Sanremo prima serata: uno di loro all’ESC?

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Inizio col botto per il Festival di Sanremo, la cui prima serata, svoltasi ieri sera al Teatro Ariston, ha registrato un ascolto di 14 milioni 195 mila spettatori, con uno share del 47,60 per cento. Ma la vera notizia è il notevole abbassamento dell’età media degli spettatori, dovuto certamente alla scelta di conduttori e artisti in gara.

Anche quest’anno una delegazione di OGAE Italy era presente a Sanremo per seguire il Festival in diretta e cercare di indovinare se, fra i protagonisti della serata, ci potesse essere il rappresentante italiano a Malmoe.

Marco Mengoni ha avuto il non facile compito di attaccare “a freddo”, e se l’è cavata egregiamente. “L’essenziale”, il brano scelto per proseguire la gara, ha esaltato la voce di Marco senza bisogno di facili virtuosismi. L’altro brano, “Bellissimo”, pur molto vivace è accattivante, è risultato forse meno adatto al personaggio.

Raphael Gualazzi ha scosso il teatro con un pezzo energico, pieno di variazioni e a tratti ossessivo come “Senza ritegno”, ma il voto ha premiato la romantica e onirica “Sai (ci basta un sogno)”, nella quale la voce di Raphael risultava ancora più sottolineata.

Daniele Silvestri ha presentato due brani agli antipodi fra di loro. E’ stata premiata “A bocca chiusa”, grazie alla melodia dolce e al testo impegnato, mentre “Il bisogno di te”, più ritmata e semplice, non aveva però la freschezza di “Salirò”.

Simona Molinari e Peter Cincotti hanno presentato un brano inedito scritto da Lelio Luttazzi, “Dr.Jekyll & Mr. Hide”, che non ha convinto i votanti fino in fondo, forse a causa di un’eccessiva aria rétro nel suo swing. E’ invece passata “La felicistà” dal gusto latineggiante.

Decisamente fuori dal gusto sanremese i Marta sui Tubi, con due pezzi rock grintosi, ricchi di dissonanze, eseguiti con convinzione e ottima tecnica, con testi interessanti. Il voto ha premiato “Vorrei” rispetto a “Dispari”.

Due autori importanti per Maria Nazionale. Enzo Gragnaniello per “Quando non parlo”, più solare e sorridente, alla quale è stata però preferita “E’ colpa mia”, di Peppe Servillo, cantata in napoletano e sorretta da un’interpretazione intensa ed emotiva.

Duo di pezzi da novanta anche per Chiara Galiazzo. Tiromancino le ha dato “L’esperienza dell’amore”, un brano romantico che però ha dovuto soccombere alla ben più originale “Il futuro che verrà”, che porta il graffio inconfondibile di Francesco Bianconi.

Ospite d’onore della serata Toto Cutugno, vincitore dell’ESC 1990, che si è esibito insieme all’Armata Rossa dapprima nella suo maggiore hit “L’italiano”, poi in una versione dell’onnipresente “Nel blu dipinto di blu” e in un omaggio alla Russia con il classico “Podmoskovnie vecera”.

Stasera, seconda serata con ancora 7 big con due canzoni ciascuno, e 4 giovani, in attesa del verdetto finale e dell’altro annuncio ben più importante per gli eurofans. Ma per questo dovremo aspettare Sabato sera.