Home #ESC2020 Eurovision 2020: i Go-A rappresenteranno l’Ucraina con “Solovey”

Eurovision 2020: i Go-A rappresenteranno l’Ucraina con “Solovey”

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Dopo un anno di pausa per contrasti interni, torna in gara all’Eurovision Song Contest l’Ucraina.

Poco fa la band Go-A ha vinto la selezione nazionale organizzata dalla tv ucraina UA:PBC e rappresenterà il paese a Rotterdam nella prima semifinale di Martedì 12 Maggio.

I Go-A canteranno “Solovey”, che in ucraino significa “Usignolo”, un’originale canzone scritta da Taras Ševčenko e Kateryna Pavlenko.

La band è formata da Kateryna Pavlenko, Taras Shavchenko, Ivan Hryhoryak e Ihor Didenchuk e unisce al folklore locale suoni dance, elettronici accompagnati da percussioni tribali e strumenti etnici.

I Go-A hanno partecipato a numerosi festival nazionali e internazionali in Polonia, Bielorussia e Israele.

 

Fedele alla tradizione, la tv ucraina UA:PBC ha organizzato anche per il 2020 l’edizione annuale del Vidbir, la selezione nazionale per scegliere il rappresentante eurovisivo.

Dopo due semifinali, 6 cantanti con le relative canzoni si sfidano giudicati dal televoto e da una giuria di esperti formata da Andriy Danylko, il rappresentante ucraino all’Eurovision 2007, Tina Karol, la rappresentante ucraina all’Eurovision 2006, e Vitaly Drozdov, direttore di Radio Hit FM.

KRUTЬ – 99: inizia la gara la vincitrice della prima semifinale con una canzone folk dal ritmo sognante in ucraino e inglese. La cantante è seduta al centro del palco con la sua bandura, una particolare chitarra etnica ucraina. Sullo sfondo una storia a disegni animati che racconta il brano. Il tutto è molto convincente.

Jerry Heil – Vegan: l’allegro inno vegano di Jerry attorniata da ballerini travestiti da strani animali non colpisce più di tanto e rischia di essere ricordato solamente per la coreografia.

Go-A – Solovey: etno pop elettronico con un ritmo che ipnotizza e ci trasporta in un altro mondo. Sarebbe una scelta perfetta per dimostrare che si possono fare belle canzoni anche in lingua nazionale senza per forza ricorrere all’inglese.

David Axelrod – Horizon: classica ballata d’amore che diventa corale nel finale ma il tutto è piuttosto banale e già sentito altre mille volte. Il cantante è attorniato da coristi con le ali.

KHAYAT – Call for love: pop elettronico con qualche eco etnico che potrebbe piacere al pubblico. La coreografia è suggestiva e KHAYAT interagisce con le due ballerine in modo perfetto. Purtroppo la pronuncia inglese del cantante è abbastanza imbarazzante.

TVORCHI – Bonfire: chiudono la gara i vincitori della seconda semifinale che ci propongono una ballata elettronica con un ritornello incisivo grazie ad un “la la la…” contagioso e ad un gioco di luci che segue il ritmo della canzone. L’impressione è però che forse l’introduzione è la parte debole del brano, non ha mordente.

Iniziano le votazioni e la giuria premia al primo posto i Go-A, al secondo KRUTЬ, al terzo KHAYAT, al quarto David Axelrod, al quinto i TVORCHI e al sesto Jerry Heil.

Vengono aggiunti i voti del televoto che premia al primo posto i Go-A, al secondo KHAYAT, al terzo KRUTЬ, al quarto TVORCHI, al quinto David Axwlrod e al sesto Jerry Heil.

Vincono i… Go-A!