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In due si canta meglio: duetti e cover a Sanremo

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Foto Matteo Rasero/LaPresse 06 Febbraio 2020 Sanremo, Italia spettacolo Festival di Sanremo 2020, terza serata. Nella foto: Tosca, Silvia Perez Cruz Photo Matteo Rasero/LaPresse February 06th, 2020 Sanremo, Italy entertainment Sanremo music festival 2020, third evening. In the photo: Tosca, Silvia Perez Cruz

Sembrerebbe una serata di tutto riposo, e invece non lo è per niente: quest’anno, la serata delle cover e dei duetti conta ai fini della classifica finale, e i cantanti sono in fibrillazione: basta scegliere un partner non adeguato, un brano non adatto alla propria voce, per compromettere gravemente le possibilità di vittoria. E allora, partiamo!

Inizio “trionfale” con l’antica sigla di apertura delle trasmissioni RAI seguita da un balletto. Poi Amadeus introduce la gara.

Iniziano subito Michele Zarrillo e Fausto Leali con “Deborah”. La base è ritmata, per dare un’impressione di modernità. Inizia Zarrillo, con un bellissimo vocalizzo alla fine della strofa, e nel ritornello si introduce Leali con la sua voce graffiante. C’è un’ottima alchimia, una bella intesa, e l’esibizione cattura.

Secondo duetto: Junior Cally con i Viito per “Vado al massimo”. L’arpeggio di chitarra e l’attacco vocale dei Viito sono del tutto sulla linea di Vasco, ma il rap di Junior Cally che si inserisce quasi subito stravolge il tutto, senza però distaccarsi troppo. Inutile dire che Junior ne approfitta per dire la sua sulla situazione politica italiana, e magari non fa neppure male.

Dopo l’entrata di Georgina Rodriguez e qualche gag sinceramente trascurabile, entrano Marco Masini e Arisa per cantare “Vacanze romane”. Dieci punti in meno per la camicia a righe bianche e nere. Incredibile incrocio di voci, cavernosa quella di Masini e altissima quella di Arisa, non modulata e delicata come quella della Ruggero, ma forse più estesa. Il ritmo incalzante di base contribuisce a farne un brano postmoderno.

Dopo la presentazione del concerto “Una, nessuna, centomila” previsto all’Arena di Campovolo (con Alessandra Amoroso, Giorgia, Fiorella Mannoia, Laura Pausini, Gianna Nannini, Elisa ed Emma), entrano Riki e Ana Mena per interpretare “L’edera”. La voce di Riki non sembra adattarsi particolarmente al brano, impostata su toni troppo alti, quasi “strillati”, che si distaccano davvero troppo dall’originale. La voce di Ana Mena, al contrario, è eccessivamente “soffiata” e non aggiunge gran che alla prestazione. Il testo rimaneggiato disorienta, e forse non sarebbe stato male scegliere un altro brano.

Raphael Gualazzi e Simona Molinari affrontano “E se domani” con un piglio da piano bar, jazzato, delicato, lunare. La voce in punta di fiato di Raphael e quella modulata e perfetta di Simona si alternano in un duetto semplicemente paradisiaco, forse un poco datato… Ma chi l’ha detto che si debba per forza essere “moderni” per fare qualcosa di splendido?

Anastasio cala l’asso: la Premiata Forneria Marconi. Il brano è “Spalle al muro” di Renato Zero. L’inizio è vocalmente incerto, anche se su di un tono adeguato al testo, ma l’inciso rap è una canzone completamente diversa. Per fortuna arriva Franz Di Cioccio a cantare il classico ritornello, ma subito dopo ricomincia il rap. Saremmo curiosi di sapere cosa ne pensa Mariella Nava.

Dopo qualche ulteriore gag inutile, Levante scende le scale insieme a Francesca Michielin e Maria Antonietta per “Si può dare di più”. Levante fa Morandi, la Michielin Ruggeri e Maria Antonietta Tozzi. L’arrangiamento fa diventare il pezzo una ballata, togliendogli energia e decisione, e le voci sono davvero troppo sottili per una canzone del genere.

