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Junior Eurovision: vince la Polonia! Italia settima con gli straordinari Melissa e Marco!

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Luci e colori per uno scoppiettante inizio con la presentazione dei 20 artisti in gara e dei tre presentatori Eugene Perlin, Zinaida Kupriyanovich e Helena Meraai.

Poche chiacchiere e si inizia subito con la gara.

Prima a esibirsi l’Ucraina, con Darina Krasnovetska e “Say love”. La piccola Darina appare originalissima in un completo bianco con nastri che calano e capelli legati in tante treccine, e canta la sua canzone da sola sul palco, con il solo aiuto di un megafono e tanta energia. Che dire? A ripetere amore con così tanta convinzione, non potrà che arrivare.

Arriva poi Rita Laranjera dal Portogallo. Vestita da “brava ragazzina” in un abito a pois, anche lei sola sul palco, canta con gioia e convinzione la sua “Gosto de tudo”. Un brano ritmato e orecchiabile che non mancherà di attirare consensi e voti, e rimarrà nella memoria dei piccoli fans.

Favoritissimo, il Kazakistan canta per terzo. Danelya Tuleshova interpreta con grande trasporto la sua “Seize the time”. Anche lei è sola sul palco e aiutata dalle suggestive immagini che vengono proiettate sullo schermo. Le incerte prestazioni delle prime prove sono ormai un ricordo, e l’interpretazione è molto buona.

Ed ecco che sul palco sale la “Barbie” albanese, la piccola Efi Gijka. Dal vestito e dal trucco, è proprio una piccola Barbie, o quantomeno una Skipper, la sua sorellina. Nessun ballerino ne’ corista neppure per lei. Del resto, non ha bisogno di nessuno per affermare che lei non è una Barbie: provate a contraddirla, con quella grinta!

Finalmente un po’ di movimento sul palco: lo porta Anna Filipchuk, dalla Russia. E’ circondata da un vero e proprio piccolo complesso rock, con chitarra, tastiera, batteria e due coriste. La sua “Unbreakable” è un midtempo con sonorità anni Ottanta, molto coinvolgente e cantato con il sorriso. I vestiti casual e colorati non fanno altro che completare l’atmosfera.

Il primo duo viene dai Paesi Bassi: si tratta di Max e Anne con “Samen”. Si tratta di una classica ballata che i due interpretano vestiti di bianco dalla testa ai piedi, se si esclude la giacca brillantinata di lui, mentre immagini di loro due passano sullo sfondo e, da un lato, due ballerini giocano con due elastici.

Eccoci all’esibizione di una bambina che, oramai, consideriamo nostra amica, Fidan Huseynova dall’Azerbaijan. Con lei le sue ballerine che abbiamo incontrato in occasione dell’intervista. Anche Fidan è in bianco, con un suggestivo “tutu” a una sola manica, indossato sopra fuseaux argentati. Molto dolce la sua interpretazione di “I wanna be like you”. Le sue amiche, sempre in bianco, la raggiungono nella seconda strofa, mentre immaginin della terra passano sotto di loro.

Arriva ora il padrone di casa, Daniel Yastremski con la sua “Time”. A metà strada fra il cantante e il rapper, Daniel è già un ragazzino esperto che sa tenere il palco. Vestito molto “grunge” con giacchetta argentata, si muove, insieme a due ballerini, fra effetti luminosi che rappresentano una camera, un campo di basket, un viale con le palme… La canzone è molto attuale e parlerà sicuramente ai suoi coetanei.

Di aspetto molto rock l’irlandese Taylor Haynes, con quei riccoli lunghi, gli occhiali e il bomber oro e nero. La canzone, però. è piuttosto pop, e le due ballerine che lo accompagnano sottolineano l’atmosfera. “IOU” è un brano ottimista, dedicato alle persone che contano nella vita di ciascuno di noi.

Una bellissima principessa in un mondo fatato è la serba Bojana Radovanovic. Il bianco sembra andare molto di moda fra i ragazzi quest’anno, e lo sfondo tutto nuvole e castelli fa da adeguata cornice. “Svet”, la canzone, parla del mondo, e ovviamente si augura pace: e solo i cuori dei bambiini potranno aiutarci a raggiungerla. Una dolce ballata ben interpretata.

