Valentina, ancora tu? Bentornata!

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“Chi si rivede!” abbiamo pensato tutti, non appena San Marino ha annunciato la sua rappresentante per l’ESC 2013. Valentina Monetta è ormai una nostra vecchia conoscenza, ma ci siamo accorti tutti, al primo sguardo, che dallo scorso anno la sua immagine è completamente cambiata. Ovvio che questo corrisponda anche a una nuova consapevolezza e maturità. In questa intervista, scopriamo come e in quale misura. Buona lettura!

D – Ciao Valentina, che bello rivederti fra i protagonisti dell’Eurovision Song Contest! Dopo l’esperienza dello scorso anno a Baku, anche il prossimo maggio a Malmö sarai tu a rappresentare San Marino. Una bella soddisfazione essere riconfermata come rappresentante del proprio Paese. Ci racconti com’è andata, come sei arrivata a essere di nuovo scelta?
R – Per me partecipare di nuovo è già una vittoria immensa.

Tutti mi dicono “Hai un’altra possibilità…” E’ vero… ma per me tutto questo è già una grandissima conferma, e se ho continuato a credere in me stessa è grazie anche a Ralph Siegel, che dopo l’anno scorso mi ha chiesto di cantare ancora per lui, ma questa volta con un’aura più vera, calma e consapevole.

Ralph, dopo Baku, è venuto ad assistere a un mio spettacolo a San Marino, ”Camelia”, e ha pensato a “Crisalide”. Ha chiamato un poeta, Mauro Balestri , ed eccoci qua…
Alla fine della scorsa estate ho cantato per la prima volta questa canzone. Tutti abbiamo sentito un brivido e pensato “Perchè no?” Provare a riproporci una seconda volta…
Innanzitutto diciamo che sono stata avvantaggiata dal fatto che sono sammarinese e che ho avuto la fortuna, l’anno scorso, di avere conosciuto un pioniere della produzione discografica internazionale come Ralph Siegel. Conoscendoci meglio abbiamo capito che le nostre musicalità, unite insieme, potevano diventare ”Crisalide”.
La comissione della RTV ha ascoltato diverse proposte, e la nostra li ha colpiti più di tutte. Già dalla presentazione è stato un boom di consensi e di emozioni.

 

D – Le seconde partecipazioni sono sempre un’incognita. A volte si migliora il risultato precedente (Dima Bilan), a volte si peggiora di molto (Dana International), a volte si rimane comunque su di un buon livello senza però eguagliare la prima partecipazione (Lena). Tu che aspettative hai?
R – L’anno scorso mi sono divertita moltissimo, ma sempre cercando di usare tutta la professionalità accumulata dalle mie esperienze di vita. E’ comunque andata benissimo, anche se ci sono stata un po’ “appicicata sopra”…
Quest’anno sono io, mi stacco pian piano di dosso tutti gli stereotipi, mi guardo allo specchio.
Questo si riflette in maniera così grande quando canto, mi sento così veramente coinvolta, che tutto mi dà la forza di credere che sara’ un successo.
Ora sento ancora più responsabilità, ma l’esperienza dell’anno scorso mi ha arricchita tantissimo: mi sento più forte e spero di avere tutta l’energia possibile per arrivare in finale.

 

D – Più che di un bis, nel tuo caso si può certamente parlare di una crescita, e questo si riflette nel tema della tua canzone, “Crisalide”. Sembra quasi che racconti la storia di questo passaggio, dall’immagine ingenua e spensierata dello scorso anno a quella più adulta che mostri adesso. Fino a che punto senti tua questa canzone?
R – Hai centrato benissimo: infatti questa canzone non è altro che il frutto del cambiamento e della mia maturazione anche musicale. Le parole descrivono esattamente il mio stato emotivo attuale, dal respiro iniziale, fino alla fine, dove dico ‘Vola Vola… insieme a me ” ed è quello che vorrei davvero.
D – Quali diresti che siano le principali differenze tra la Valentina del 2012 e quella attuale? E come pensi che il pubblico accoglierà questa tua nuova immagine?
R – L’anno scorso non mi è stato difficile, perchè mi sentivo veramente ingenua e spensierata e la mia immagine mi rispecchiava abbastanza. Quest’anno sono più consapevole di avere 38 anni e un bagaglio abbastanza valido per credere in me stessa, e delle opportunità che vanno rispettate. Quello che cercherò di fare quando sarò sul palco è respirare insieme a voi.

