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Zagabria 1990: il bis

Zagabria 1990: il bisVentisei anni. Tanto tempo era trascorso da quando Gigliola Cinquetti si era affermata con Non ho l'età sul palcoscenico di Copenaghen. Negli anni Ottanta, la partecipazione italiana si era fatta discontinua: nel 1981, 1982 e 1986 nessun rappresentante italiano aveva preso parte all'Eurofestival, e nel 1989 Fausto Leali e Anna Oxa si erano iscritti all'ultimo momento utile. Accanto a canzoni accompagnate da grandi aspettative come I treni di Tozeur (Alice e Franco Battiato, 1984) e Gente di mare (Umberto Tozzi e Raf, 1987), il nostro paese aveva spesso concorso con "lati B", canzoni non destinate al successo in patria nè all'estero.

Toto Cutugno avrebbe potuto prendere parte all'Eurofestival già nel 1988: secondo a Sanremo, per la rinuncia di Massimo Ranieri, preferì lasciare spazio a Luca Barbarossa. Due anni dopo, la caduta del muro di Berlino non lo trova impreparato. Il campione degli «accordi del barbiere» approfitta della rinuncia dei Pooh e trasforma la sua quinta piazza d'onore a Sanremo nella seconda vittoria Europea dell'Italia.

Diretto dal Maestro Franco Madonini, si presenta a Zagabria quasi a sorpresa. La Rai sta già cominciando a dare segni di disinteresse verso la gara, e la trasmette in differita senza farne oggetti di promozione alcuna. La canzone di Toto Cutugno combina l'attesa per l'Unione Europea, le aspettative per l'allargamento dell'Unione, l'enfasi per la caduta della cortina di ferro. Nelle previews non aveva entusiasmato, ma a Zagabria viene presentata con un arrangiamento nuovo, un'inno al limite del rock, un'enfasi accattivante, un arrangiamento sinfonico che conquista a sorpresa i giurati. L'ordine di uscita, a ridosso dei voti dei giurati, permette di fare la differenza.

Prima di ricevere il premio, Cutugno si cambia in fretta e furia la giacca dell'abito bianco: quando ricanta la canzone vincente, quasi anticipa il modo di festeggiare del Roberto Benigni futuro vincitore dell'oscar, scendendo in platea ed esibendosi tra il pubblico.

L'anno successivo, Cutugno venne chiamato dalla Rai a presentare l'edizione dell'Eurofestival tenutasi in Italia. Forse, osserva lo storico dell'Eurofestival John Kennedy O'Connor, fu «la più sciagurata decisione dell'intera storia eurovisiva»: ma la non esaltante performance come conduttore non toglie niente all'esaltante bis che Cutugno regala all'Italia nel 1990.

L'Italia si affida a Nina Zilli!

L'uomo che amava le donne, cantata da Nina Zilli, rappresenterà l'Italia al concorso della canzone indetto da OGAE, il Fan Club internazionale dell'Eurofestival. 36 giurati (25 italiani e 11 stranieri) hanno assegnato punti a 22 canzoni, scegliendo la vincitrice morale dello scorso Festival di Sanremo come portabandiera italiana all'OGAE Song Contest. [leggi... | La lista delle canzoni.]