Tocca a noi! Cosa possiamo dire più di quello che abbiamo detto nei giorni scorsi? Televisivamente la scena rende benissimo e Marco e Melissa sono semplicemente perfetti. “What is love” è un vero e proprio asso da calare.

Voliamo ora in Australia con Jael e “Champion”. Jael, con il suo miniabito in argento e con la sua vocalità soul, sembra già pronta per l’Eurovision dei grandi. La canzone non è da meno: qui non siamo più in ambito infantile, ma abbiamo un vero e proprio pezzo da classifica, ottimamente interpretato.

Originalissima come sempre la Georgia. Tamar Edilashivili indossa una gonna lunga di vinile rosso, e un giacchetto nero con varie scritte. “Your voice” è un midtempo che esplode nel ritornello, ben vivacizzato dalla voce di Tamar. Anche qui siamo in un ambito molto più adulto rispetto alla media.

In attesa di ospitarci il prossimo Maggio, Israele schiera Noam Dadon. “Children like these” è un brano malinconico e accorato, che parla dei cambiamenti non sempre positivi della vita. Daniel indossa un’originale maglietta con un occhio argentato, ed è solo sul palco. Canta con voce sottile e appassionata.

Che scricciolo, la nostra “cugina” francese Angélina Nava! Canta e balla con i suoi ballerini in una ricostruzione virtuale di Parigi. “Jamais sans toi” è una canzone sull’amicizia vera, e il canto di Angélina è spensierato e gioioso. E non dovrebbe essere sempre così, l’amicizia? E’ l’età che ci corrompe…

Questa sì che è una scena eurovisiva! Marija Spasovska, dalla Macedonia, si presenta accovacciata e ricoperta da un domino nero, mentre parole significative scorrono in sovrimpressione. Dopo la prima strofa il domino scivola via per rivelarla vestita – Indovinate? – di bianco. Sullo sfondo di una nevicata, Marija interpreta la sua “Home”, una ballata accorata e malinconica. La conclusione, con un fiocco di neve luminoso in mano, ci ricorda una certa esibizione di un soprano sloveno…

Sarà il nostro padrone di casa per il prossimo anno? Intanto l’Armenia schiera L.E.V.O.N., con il brano omonimo. Tutto in verde, con una tromba a tracolla, il nostro piccolo protagonista canta, balla e finge di suonare. Il ritmo è trascinante, e qui si balla insieme a lui!

Debutto per il Galles! Manw e le sue ballerine in contrasti di rosso e nero, sullo sfondo di prati verdi e alberi, cantano la prima canzone in gaelico gallese che sia mai stata presentata al Junior Eurovision Song Contest: il midtempo “Berta”. Un bel motivo arioso e accattivante, cantato con molta dolcezza.

Scateniamoci con la bellissima voce di Ela Mangion, perché siamo arrivati a Malta! Questa ragazza ha una voce che risulta ancora migliore dal vivo rispetto alla registrazione, e la canzone “Marchin’ on” coinvolge, con il suo ritmo a metà fra la marcia e il ballabile, e ha un messaggio impiortante, sottolineato dalle proiezioni sullo sfondo. Ela è tutta in rosso, i suoi ballerini in nero con croci gialle.

Scena urbana in bianco e nero per la Polonia: grattacieli e tecnologia si fondono intorno a Roksana Węgiel, e alle sue ballerine e coriste. Ancora tutti in bianco, ma con inserti gialli fluorescenti. “Anyone I want to be” è un uptempo, ma dall’incedere a tratti fiabesco. Roksana lo affronta con grinta e voce.

Con la Polonia abbiamo terminato l’ascolto delle venti canzoni, e adesso ci godiamo il recap. A fra poco per i risultati di questo Junior Eurovision Song Contest 2018!

Iniziano le giurie che premiano l’Australia

Vengono aggiunti i voti del voto online vinto dalla Polonia e vince… la Polonia!

L’Italia si classifica ad un onorevole settimo posto premiata con il quinto dalle giurie e l’ottavo dal voto online.

Ecco la classifica completa:

 

Ed ecco la vincitrice!