Home 2019 Una lunga prima notte: inizia Sanremo!

Una lunga prima notte: inizia Sanremo!

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Emozionati e pieni di aspettativa: ecco la nostra situazione attuale. Siamo qui nella sala stampa Lucio Dalla del Palafiori di Sanremo, in attesa che parta la prima serata della kermesse di punta della musica e della televisione italiana

Ovviamente, noi eurofans abbiamo un motivo in più per seguire con attenzione la serata: fra i 24 cantanti in gara questa sera si nasconde il nostro rappresentante a Tel Aviv!

E in effetti già scenografia e balletto iniziale, sulle note di “Via” di Claudio Baglioni, eseguita da lui, Virginia Raffaele e Claudio Bisio, ci catapultano in un’atmosfera molto eurovisiva. Grandi spazi, ritmi decisi e belle coreografie. Andiamo verso l’Europa!

Dopo i saluti e i necessari accenni al regolamento, i tre presentatori danno il via al Festival. Il primo artista in gara è Francesco Renga, con “Aspetto che torni”. Chi si aspettava la classica ballata è rimasto spiazzato: si tratta di un midtempo che inizia con un ritmo quasi jazzato, per poi diventare più pop nel breve ritornello. La voce di Francesco ne esce forse meno valorizzata del solito, ma il pezzo si discosta un poco dalla sua solita produzione, in modo positivo.

Si fa poi spazio per Nino D’angelo e Livio Cori con “Un’altra luce”. E’ un pezzo raffinato, che gioca sul contrasto fra la voce suggestiva e calda di Cori e quella più classica partenopea di D’Angelo. Al di là di qualche incertezza vocale, diremmo, “tecnica”, il pezzo sembra un dialogo fra passato e presente, in tono molto sfumato e suggestivo.

Ecco ora il nostro attesissimo Nek con “Mi farò trovare pronto”. Inizia come un midtempo per poi esplodere in un ritmo ballabile, ma più rock che pop, che poi si apre con l’aggiunta degli archi. Meno orecchiabile di “Fatti avanti amore”, risulta comunque ugualmente accattivante.

Si prosegue con gli Zen Circus e “L’amore è una dittatura”. E’ quasi un rap impostato sul curioso ritmo di un carillon, qualcosa di davvero originale sul palco sanremese. La tensione cresce e il canto va quasi in distorsione. E’ un pezzo che cattura anche per la ricchezza del testo, ma non molto immediato.

Ed ecco Il Volo con “Musica che resta”. La canzone segue lo stesso schema di “Grande amore”, pur con un arrangiamento più moderno, finché Ignazio non esplode uscendo del tutto dal registro lirico. Spiazzante. A essere sincera, chi scrive li preferisce così.

Si prosegue con il mito: Loredana Bertè e “Cosa ti aspetti da me”. Un bel pezzo rock, soffiato nella strofa e tirato nel ritornello, molto enercigo e molto adatto alla voce di Loredana. Che grinta, la leonessa della canzone italiana!

Una pausa dalla gara con due superospiti: Andrea Bocelli esegue insieme a Claudio Baglioni “Il mare calmo della sera”, poi viene raggiunto dal figlio Matteo per “Fall on me”.

La gara riprende con Daniele Silvestri, accompagnato dal rapper Rancore, con “Argentovivo”. Il brano inizia con un intro melodico, ma non fatevi ingannare: subito esplodono il ritmo deciso e il parlato di Silvestri, che racconta la vita di un ragazzo che si sente in gabbia, quasi un ideale proseguimento della sua “Aria”. La parola passa poi al rap di Rancore, che integra il pezzo fondendosi poi con Silvestri. Altamente suggestivo.

Dopo un intervento comico di Bisio, in gara Federica Carta e Shade con “Senza farlo apposta”. Parte come un duetto Disney moderno, con lui che rappeggia e lei che canta, e diventa un poco più decisa nel ritornello. E’ certamente un pezzo diretto a un target molto giovane, e questo potrebbe essere il suo limite, anche se l’esecuzione è più che dignitosa.

Favoritissimo per la vittoria finale, Ultimo con “I tuoi particolari”. La sua è una ballata cantautorale che inizia al pianoforte, una semplice canzone d’amore. Molto classico anche il suo alzarsi dal piano dopo il primo ritornello e proseguire al microfono. Anche per lui qualche incertezza vocale.

Nuovo intervallo con una gag di Virginia Raffaele e Pierfrancesco Favino nei panni di Mary Poppins e Freddie Mercury. Dopo di che, Favino coinvolge Claudio Baglioni nell’interpretazione di “Ci son due coccodrilli”, che forse sarebbe stata evitabile.

Meglio ascoltare Paola Turci con “L’ultimo ostacolo”. Da Paola non ci si può aspettare altro che un pezzo di classe, un midtempo di grande atmosfera che si apre leggermente nel ritornello. Sicuramente un brano che ascolteremo molto nelle radio.

