Ieri sera una piccola rappresentanza di OGAE Italy, formata da Cristina Giuntini, Vincenzo Pappani, Alessandro Banti e Roberto Poncetta, ha potuto seguire in prima persona, direttamente dalla galleria del Teatro Ariston, l’esplosiva serata dedicata ai duetti degli artisti in gara con i loro ospiti stranieri. Uno spettacolo esaltante e ben lontano dai tempi in cui l’unico brivido di Sanremo, per noi eurofans, era la sigla dell’Eurovisione prima dell’inizio del programma!

Non che i presentatori abbiano accennato in qualche modo all’ESC, ma l’ESC si è ugualmente, si può dire, “intrufolato” in molte parti della serata, e non solo attraverso la presenza di quattro suoi protagonisti.

Iniziamo con Goran Bregovic, che, con la sua “Wedding and funeral orchestra”, ha accompagnato Samuele Bersani in una versione di “Romagna mia” che, nelle parole del cantautore romagnolo, ha “avvicinato per una sera le due sponde dell’Adriatico”. Ma non si è limitato a questo: ci ha anche sorpresi e deliziati con un’esecuzione di “Balcaneros”, la versione spagnola di “Ovo je balkan” presentata da Milan Stankovic all’ESC 2010! Un bel regalo che ci ha quasi fatto dimenticare la gaffe di Morandi che l’ha presentato come “Goran Kuzminac”!

Bersani e Bregovic in “Romagna mia”

Ed ecco anche “Balcaneros”

Emma ha scelto di duettare con Gary Go in “If paradise is half as nice”, versione inglese de “Il paradiso”. Una cover fresca ed energetica che Gary ha interpretato sia in inglese che in italiano. Ma Gary Go è innanzitutto l’interprete di “Wonderful”, che ha fatto da “colonna sonora” alle cartoline dell’ESC 2011 di Düsseldorf: logico, quindi, che lui ed Emma ce la proponessero, per la gioia delle nostre orecchie.

Emma e Gary Go in “If paradise is half as nice”

e in “Wonderful”

Francesco Renga ha scelto di duettare con Sergio Dalma, un nome purtroppo sconosciuto ai più in Italia. Certo, Morandi avrebbe potuto menzionare la sua partecipazione all’ESC di Roma del 1991, invece di liquidarlo con un “bravo anche lui” e un “da stasera il pubblico italiano ti conosce un poco di più”. In ogni caso è stato un brivido ascoltare l’amalgamarsi di due voci così diverse, ma ciascuna straordinaria a suo modo, prima in “El mundo” (“Il mondo”), brano di punta dell’ultimo CD di Sergio “Via Dalma II”, e poi in un altro brano tratto dallo stesso CD, “Bella sin alma” (“Bella senz’anima”).

Eccoli in “El mundo”

e in “Bella sin alma”

Di gran classe la performance di Eugenio Finardi insieme a Noa, con l’accompagnamento dei Solis String Quartet. Noa ha recentemente inciso l’album “Noapolis”, nel quale interpreta con maestria alcuni classici della canzone napoletana. Il brano scelto per il duetto è stato quindi “Torna a Surriento”, che, in una versione sorprendente, Noa ha cantato in napoletano e Finardi in inglese, alla maniera di Elvis (“Surrender”). Di seguito, Noa ci ha regalato le sue interpretazioni di “Era de Maggio”, sempre con Finardi e, naturalmente, del tema principale del film “La vita è bella”.

Noa ed Eugenio Finardi in “Torna a Surriento”

Noa in “Era de Maggio” con Finardi e “La vita è bella”

Non solo ESC, naturalmente: la serata, dal ritmo fortunatamente molto più serrato delle precedenti, ricca di grandi artisti e grandi interpretazioni, ci ha riservato ancora fortissime emozioini. Su tutte, ci piace ricordare il trio Irene Fornaciari-Kerry Ellis-Brian May, il cui assolo di chitarra ci ha fatti per un attimo tornare ai tempi d’oro dei Queen, e l’esibizione che si è guadagnata lo speciale premio della serata, quella, cioè, dei Marlene Kuntz insieme alla grande Patti Smith.