Tooji: grinta e ritmo sul palco, grande cuore nella vita

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La Norvegia è, notoriamente, uno dei Paesi europei più multiculturali in assoluto. L’alto tasso di immigrazione e, soprattutto, il buon livello di integrazione degli immigrati, fanno sì che perfino la partecipazione, quali rappresentanti eurovisivi, di artisti esotici come Stella Mwangi (2011) non sembri una stravaganza, ma un fatto puramente logico e normale. Malgrado la tragedia che ha sconvolto il Paese da neppure un anno, la Norvegia porta avanti la sua idea di multiculturalità a testa alta e con orgoglio.

Anche Tooji, il rappresentante designato per Baku, è di origini esotiche. Ce lo siamo fatti raccontare in questa breve intervista, grazie alla quale ci siamo potuti rendere conto che, oltre allo sguardo magnetico e alle movenze feline, questo giovane cantante possiede un cuore e una grande attenzione verso chi è in difficoltà. Sentite cosa ci ha detto.

D: Salve Tooji, grazie per esserti preso il tempo per questa intervista e congratulazioni per essere stato scelto quale rappresentante norvegese a Baku! Tu sei nato in Iran, anche se sei naturalizzato norvegese. Rappresenti l’aspetto multiculturale della Norvegia. Raccontaci dei tuoi due Paesi e dei tuoi sentimenti verso ciascuno di essi.

R: Grazie! Sono nato in Iran e la mia famiglia è persiana. Siamo emigrati in Norvegia quando ero solo un bambino, ma conserviamo sempre le nostre tradizioni persiane ed è con esse che sono cresciuto qui in Norvegia. Sono estremamente orgoglioso di essere bi-culturale, e di avere la meravigliosa opportunità di crescere con i meravigliosi valori di entrambi questi mondi.

D: Sei un modello, un presentatore televisivo e un cantante: quale di queste tre attività preferisci, e perché?

R: Il mio obiettivo e sogno principale è sempre stata la musica. Fare il modello e il presentatore televisivo sono stati i miei passi intermedi per raggiungere il mio sogno. Mi sono sempre sentito un uomo di spettacolo nato, e quindi è stato semplicemente naturale per me iniziare con queste professioni. Ma la mia passione risiede nella musica.

D: Abbiamo letto che stai lavorando con il “Children Welfare System”. Puoi dirci qualcosa di questo progetto, spiegarci di cosa si tratta?

R: Lavoro con i bambini immigrati, che a volte hanno bisogno di aiuto per ambientarsi in Norvegia venendo da quello che spesso è un passato difficile. Molti di questi bambini hanno avuto esperienze terribili nei loro Paesi d’origine, e inoltre lasciare le loro case può essere traumatico e difficile per loro. La mia esperienza e il fatto che anche la mia famiglia è stata esposta a questi problemi, essendo emigrata in Norvegia tanto tempo fa, mi aiutano a elaborare, capire e avvicinarmi a loro. Spesso questo tipo di lavoro è una sfida, ma sicuramente mi dà molta soddisfazione e sono orgoglioso di svolgerlo.

D: Parliamo di argomenti più “frivoli”. Hai seguito l’Eurovision Song Contest gli scorsi anni? Sei un fan?

R: Se devo essere completamente onesto, no, non l’ho seguito molto. Naturalmente lo conoscevo, ma non direi proprio di essere stato un fan. Naturalmente adesso ho un rispetto tutto nuovo per questo evento, e mi sono reso conto che non si capisce realmente l’impatto che può avere fino a che non ci si trova coinvolti! 😉

D: Hai avuto la possibilità di ascoltare gli altri concorrenti? Chi preferisci?

R: La mia preferita in assoluto, e credo anche la mia più grande rivale, è Loreen. Adoro la sua canzone, la sua voce e la sua performance!

D: Per ultima, ma non come importanza, una domanda sulla musica italiana. La ascolti? Hai degli artisti preferiti?

R: Normalmente non ascolto la musica italiana, ma naturalmente conosco Luciano Pavarotti e Andrea Bocelli. E adesso, prima dell’ESC, ho sentito “L’amore è femmina (Out of love)” della vostra grande cantante e artista Nina Zilli! Ha davvero una grande voce e una grande canzone! E il ritornello è molto sexy in italiano!

Aha! Il fascino italiano colpisce ancora? Grazie Tooji, ti auguriamo un bellissimo risultato a Baku e soprattutto ti facciamo tanti complimenti per il tuo impegno sociale. Un grazie di cuore anche a Silje Marie Lien che ha reso possibile questa intervista. In bocca al lupo, Norvegia!