Arriva il debutto di Motta con “Dov’è l’Italia”. Pezzo cantautorale, quasi parlato nella strofa e deciso nel ritornello, cantato con voce certamente non impostata, ma adatta al genere. Il ritmo incalzante lo rende molto accattivante e radiofonico, sebbene non sia certo un brano di facile ascolto.

Prossimi artisti in gara, i Boomdabash con “Per un milione”. Un brano che sa subito di Salento su di una base di reggae, e fa saltare la sala stampa. Per il momento è la canzone che entusiasma di più, ci fa ballare e ci porta l’estate in pieno Febbraio. Ed è anche cantata benissimo!

Nuovo siparietto sulla Famiglia Addams, poi entrano Patty Pravo e Briga con “Un po’ come la vita”. Dopo una falsa partenza, parte una canzone di gran classe. E’ inutile, la Pravo non avrà più la voce di una volta, ma la vena artistica c’è tutta, e Briga la completa con un tono caldo e pacato quasi da crooner. Il pezzo è scorrevole e lieve.

Segue Simone Cristicchi con “Abbi cura di me”. Il brano inizia con un quasi parlato su accordi di pianoforte, poi si apre nel canto stemperandosi nel suono di un violoncello. Il ritmo diventa leggermente più deciso nella seconda strofa, e la voce si stende sugli archi. Prezioso e difficile.

Ancora un’ospite, Giorgia con un medley fra “Le tasche piene di sassi”, “Una storia importante” e “I will always love you”. Poi, insieme a Baglioni, ripropone “Come saprei”.

Si riprende con Achille Lauro, insieme a Boss Doms con “Rolls Royce”. Ritmo e musica ci sono, il testo non è interessantissimo visto che si limita a una serie di citazioni. La voce è un poco imprecisa. Comunque, un brano che si farà ascoltare spesso.

Stupisce Arisa con “Mi sento bene”. E’ un brano pazzo, che iniza come una colonna sonora della Disney e improvvisamente esplode in un pieno di ritmo e vitalità, per terminare su di un ritmo lentissimo. Veramente poco definibile, ma sostenuta dalla voce cristallina di Arisa.

Proseguiamo con i Negrita e “I ragazzi stanno bene”. La canzone ha un ritmo moderato e non è quello che ci aspetterebbe da un rock ben tirato, ma ha la sua classe e si ascolta con piacere. L’esecuzione è come sempre di ottimo livello.

Siparietto con Claudio Santamaria, poi si riprende con Ghemon e “Rose viola”. Ritmo cadenzato per un brano molto raffinato e dal testo importante, che però sembra non molto adatto alla voce del cantante. Comunque suggestivo.

Dopo la pubblicità, arriva Einar con “Parole nuove”. Ballata piuttosto classica per un target giovane, non molto originale. Ben eseguita sicuramente, ma manca quel guizzo in più.

Arriviamo al debutto degli Ex-Otago con “Solo una canzone”. Forse è solo quello, ma sicuramente nella prima strofa ha un ritmo indefinibile e che, in un certo qual modo, incuriosisce. Una canzone d’amore, ma l’interpretazione del frontman la rende molto interessante.

Una veterana è invece Anna Tatangelo con “Le nostre anime di notte”. Sicuramente il brano più classico del Festival, con una costruzione e un andamento tutto meno che originali. L’interpretazione è buona, ma non ci aspettiamo il podio.

Ecco ora Irama con “La ragazza col cuore di latta”. Inizia come un curioso “rap/carillon”, e il canto arriva nel ritornello. Bel testo, bella interpretazione, un pezzo che prende. Finale con un coro gospel che incorona letteralmente il pezzo.

Penultimo concorrente Enrico Nigiotti con “Nonno Hollywood”. Un brano nostalgico, che inizia quasi parlato e prosegue con grande dolcezza. Nella seconda parte l’interpretazione è rafforzata e prende venature di disperazione.

Chiude la gara Mahmood con “Soldi”. Ritmo etnco, ballabile, con un testo attuale, interpretato a metà fra il rap e il canto (sembra il genere predominante quest’anno). Indubbiamente un pezzo che prende subito e che ascolteremo molto.

Ed alla fine di questa prima serata, dopo un primo voto parziale che coinvolge la giuria demoscopica:

BLU:, Bertè, Cristicchi, il Volo, Irama, Nek, Renga, Silvestri, Ultimo

GIALLO: Arisa, Boomdabash, Carta & Shade, Negrita, Nigiotti, Patty Pravo & Briga, Tatangelo, Paola Turci

ROSSO: Achille Lauro, Einar, Ex-Otago, Ghemon, Mahmood, Motta, Nino D’Angelo & Livio Cori, Zen Circus

 

Noi fan dell’ESC non vediamo l’ora di scoprire tra pubblico, con il televoto, e Sale Stampa, come si definirà questa classifica durante la settimana