Home #ESC2018 Le 10 nazioni qualificate per la finale di Sabato 12 Maggio

Le 10 nazioni qualificate per la finale di Sabato 12 Maggio

0
SHARE

Parte anche la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2018 con il benvenuto delle nostre quattro bellissime presentatrici Silvia, Filomena, Daniela e Catarina.

Poche chiacchiere e si parte!

La prima nazione in gara è la Norvegia. Un grande ritorno accolto con entusiasmo dai fans; lui è Alexander Rybak, il vincitore dell’Eurovision 2009, con la sua “That’s how you write a song” e il suo inseparabile violino. Canzone molto ruffiana e swingante coadiuvata da uno spettacolo studiato nei minimi particolari. In sovra impressione strumenti musicali che il cantante suona virtualmente attorniato dai suoi coristi e ballerini. Sicuramente andrà in finale e combatterà per la conquista del podio. Da tenere d’occhio!

Arriva il gruppo rumeno dei The Humans con “Goodbye”. La cantate solista Cristina indossa un lungo abito viola (non porterà sfortuna?) che contrasta il bianco degli altri membri del gruppo. Canzone molto lenta che però poi esplode nel finale con la potente voce della cantante. Molti la danno fuori dai giochi ma potrebbe piacere alle giurie e poi si sa, la Romania è piuttosto forte al televoto. Chi lo sa?

Il terzo paese in gara è la Serbia con Sanja Ilić e i Balkanika. “Nova deca” è una canzone folk caratterizzata da un ritmo elettronico che potrebbe piacere molto all’Est europeo. I quattro cantanti, tre donne e un uomo, si alternano armonicamente nelle varie strofe. Qualificazione alla finale incerta anche per loro.

Alexander Rybak, Norvegia

È la volta dei nostri vicini di San Marino. Jessika e Jenifer ci propongono il loro inno contro il bullismo “Who we are” vestite di rosso e attorniate da piccoli robot con in mano cartelli con scritte di dubbio gusto. Sicuramente il tutto è fatto per provocare ma basterà per andare in finale?

Arriva il tanto atteso team danese con a capo il cantante Rasmussen e la canzone “Higher ground”. Vestiti come vichinghi moderni, a gran voce ci propongono un brano epico fra neve che scende e navi guerriere dirette verso la finale di Sabato! Tutto molto suggestivo e spettacolare.

Ritorna la Russia dopo un anno di assenza con Julia Samoylova per prendersi una bella rivincita dopo l’esclusione dello scorso anno. Julia canta “dentro ad una montagna” la sua “I won’t break” attorniata da tre coristi e da due ballerini. Il tutto sembra però troppo esagerato e non proprio di buon gusto. Che sia l’anno sfortunato per il paese che ha sempre centrato la finale ogni anno?

Restiamo ad Est con la Moldavia rappresentata dal trio DoReDos e la canzone “My lucky day”. Molto colorata e spiritosa, la performance dei tre è coadiuvata da altrettanti ballerini vestiti nello stesso modo e con gli stessi colori, quelli della bandiera nazionale, dei componenti del gruppo. Alle spalle una sorta di scatola magica con più porte dalle quali escono nei più svariati modi i ballerini. Sicuramente a casa piacerà ma alle giurie? Questa canzone turbo folk convincerà? Lo sapremo a fine serata.

Rasmussen, Danimarca

Cambiamo genere e arriva l’olandese Waylon, sì quello che con Ilse DeLange arrivò secondo all’Eurovision del 2014, con la sua ballata rock “Outlaw in ‘em”. Sopa di un piedistallo, vestito con una giacca maculata e il suo inseparabile cappello, porta a casa una buona performance attorniato dai suoi ballerini. Sicuramente non bisserà il successo precedente ma il tutto gli dovrebbe bastare per approdare in finale senza grossi problemi.

