Essenzialmente vostro, Marco Mengoni. La nostra intervista

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Proprio nel giorno in cui “L’essenziale” è stata confermata come entry italiana per l’Eurovision Song Contest, e alla vigilia dell’uscita del nuovo CD di Marco Mengoni #PRONTOACORRERE, vogliamo proporvi una breve intervista che Marco è stato così gentile da concederci, rispondendo con semplicità e, si può dire, in modo essenziale, alle nostre domande. Eccola qui di seguito.

Ciao Marco, prima di tutto grazie per avere trovato il tempo per scambiare due parole con noi. Sappiamo che in questo momento le tue giornate sono dense di impegni e ne siamo veramente felici per te che stai nuovamente vivendo un meritatissimo momento d’oro, così come siamo orgogliosi di averti come rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest. Da quando, due anni fa, l’Italia è rientrata alla manifestazione, il tuo nome era quello che veniva menzionato più spesso dai fans come rappresentante ideale del nostro Paese. Grazie, quindi, per avere accettato questo ruolo che, ne siamo sicuri, si tradurrà in un’ulteriore opportunità che saprai cogliere al meglio.

D – Mi piace partire dal testo di una tua canzone che mi ha molto colpita. Il brano s’intitola “Come ti senti”, e sia le parole che la tua interpretazione esprimono il disagio di chi vorrebbe parlare veramente di sé stesso attraverso la propria arte e la propria musica, e si trova invece bloccato e intrappolato da una miriade di domande frivole che tendono a dare di lui un’immagine superficiale ed esclusivamente mediatica. Ti capita spesso di trovarti in situazioni del genere?  Cosa vorresti invece raccontare veramente di te a chi ti legge o ti ascolta?

R – Beh è capitato si! Amo la musica proprio perché mi posso esprimere attraverso di lei. E’ attraverso le mie canzoni che cerco di esprimermi e mi piace che chi mi ascolta viva e interpreti le parole con i propri filtri.

D – Ti sei imposto all’attenzione del grande pubblico nella terza edizione di X Factor, un’edizione, fra l’altro, molto bella e difficile per la varietà di grandi talenti in gara, e che tu hai vinto quindi con ancora più onore. Annalisa, tua “collega” a Sanremo, ha dichiarato in un’intervista che la partecipazione a un talent show, se da una parte è un trampolino di lancio, dall’altra è una specie di “marchio” che diventa difficile cancellare o comunque mettere in secondo piano. Condividi questa sensazione?  E, in generale, cosa ti ha dato l’esperienza di X Factor?

R – XFactor mi ha permesso di arrivare ad oggi, sarò sempre grato a quell’esperienza e dico “I talent non sono un peccato originale. Viva i Talent. Viva qualsiasi percorso permetta alla musica e ai cantanti di farsi ascoltare”.

D – Parlaci adesso di questo nuovo, attesissimo CD che è in uscita in questi giorni. Come lo hai affrontato, cosa rappresenta per te, che cosa offre ai tuoi fans… Dicci tutto quello che vuoi!

R – Quello che posso dire è che #prontoacorrere rappresenta completamente il mio nuovo mondo artistico. Mi piace molto e sono molto soddisfatto.

D – Sei finora l’unico italiano ad avere conquistato il titolo di “Best European Act” agli European Music Awards. Adesso rappresenti l’Italia all’Eurovision Song Contest. Lo affronti come un discorso che prosegue, o come un’esperienza completamente diversa? Cosa vorresti mostrare di te all’Europa?

R – Vorrei portare fuori dall’italia me stesso e la mia musica.

D – L’Eurovision Song Contest è ancora un evento semisconosciuto in Italia, che sta lentamente acquistando popolarità. Immagino che tu ti sia informato al riguardo: cosa sai di questo festival? Lo conoscevi, ne avevi sentito parlare prima di essere scelto come rappresentante?

R – Conosco la manifestazione, ho visto la performance di Raphael e Nina e di altri artisti internazionali. E’ una grande occasione per farsi conoscere anche fuori dai propri confini territoriali.

D – Hai avuto occasione, per così dire, di “studiare il nemico”, cioè di ascoltare qualcuna delle canzoni in gara per gli altri Paesi? Se sì, c’è qualche canzone o qualche interprete che ti ha particolarmente colpito?

R – Non ho avuto ancora l’occasione di ascoltare le altre canzoni, ma appena finito il disco, mi applico seriamente.

D – I fans dell’Eurovision Song Contest sono stati felicissimi della conferma del brano sanremese anche per Malmö, e della decisione di cantarla in italiano. Ci spieghi questa approvatissima decisione?

R – Ho deciso di portare l’Essenziale perché è il brano che oggi probabilmente mi rappresenta di più. Tornare alle origini, restare ben radicati al terreno, pur non smettendo mai di sognare. Ho deciso di cantarla in italiano perchè credo di interpretare al meglio il senso delle parole. 

D – In generale, cosa ti aspetti da questa partecipazione? Che tipo di ambiente immagini, con che stato d’animo l’affronti, che risultato pensi che potrà portarti, e non solo in termini di classifica?

R – Penso sia il mio primo passo importante verso l’estero. Sono molto curioso e mi piace cercare di capire come viene percepita la nostra musica oltre ai nostri confini. Mi aspetto come sempre di imparare tante cose e magari con un po’ di fortuna di portare un po’ della nostra musica oltre confine. 

D – Torniamo alla musica in generale. Sappiamo che sei un grande appassionato dei Beatles. A parte loro, quali sono gli altri nomi che ti viene spontaneo citare come tuoi preferiti e ispiratori, sia a livello internazionale che italiano?

R – Ascolto tutto, dal pop al soul, dal rock all’r’n’b..Oltre ai Beatles come internazionali non può mancare Patti Smith e tra gli italiani Lucio Battisti e Giorgio Gaber.

D – A Sanremo hai emozionato tutti con la tua interpretazione di “Ciao, amore, ciao”. Sì è notato che la storia di Luigi Tenco ti ha veramente colpito nel profondo. Cosa ti ha trasmesso, quali sentimenti ti ha suscitato questa storia che tu, ovviamente, non hai vissuto da vicino eppure ti ha dato così tanta emozione?

R – Qualche mese fa ho visto un video di Dalidà che cantava questo brano e  mi sono messo a piangere. Così ho deciso di prestare  la mia voce a Tenco. E poi il testo parla di una persona che si sente stretta nel suo paese di origine. Decide di andare nella grande città. Si ritrova a lasciare affetti, tutto. Ma scopre che la città è vuota, sola. Per ritrovarsi decide di ritornare alle origini, da dove è venuto. A me capita spesso di aver bisogno di tornare a casa per ritrovare me stesso.

Grazie Marco, scusaci se ti abbiamo letteralmente inondato di domande, ma è tutto frutto del nostro entusiasmo. Speriamo di poterti incontrare a Malmö, e ti auguriamo il meglio sia per questa partecipazione che per la tua carriera in generale e per la tua vita: lo meriti!

E un grazie di cuore anche a Francesca Casarino che ha reso possibile questa intervista.