 

D – Alla sua quarta partecipazione, San Marino torna finalmente a cantare in italiano. Perché questa scelta? Pensi che porterà un vantaggio in termini di gradimento da parte di pubblico e giurie? In generale, ne sei contenta?
R – Sono molto contenta di cantare in Italiano, è la mia lingua anche se a volte ho un vocabolario tutto mio. Sentirete anche la versione in Inglese, comunque. Sto ricevendo parecchi complimenti e consensi  e spero di convincere anche la giuria di qualità, che l’anno scorso mi ha un pò penalizzata.
D – Ovviamente, non sei stata certo ferma una volta rientrata da Baku. Raccontaci come la tua carriera è proseguita e se e in quale modo la tua partecipazione all’Eurovision Song Contest 2012 ti ha portato più popolarità.
R – Prima di Baku stavo già cominciando ad affrontare un percorso decisivo per definire meglio la mia identità artistica; ho autoprodotto il mio primo album ”Il mio gioco preferito”, e questo in qualche modo è stato interrotto dalla mia decisione di partecipare all’ESC 2012 in ben altra forma. Ma è stata sicuramente un’esperienza ugualmente positiva.
Al rientro, il mio lavoro ha subìto una trasformazione in qualità molto più elevata da parte mia, perchè più matura e con ancora più voglia di mettersi in discussione, anche se qualcuno mi dà dell’incoerente.
Quello che ho ottenuto è sicuramente più popolarità nel mio Paese e in Europa.

 

D – In questo momento le tue energie sono certamente tutte rivolte verso la tua partecipazione a Malmö, ma hai già dei progetti per il dopo-Eurovision? Pensi che proseguirà la tua collaborazione con Ralph Siegel, e in che modo?
R – Non so cosa farò, ma lo immagino e ci penso ogni giorno; le prospettive sono positive, intanto perchè ho voglia di crescere sempre di più, e poi perché spero di continuare con Ralph un percorso discografico.
D – Continua anche la tua collaborazione con Fabrizio Raggi, dopo lo spettacolo “Ma che differenza fa”. In che modo ti arricchisce il lavorare con lui (e ovviamente viceversa), e quanto sostegno ti dà la vostra cooperazione?
R – Fabrizio Raggi è un attore e regista professionista, vanta un curriculum ricco e una sensibilità rara.
Mi segue da prima di Baku, appunto, e mi conosce molto bene sia artisticamente che umanamente.
L’ho cercato quando ho cominciato ad avere la necessità di capire che cosa volesse dire veramente fare il mio lavoro, e il suo metodo, fondamentalmente svolto in teatro, mi ha dato quello che cercavo.
Ritrovandoci sono nati ”Ma che differenza fa” e ”Camelia”, due spettacoli in musica, recitati ma calibrati totalmente sul mio vissuto.
Dopo aver sviluppato nella mia mente l’immagine della canzone che Ralph Seigel mi proponeva, ho deciso immediatamente di coinvolgere Fabrizio, e si sono ripetute la stessa atmosfera e intimità che siamo riusciti a creare insieme collaborando.
Nel video questo si vede molto bene, e sono contentissima che Ralph abbia apprezzato e appoggiato il suo lavoro. Per me è molto importante averlo come direttore artistico.
D – Hai “studiato il nemico” anche quest’anno, cioè hai ascoltato almeno in parte le canzoni degli altri partecipanti all’Eurovision? Qualcuno ti ha colpita particolarmente?
R – Oddio, studiare il nemico.. Che parole, sembra di essere in guerra…
Ho ascoltato qualche canzone: dico solo Ucraina… Per ora.

D – Grazie, Valentina! In bocca al lupo per il tuo secondo impegno eurovisivo, e ci vediamo a Malmö per salutarci di persona, e, speriamo, festeggiare!
R  – Grazie a voi, non vedo l’ora! Io intanto studio e mi alleno per dare tutto il mio cuore su quel palco… Mille baci, a presto!
E grazie anche a Fernando Mercieca che ha reso possibile questa intervista.