nostre domande e parlarci un poco di se. Ed ecco la nostra intervista.

OGAE Italy: Salve Julija, siamo felici di incontrarti! Grazie per avere accettato questa breve intervista, e congratulazioni per essere stata scelta come rappresentante della Russia all’Eurovision Song Contest di quest’anno!

Come tutti sanno, questa è la seconda volta che sei stata scelta ma solo la prima volta in cui prenderai effettivamente parte alla manifestazione. Torniamo alla prima volta in cui ti è stato detto che il tuo Paese voleva che tu lo rappresentassi all’Eurovision Song Contest: che reazione hai avuto? Hai detto di sì subito oppure ti sei presa un poco di tempo per pensarci?

Julija Samoilova: Quando mi è stato offerto di partecipare all’Eurovision ho pensato “Finalmente! Lo aspettavo da così tanto tempo!” E’ buffo, perché, guardando l’Eurovision Song Contest nel 2016 quando ha vinto Jamala, ho pensato che l’anno seguente ci sarei andata io! Ma, sfortunatamente, a causa delle circostanze che conoscete, non sono andata a Kiev.

OGAE Italy: Quest’anno ti è stata data di nuovo la possibilità di rappresentare il tuo Paese, e questa volta si è concretizzata. Altri artisti, al tuo posto, avrebbero rifiutato, sentendosi ancora scottati dall’anno precedente. Tu, invece, hai preso la possibilità al volo, e questo è un pensiero molto positivo. Perché hai detto di sì per la seconda volta?

Julija Samoilova:  Quando è stato annunciato che avrei partecipato nel 2018, mi sono di nuovo sentita felice e non posso immaginare un artista che non lo sarebbe stato. Sarebbe stato stupido da parte mia rifiutarmi. Malgrado si dica che questa è la mia seconda volta all’Eurovision Song Contest, tecnicamente è la prima. Non mi sento privilegiata, e voglio cantare sul palco esattamente come gli altri, voglio condividere questa atmosfera con gli altri.

OGAE Italy: Il tuo atteggiamento positivo sembra essere riflesso nella tua canzone “I won’t break”. Parlaci della tua canzone e di quello che significa per te.

Julija Samoilova:  Non voglio che il pubblico pensi che questa canzone parli solo di me, che Julija Samoilova salirà sul palco per cantare di se. Non è esattamente vero. Questa canzone riguarda tutti, ogni singola persona può ritrovarsi in essa. Dice che non bisogna sentirsi frustrati quando la vita non va bene, e non bisogna ascoltare quello che la gente si aspetta che tu faccia o dica. Bisogna solo seguire il proprio cuore e lasciare veramente che ci guidi. Il mio cuore è su di una strada sicura, non è più al buio: queste sono le parole più importanti della mia canzone.

OGAE Italy: Rispetto alla tua canzone dello scorso anno, “Flame is burning”, “I won’t break” ha un suono più moderno, e anche la tua voce è maturata. Mi sembra che la tua musica sia come “cresciuta”. Pensando alle due canzoni, quale preferisci? Pensi mai al risultato che “Flame is burning” avrebbe potuto ottenere in gara?

Julija Samoilova: Preferisco la seconda canzone perché gli autori hanno avuto la possibilità di conoscere meglio me e la mia personalità. Mi è piaciuta dalla prima volta in cui l’ho ascoltata. Anzi, dopo averla ascoltata ho canticchiato il ritornello per tutta la sera, perché è molto catchy. Non mi piace pensare a quale delle due canzoni sarebbe andata meglio. A qualcuno piace “Flame is burning”, altri dicono che “I won’t break” è più moderna. Preferisco la seconda perché è più complicata dal punto di vista vocale, ma questa è una sfida ed è emozionante. “Flame is burning” è più una ballata, “I won’t break” è uno slogan.

OGAE Italy: Torniamo all’inizio: hai studiato psicologia, ma hai deciso di abbandonare gli studi per seguire la tua carriera musicale. Perché hai fatto questa scelta?