Alberto Urso e Ornella Vanoni cantano “La voce del silenzio”. Contrariamente alle aspettative, la voce confidenziale di Ornella e quella di Alberto, un poco più “lirica” rispetto al brano sanremese, si amalgamano bene. Peccato che la Vanoni abbia delle incertezze dopo la seconda strofa, e che l’acuto di Urso non sia all’altezza delle aspettative. Ci si poteva lavorare di più.

L’entrata di Alketa Vejsiu monopolizza lo schermo per dieci minuti buoni, poi entrano Elodie e il pianista Aeham Ahmad. Il brano scelto è “Adesso tu”. Il ritmo è davvero eccessivamente rallentato, e l’ascoltatore ha l’impressione di fare fatica a seguire la voce di Elodie, pur ineccepibile, così come a distinguere l’accompagnamento pianistico.

Il prossimo brano è “Luce” interpretato da Rancore con Dardust e La Rappresentante di Lista. E’ un peccato che tutti i rapper debbano sconvolgere le parole dei brani che coverizzano: non ha molto senso. Solo nel ritornello La Rappresentante di Lista quasi supera Elisa con un’esplosione di voce. Un duetto non male, impreziosito dal pianoforte di Dardust, ma si può definire cover?

E’ il momento di un ospite: Lewis Capaldi, che presenta “Before you go” e “Someone you loved”. Poi, una lunga pausa riempita dall’intervento di Benigni che spiega e declama il “Cantico dei cantici”.

I Pinguini Tattici Nucleari hanno scelto di interpretare da soli “70 volte”, un medley di canzoni storiche del Festival. Sono, nell’ordine, “Papaveri e papere”, “Nessuno mi può giudicare”, “Gianna”, “Sarà perché ti amo”, “Una musica può fare”, “Salirò”, “Sono solo parole”, “Rolls Royce”. Carini, ma molto festa paesana, senza aggiungere né togliere niente.

Enrico Nigiotti ha scelto di cantare “Ti regalerò una rosa” insieme a Simone Cristicchi. Nell’interpretazione di Enrico, la strofa acquista ancora meno melodia, mentre il ritornello è pari all’originale. Delicata e intimistica , ma dove si trova l’innovazione della cover?

Il tango di Georgina poteva anche non esserci, a dir la verità. Molto meglio l’intervento di Mika, che interpreta “Dear jelously/Happy ending”. L’energia e il divertimento si stemperano un una dolcissima cover di “Amore che vieni, amore che vai”.

Giordana Angi, per rivisitare Mia Martini, fa una scelta particolare, “La nevicata del ’56”, e si fa accompagnare dal Solis String Quartet. Un’interpretazione sicuramente molto nelle corde di Giordana, che in alcuni passaggi ricorda moltissimo Mia, e comunque affronta il brano con grande passione e senza punti deboli. La vediamo in alto.

Segue un altro intervento di Tiziano Ferro, stavolta alle prese con sue canzoni: “In mezzo a questo inverno” e la nuova “Amici per errore”.

Le Vibrazioni hanno scelto “Un’emozione da poco” e la eseguono insieme ai Canova. L’inizio viene accentuato in chiave rock, poi si torna allo stile pop, perfino un poco rallentato. Una versione onesta, energica ed energizzante.

“24.000 baci” è la scelta non molto fantasiosa di Diodato e Nina Zilli. Diodato esplode in modo spettacolare con una giacca di paillettes rosse e una coreografia da ESC. La voce è più vibrante, e si armonizza perfettamente con quella di Nina, sempre strabiliante. L’intermezzo diventa una vera e propria esibizione trash che sembra pronta per Rotterdam. Fantastico vedere un artista come questo non prendersi eccessivamente sul serio! Bellissima accoppiata, grande divertimento, grande professionalità.

Tosca sceglie un enorme successo di Ron (e Lucioi Dalla), “Piazza Grande”, e la canta con Silvia Perez Cruz. L’arrangiamento è spagnoleggiante, l’interpretazione folk fa pensare subito a una notte spensierata nel barrio antico di Siviglia. Un ricamo gentile e prezioso per palati fini.

