La prima semifinale, una festa per tutti

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E finalmente stasera l’Eurovision Song Contest ha avuto il suo inizio ufficiale, con la prima semifinale nella Baku Crystal Hall. L’atmosfera di festa che accomuna ormai tutte le edizioni di questa manifestazione e’ risultata quest’anno ulteriormente accentuata, con i fans in piedi a ballare ogni pezzo uptempo, e con la green room aperta in mezzo alla platea, che ha reso ancora piu’ tangibile l’emozione dei cantanti in gara.

Purtroppo, come da regolamento, solo 10 di loro hanno avuto accesso alla finale. Ci dispiace non poter menzionare fra di loro la rappresentante di San Marino, Valentina Monetta, che pure ha fornito un’ottima performance sia dal punto di vista vocale che da quello della presenza scenica. Ancora una delusione per la Repubblica del Titano, che speriamo possa rifarsi il prossimo anno.

Per quanto riguarda i Paesi promossi in finale, prevedibilissima e’ stata la promozione delle russe Buramovskye Babushki, che, in conferenza stampa, hanno risposto con un allegro “no comment” a una domanda su di una prevista battaglia fra loro e Loreen per la vittoria finale. Le nonnine russe canteranno in finale al numero 6.

Promossi anche i Mandinga, malgrado Elena abbia avuto grosse difficolta’ a causa del solito guasto tecnico che le ha impedito di sentire sia la base che la sua voce per buona parte della canzone. Canteranno al numero 14.

Felice del passaggio in finale il moldavo Pasha Parfeny, che ha solennemente promesso di impegnarsi a fare ancora di piu’ per inseguire la vittoria. Il suo numero in finale e’ il 26, un sorteggio favorevolissimo.

Scontata la finale anche per gli islandesi Greta Salome e Jonsi, che hanno risposto con spirito a chi ha chiesto loro se, come i Jedward si ripresenteranno il prossimo anno: le fontane, hanno detto, le lasciano a loro. In finale hanno il numero 7.

Finalisti anche gli ungheresi Compact Disco, che hanno cantato con grinta e classe. Purtroppo per loro, dovranno subire in finale la famigerata “maledizione del numero 2”. Sapranno spezzarla?

Ha pescato invece il numero 15 la danese Soluna Samay, ancora stupita dall’ambiente e dalla curiosita’ mediatica intorno a lei, originaria di una famiglia di musicisti di strada e finora non abituata alla celebrita’.

La sorpresa della serata, in senso positivo, e’ stata la promozione in finale dell’albanese Rona Nishliu, che e’ la prova vivente di come all’ESC possa funzionare la qualita’. Rona ha dedicato la sua esisbizione alle vittime del terribile incidente successo ieri in Albania. Cantera’ in finale al numero 3.

In finale anche le due cipriote dell’ESC: Ivi Adamou, che rappresenta effettivamente Cipro, ed Eleftheria Eleftheriou, rappresentante della Grecia. Canteranno rispettivamente all’8 e al 16.

Infine, come potevano mancare la finale i Jedward, che quest’anno hanno scelto uno stile di pettinatura decisamente piu’ sobrio? Cosi’ non si puo’ dire della performance, tra costumi da robot e una vera e propria fontana che, se non altro, rappresenta un cambio rispetto alle solite lingue di fuoco. In finale i Jedward hanno il numero 23.

Tutto qui per quanto riguarda la prima semifinale, appuntamento a Giovedi’ per gli altri 10 finalisti!