Maya Sar, da “backing singer” a protagonista per la Bosnia

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Se molti si lamentano dell’eccessiva invadenza svedese nelle canzoni dell’ESC di quest’anno, bisogna dire che anche la presenza italiana non è da sottovalutare. A parte la nostra Nina, Valentina Monetta che è sammarinese ma, ovviamente, di lingua italiana, i ticinesi Sinplus e Jacopo Massa nei bielorussi Litesound, anche la canzone bosniaca, come abbiamo già detto, è stata arrangiata da un italiano e incisa in Italia: anzi, come avete potuto leggere qualche giorno fa, ne è stata incisa addirittura una versione italiana.

Ecco perché sentiamo un poco anche “nostra” questa bellissima canzone, che si intitola “Korake ti znam” (versione italiana “I passi che fai”) e perché siamo grati alla sua interprete, Maya Sar, che oggi risponde alle nostre domande. Un’interprete raffinata, che esprime attraverso le sue canzoni il suo carattere dolce e timido incantando l’ascoltatore. Leggete qui la nostra breve chiacchierata.

D – Ciao Maya, grazie per esserti presa il tempo di rispondere alle nostre domande! Lascia che ti dica che siamo orgogliosi del fatto che la tua bella canzone sia stata prodotta e registrata in Italia, in collaborazione con Adriano Pennino e la Roma Sinfonietta. Ci piacerebbe conoscere la ragione di questa scelta e sapere come ti senti in merito a questa esperienza.

R – Ti ringrazio, e anch’io sono orgogliosa! Sono una fan della musica italiana e del Festival di San Remo. Conoscevo la fama di Adriano quale direttore d’orchestra e arrangiatore di grande successo, così ho deciso di chiamarlo e di chiedergli se gli sarebbe interessata una collaborazione. Sono stata felicissima quando mi ha detto che ne sarebbe stato onorato!

D – Già che ci siamo, parliamo di musica italiana: l’ascolti molto? Quali sono i tuoi artisti preferiti?

R – Sì, sono appassionata di musica italiana e, come ho detto prima, del Festival di San Remo, perché penso che la musica che propone abbia qualcosa di specifico e di bello. Avete moltissimi artisti di alto livello, ma se devo nominarne uno fra tutti scelgo Eros Ramazzotti.

D – Approviamo la tua scelta di cantare in lingua bosniaca piuttosto che in inglese, e vorremmo sapere in quale ottica è stata presa questa decisione.

R – La canzone è stata scritta in lingua bosniaca, e in questo modo penso che gli ascoltatori potranno apprezzare al meglio le emozioni e il messaggio che il brano porta con sé, malgrado la maggior parte di loro non capisca la lingua. Ma fondamentalmente non è importante in quale lingua si canta: quello che conta è la canzone in sé, la personalità e l’energia di chi la interpreta.

D – L’anno scorso a Düsseldorf sei salita sul palco con Dino Merlin, quest’anno possiamo dire che sei stata “promossa”. Chiaramente il tuo impegno verso l’evento è maggiore, vuoi parlarcene?

R – E’ vero, l’anno scorso sono stata “backing vocalist” per Dino Merlin all’Eurovision Song Contest di Düsseldorf, e per me è stata un’ottima esperienza. Ma quest’anno sarò io in prima persona sul palco, e questo vuol dire ancora di più. Per me è un onore rappresentare il mio Paese e ne sento molto la responsabilità. Il mio obiettivo è farlo al meglio e con tutto l’impegno possibile.

D – Bene, questa è la seconda volta che partecipi, ma negli anni precedenti hai seguito l’Eurovision Song Contest? Sei appassionata dell’evento?

R – Certo, l’Eurovision Song Contest è un grande evento conosciuto in tutto il mondo! Sono una grande fan della manifestazione e la seguo da quando ero bambina. Quante belle canzoni sono diventate degli hits e lo restano ancora oggi!

D – Hai avuto la possibilità di ascoltare gli altri partecipanti? C’è qualcuno che preferisci?

R – Ho potuto ascoltarne solo alcuni, e ciò che ho trovato di positivo è che tutte le loro canzoni sono autentiche. Posso dire che ci saranno molte bellissime canzoni e che possiamo aspettarci un grande spettacolo.

Lo speriamo anche noi, Maya! Mille grazie per questa intervista, un grazie di cuore anche a Emir Basic che l’ha resa possibile, e per Baku auguriamo alla Bosnia Herzegovina un grande successo, che potremo considerare anche un poco italiano!