Julija Samoilova: Un giorno mi sono sorpresa così, seduta in un ufficio polveroso, e mi sono chiesta che cosa ci facessi lì. Non faceva per me. Quindi me ne sono andata e ho deciso di essere un esempio vivente di ciò che vuol dire realmente combattere. Volevo condividere il mio mondo interiore con la gente. Mia madre me lo ha insegnato quando ero più giovane, e ogni volta che mi lasciava sola per un poco c’erano sempre persone che si radunavano intorno a me e mi ascoltavano. Fin da bambina amavo essere al centro dell’attenzione.

OGAE Italy: Nel 2008 hai fondato un complesso chiamato TerraNova: eravate specializzati in musica heavy alternativa. Oggigiorno il tuo stile è piuttosto differente: parlaci di questo cambiamento e del perché hai scelto un percorso musicale diverso.

Julija Samoilova: Il tempo cambia, e io cambio. Mi piace sempre la musica rock alternativa, ma adesso sono diversa. Per esempio, sto preparando un nuovo album, e non posso definirlo di pura musica pop. La musica si evolve, e anche i cantanti si evolvono. Un vero artista fa sempre ricerca, e deve provare diversi stili musicali.

OGAE Italy: Nel 2013 hai preso parte a “Faktor A”. Sia tra il pubblico che tra gli stessi cantanti ci sono opinioni molto diverse riguardo ai talent show: qual è la tua? Come è stata la tua esperienza?

Julija Samoilova: Sono molto felice di avere partecipato a “Faktor A”. Malgrado io non abbia vinto, è stato un enorme lancio per la mia carriera. Dopo lo show, ho avuto moltissime offerte di lavoro. La gente mi diceva: “Non è niente di importante, sarai dimenticata non appena lo show finirà”, ma, come al solito, non li ho ascoltati. E sono felice di questa decisione. Se non ci fosse stato “Faktor A” non ci sarebbe stata neppure la mia esibizione alla Cerimonia d’Apertura dei Giochi Paralimpici di Soči.

OGAE Italy: In effetti, stavo per chiedertelo: l’anno successivo hai preso parte alla Cerimonia d’Apertura dei XI Giochi Paralimpici Invernali di Soči. Raccontaci di quella esperienza.

Julija Samoilova: Mi è stato offerto due settimane dopo la fine dello show. Quando sono arrivata alla prima prova e ho visto lo stadio ho pianto, sono stata sopraffatta dall’emozione. Era gigantesco! E durante la mia esibizione dal vivo ho sentito così tanta energia in quello stadio. Finora, è stata l’impressione più grande che mi abbia fatto un’esibizione. Ma qualcosa mi fa pensare che, presto, ne arriverà una ancora più grande! J

OGAE Italy: Infatti, sei in partenza per Lisbona! Hai avuto modo di ascoltare gli altri partecipanti? C’è una canzone che ti piaccia particolarmente, o che tu consideri come un potenziale vincitore?

Julija Samoilova: Non posso dire di avere una canzone preferita in assoluto, ma mi piacciono la Bulgaria, la Spagna, il Belgio, la Finlandia, l’Armenia e Israele.

OGAE Italy: Una curiosità: ascolti mai la musica italiana? C’è qualche cantante o complesso del nostro Paese che ti piaccia particolarmente?

Julija Samoilova: Quando mia nonna ha sposato un Italiano e si è trasferita in Italia, ho iniziato a conoscere di più la musica Italiana. Lei mi ha fatto ascoltare molte canzoni nuove, e alcune le ho anche cantate, come “In assenza di te” di Laura Pausini e “Prima di partire per un lungo viaggio” di Irene Grandi. E naturalmente adoro la musica Italiana degli anni 80, che è stata molto popolare in Russia. Penso che l’Italia abbia dato molta bella musica al mondo. E mi piace anche la canzone di Ermal Meta e Fabrizio Moro. Hanno un messaggio molto forte, e, quando ho visto il loro video, sono stata fortemente impressionata e commossa fino alle lacrime.

OGAE Italy: Grazie, Julija, per essere stata così gentile nel rispondere alle nostre domande. Ti auguriamo il meglio a Lisbona e speriamo di incontrarti anche lì. Buona fortuna!

E ringraziamo anche Dmitry Melnik che ha reso possibile questa intervista.