Sofi Marinova, musica e amore senza frontiere

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“Ti amo” in tutte le lingue del mondo: adesso non è solo il titolo di una commedia cinematografica di qualche anno fa, ma è anche il tema della canzone che la Bulgaria ha scelto per essere rappresentata all’ESC di Baku. “Love unlimited” è interpretata dalla briosa Sofi Marinova, cantante di origine gitana, e quindi particolarmente adatta a rappresentare il concetto di “senza frontiere”.

Vi riportiamo qui la nostra chiacchierata con la dolce e sorridente Sofi, che spera di affascinare l’Europa con la sua performance a Baku.

D: Ciao Sofi, grazie per averci dedicato il tempo di rispondere a queste domande e congratulazioni per essere stata scelta come rappresentante della Bulgaria a Baku! La tua canzone è davvero accattivante, ma soprattutto irradia forti sentimenti positivi. Ci piace il testo, con il suo significato di amore senza frontiere. Sotto questo aspetto, diresti che la musica è simile all’amore?

R: Sicuramente la musica e l’amore hanno qualcosa in comune. Attraverso la melodia e le parole trasmettiamo forti emozioni e forti messaggi. La musica ha il potere miracoloso di distrarre dai pensieri tristi, e di innalzare lo stato d’animo quando se ne ha bisogno. In questo senso musica e amore sono molto simili: entrambi possono indurre emozioni positive molto forti.

D: Essendo una cantante di origine gitana, qualche giorno fa hai avuto la possibilità di esibirti al Parlamento Europeo, invitata dai Membri della Bulgaria per partecipare alle celebrazioni per la Giornata Internazionale degli Zingari Romanì. Raccontaci di questa esperienza e di cosa ha significato per te.

R: E’ stata un’esperienza nuova per me, nuova e molto piacevole! Sono stata sorpresa dal benvenuto estremamente caloroso che ho avuto a Bruxelles. A tutti i presenti è piaciuta la mia canzone, conoscevano il ritornello e l’hanno cantata con me. Ne sono stata profondamente impressionata e terribilmente felice!

D: La tua scelta di eseguire il tuo brano uptempo da sola sul palco è piuttosto originale rispetto agli standard dell’Eurovision Song Contest. Qual è la ragione di questa decisione, e quale pensi che sarà la reazione del pubblico europeo?

R: Insieme al mio staff e allo staff dell’Emittente Nazionale Bulgara abbiamo discusso molte variazioni, ma alla fine abbiamo deciso che avrei cantato da sola sul palco perché ciò che importa è che la musica tocchi il cuore della gente. La cosa più importante per tutti quelli che ascoltano è sentire la musica e capire il messaggio della canzone. Penso che sarà più facile se la canto da sola.

D: Hai seguito l’ESC negli scorsi anni? Sei appassionata della manifestazione?

R: Ho iniziato a cantare da bambina e il palcoscenico dell’ESC è il mio sogno. I sogni si avverano. Conosco le tradizioni del concorso, so che festa rappresenti in alcuni Paesi. So del successo svedese con gli ABBA e dell’exploit di Céline Dion. Nel 2007 anche la Bulgaria ha avuto successo, quando Elitsa e Stoyan sono arrivati quinti. Sebbene mi sia preparata molto, mi sento eccitata all’idea di salire su quel palco. Ho atteso il mio momento per 15 anni e non deluderò ne’ voi ne’ la Bulgaria.

D: Hai avuto la possibilità di ascoltare le canzoni degli altri concorrenti? Chi sono i tuoi preferiti?

R: Con mio dispiacere non ho avuto la possibilità di ascoltare tutte le canzoni. Posso dire però che la canzone della francese Anguun è molto carina e che lei è molto bella! Mi piacciono la canzone svedese e quella italiana, e penso che abbiano grandi possibilità. In ogni caso, vorrei augurare buona fortuna a tutti i partecipanti all’Eurovision Song Contest!

D: L’ultima domanda riguarda la musica italiana: la ascolti? Chi sono i tuoi preferiti?

R: Per quanto riguarda gli artisti contemporanei, mi piacciono Gianna Nannini e Marco Mengoni. Oltre a loro, come molti europei apprezzo molto Al Bano e Romina Power, Toto Cutugno, Eros Ramazzotti… Finora non sono mai stata nel vostro bel Paese, ma spero che succederà presto!

E anche noi ce lo auguriamo, Sofi! Grazie a te e a Tsvetelina Popova che ha reso possibile questa nostra chiacchierata, e in bocca al lupo per Baku!