È il turno dell’Australia con Jessica Mauboy. Forse il vestito non è il più adatto per le sue belle forme ma a lei non interessa e corre avanti e indietro per il palco proponendoci la sua “We got love”. Probabilmente questa è la entry australiana più debole da quando il paese dei canguri ha iniziato a partecipare all’Eurovision.

Torniamo in Europa e precisamente in Georgia che con il gruppo Iriao porta in gara per la prima volta una canzone tutta in lingua originale. Molto professionale e ben eseguita anche se sembra un po’ fuori contesto. O forse non siamo più abituati a vere e proprie canzoni? “For you” è ispirata alle tipiche ballate etniche del paese caucasico.

Decisamente di tutt’altro genere la proposta polacca che ci trasporta nel mondo della dance con Gromee e il vocalist Lukas Mejer e la loro “Light me up”. Il pubblico apprezza ma il tutto sembra già sentito e risentito centinaia di volte. Gromee è alla consolle e ballicchia suscitando simpatia.

Benjamin Ingrosso, Svezia

Ci spostiamo nel Mediterraneo con Malta e Christabelle che si porta sul palco un ledwall e una ballerina. Molto suggestive le immagini e la performance della cantante che pone una seria ipoteca per il passaggio in finale. Tutta vestita di nero potrebbe essere una delle rivelazioni della serata.

Cambiamo ancora genere e facciamo spazio all’hard rock degli ungheresi AWS. Urla, fuochi e fiamme per la loro “Viszlát nyár”. Sicuramente una proposta diversa da tutte le altre che potrebbe colpire lo spettatore. Live sono pazzeschi e la canzone è orecchiabile anche allle orecchie di chi non ama questo genere.

Arriva la lettone di origini brasiliane Laura Rizzotto. Molto sexy e vestita di rosso, interpreta in modo sensuale e preciso la sua “Funny girl”. Un po’ incerta la qualificazione anche se le giurie potrebbero gradire la sua performance.

Rimaniamo a Nord e andiamo in Svezia. La regina dell’Eurovision porta in gara Benjamin Ingrosso, di chiare origini italiane, con la sua “Dance you off”. Effetti grafici spettacolari che riprendono la performance del Melodifestivalen, la selezione nazionale svedese. Benjamin canta e balla perfettamente per un passaggio in finale scontato.

Lea Sirk, Slovenia

Totalmente contrapposta la ballata del Montenegro che con Vanja Radovanović porta in gara il sapore etnico dei balcani. “Inje” è molto intensa ma l’outfit del cantante non è dei migliori. Sembra il principe azzurro con un vestito di qualche taglia in più. Le coriste gli volteggiano intorno e completano il quadro.

Passiamo alla vicina Slovenia che con Lea Sirk ci fa ballare la sua “Hvala, ne!”. Un po’ rap, un po’ dubstep, si candida seriamente ad essere la qualificazione a sorpresa della serata. Lea, dai capelli rosa, è contornata dalle sue ballerine e coriste per una coreografica pulita e decisa.

E finiamo con l’Ucraina e Mélovin. Molto spettacolare, inizia con una parodia di Dracula per poi finire su di un pianoforte infuocato. Veramente suggestivo e ben coreografato. Nessun dubbio sulla sua qualificazione.

Parte il televoto, vota anche l’Italia, un breve intervallo e poi la presentazione di 3 dei big 5: Francia, Germania e Italia.

I nostri Ermal e Fabrizio sono in arena e si prestano ad una breve intervista schetch intonando “Nel blu dipinto di blu”. Poi parte un minuto della loro esibizione durante le prove di ieri sera.

Ecco i risultati; passano in finale:

  • Serbia
  • Ungheria
  • Ucraina
  • Svezia
  • Norvegia
  • Danimarca
  • Slovenia
  • Australia
  • Moldavia
  • Olanda

Ma ecco il tanto atteso video con la perfomance completa che Ermal e Fabrizio faranno sabato in finale!