Rita Pavone ha scelto “1950”, e non poteva cantarla che con Amedeo Minghi. L’andamento è sognante, la voce di Rita che si fa un poco tagliente negli acuti fa da contrasto a quella del Maestro. Nella seconda strofa il ritmo si fa più accentuato, l’interpretazione più appassionata. Classe.

Ancora una scelta per Mia Martini: “Gli uomini non cambiano” cantata da Achille Lauro e Annalisa. Il look Bowie/Manson di Achille, in completo di seta verde, capelli rossi e occhi truccatissimi, sciocca. Annalisa parte a cavalcioni di una sedia. Purtroppo, si sa che la vocalità non è il suo forte, anche se stasera pare usare una delicatezza e un rispetto particolari verso la canzone. Molto più adatta la voce di Annalisa, ma il duo in qualche modo funziona.

“Canzone per te” è la scelta di Bugo e Morgan, che funge anche da direttore d’orchestra. Inizia con un discorso, sale coi piedi sullo sgabello del pianoforte, un attacco sinfonico e poi si siede a suonare. Poi dà l’attacco canoro a Bugo, che continua con il canto. Purtroppo Bugo non è in serata, sbaglia gli attacchi e appare piuttosto fuori tono. E’ Morgan a salvare la situazione, anche con la sua verve eccentrica.

Irene Grandi e Bobo Rondelli affrontano “La musica è finita”. Voce caldissima quella di Rondelli, che duetta con quella appassionata della Grandi in un canto “a distanza” tenero e disperato. Quando tutti i pezzi vanno al loro posto, ecco il risultato. Bravi.

Piero Pelù è solo per “Cuore matto”. Ovviamente l’andamento è reso più rock, e la voce di Piero vi si adatta moltissimo. Non ci sono grosse idee né variazioni, ma l’interpretazione ha un buon livello di energia e non sfigura. Ah no, ma non è solo! Sullo schermo arriva un filmato d’epoca di Little Tony. E bravo Piero, ha trovato l’escamotage.

Paolo Jannacci sceglie un brano del padre Enzo, “Se me lo dicevi prima”, con Francesco Mandelli e Daniele Moretto. La canzone diventa un duetto reale, non solo “virtuale” come era in origine, e la parte recitata fra Jannacci e Mandelli è impressionante. Sembra di rivedere il grande Enzo. Peccato che nel canto la voce manchi di quella crudezza che sarebbe necessaria per il brano. Bella scena comunque.

Arriva il duetto delle polemiche inutili, perché non riguarda una canzone in gara, ma un brano ospite al festival: “Non succederà più”. Cantano Elettra Lamborghini e Myss Keta. Elettra è sicuramente carina, ma canta un poco come una bambina al karaoke. Molto spiritosa, comunque, con le mossette e le espressioni. Myss Keta fa la parte di Celentano, e la scenetta fra le due è divertente.

Francesco Gabbani ha scelti “L’Italiano”, e inizia dietro a uno schermo. Si intuisce un travestimento, ma non si riesce a capire quale. Alla fine esce, in tuta da astronauta e con la bandiera italiana in mano. L’interpretazione non varia dall’originale, il tutto è basato sulla scena, e stranamente la voce a tratti si spezza. Sembra che Francesco, stasera, abbia solo voglia di giocare.

Prima dei risultati abbiamo un monologo di Alketa, che, alla fine, intona “Una lacrima sul viso”, presentando Bobby Solo e duettando con lui.

Ed ecco la classifica di stasera:

1 – Tosca

2 – Piero Pelù

3 – Pinguini Tattici Nucleari

4 – Anastasio

5 – Diodato

6 – Le Vibrazioni

7 – Paolo Jannacci

8 – Francesco Gabbani

9 – Rancore

10 – Marco Masini

11 – Raphael Gualazzi

12 – Enrico Nigiotti

13 – Rita Pavone

14 – Irene Grandi

15 – Michele Zarrillo

16 – Achille Lauro

17 – Levante

18 – Giordana Angi

19 – Elodie

20 – Alberto Urso

21 . Junior Cally

22 – Riki

23  Elettra Lamborghini

24 – Bugo e Morgan