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Sanremo: la storia del Festival e della canzone raccontata dai musei

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L’edizione 2019 del Festival di Sanremo può ormai essere archiviata, purtroppo fra le polemiche. A uno sguardo superficiale, sembrerebbe quasi di avere attraversato l’anno dello scandalo, ma, in realtà, quasi nessuna edizione del Festival, dal 1951 a oggi, è stata esente da contestazioni e polemiche di ogni tipo, a volte con conseguenze legali (ricordate la storia fra Claudio Villa e Gianni Ravera? O la denuncia di Giuseppe Cionfoli contro il giornalista Nantas Salvalaggio?). Decisamente, Sanremo non fa rima con tranquillità!

Per fortuna, la storia del Festival è anche molto altro, ed è decisamente interessante da ripercorrere. Chi si trovasse a Sanremo anche in periodi “extrafestivalieri” può farlo visitando due interessanti musei che, ovviamente, presentano anche alcuni cimeli che costituiscono vere e proprie chicche per gli eurofans.

Il primo museo si trova a Sanremo, dentro al Casinò, ed è il Museo del Festival. E’ di dimensioni modeste e in corso di ampliamento, ma presenta delle bacheche veramente interessanti e, spesso, anche molto eurovisive. Qui accanto potete vedere quella dedicata a Ermal Meta, ma ci sono anche Gianni Morandi, Enrico Ruggeri, Bobby Solo, Domenico Modugno, Alice, Luca Barbarossa, Iva Zanicchi, insomma quasi tutti i grandi protagonisti che ci hanno rappresentati in Europa. L’ingresso è gratuito, così come le manifestazioni che vi vengono periodicamente organizzate: ad esempio, i concerti in terrazza, eventi culturali, presentazioni di libri spesso a tema musicale. Oltre alle vetrine dedicate ai cantanti, è da segnalare la sala del guardaroba con le sue interessanti opere di Aligi Sassu e Renato Guttuso. Durante la settimana del Festival, è stata posizionata davanti all’entrata una bella e curiosa statua dell’artista Carmine Susinni raffigurante Lucio Dalla seduto su di una panchina, con molto spazio a disposizione dei fans per farsi una foto accanto a lui. Terminato il Festival, la statua è stata però rimossa: destinazione Bologna.

Il secondo museo si trova a circa una quindicina di chilometri da Sanremo, a Vallecrosia. Si tratta del Museo della Canzone – Fondazione Erio Tripodi. Nato dall’iniziativa del compianto cantante e operatore culturale, che poteva vantare amicizie con molti protagonisti del Festival e della canzone italiana, il museo è stato allestito, curiosamente, in due antichi vagoni di treno. Il primo ospita ogni sorta di strumento musicale meccanico, partendo da quelli a disco perforato,  per arrivare agli organetti e alle pianole. Il secondo vagone parte dai fonografi veri e propri e dai sistemi di registrazione (guardate l’immagine qui a lato: e noi crediamo di avere inventato il picture disc?), e, nella parte finale, conserva una bellissima raccolta di foto, manifesti eccetera relativi al Festival di Sanremo. Qui sotto, per esempio, potete vedere alcuni spartiti di canzoni eseguite dalla Signora Tonina Torrielli, un personaggio al quale il nostro club è particolarmente affezionato.

Attenzione, però. Se avete intenzione di visitare questo secondo museo, seguite bene le indicazioni che vi dà il sito: la visita deve essere prenotata, e si svolge solo in determinati giorni e orari. L’ingresso è gratuito, ma nessuno vieta di fare una donazione al museo, oppure di fermarsi a mangiare nell’annesso ristorante, un posto davvero molto suggestivo e decorato con strumenti musicali e altri cimeli dedicati a vari cantanti (in particolare Claudio Villa: toh, un altro eurovisivo!), dove nelle sere dal Giovedì alla Domenica si fa musica dal vivo. Vale davvero la pena di fermarsi per respirare l’atmosfera dei Festival di una volta!

Insomma, vale la pena di ricordarlo ancora: il Festival di Sanremo non è solo la nostra selezione nazionale, ma una manifestazione di enorme importanza, con una storia affascinante. Segnatevi questi due musei, e fateci un salto la prossima volta che passate da quelle parti: non ve ne pentirete.