Un controtenore all’Eurovision Song Contest: intervista con Cezar

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Foto: TVR

I tenori classici che gareggiano in concorsi canori interpretando pezzi, per quanto melodici, di genere molto più moderno rispetto al loro standard, non sono certo una novità: Andrea Bocelli docet. Sicuramente insolito, però, è il fatto che un controtenore prenda parte a una manifestazione di questo tipo. Cezar Florin Ouatu l’ha fatto, partecipando alla selezione nazionale romena e vincendola, e diventando così il rappresentante della Romania all’ESC 2013.

Abbiamo potuto scambiare due chiacchiere con Cezar, felice ed emozionato per questa nuova avventura. Ecco quello che ci ha raccontato.

D – Salve Cezar, lascia che ti ringraziamo per essere così gentile da rispondere alle nostre domande, e che ci congratuliamo con te per avere vinto la finale nazionale romena per l’ESC!

R – Grazie a voi! Mi fa piacere parlare con voi!

D – Possiamo dire di essere veramente impressionati dalla tua voce, ma del resto non è esattamente il tipo di voce alla quale siamo abituati in un festival di questo tipo: non appartieni alla scena della musica pop. E’ una cosa veramente peculiare per un controtenore come te, abituato a cantare arie d’opera, prendere parte a un festival pop, una selezione nazionale per l’ESC. Come sei arrivato all’idea di partecipare?

R – Beh… la colpa è mia solo in parte. 🙂 Fino a un certo punto ne è responsabile il compositore Cristian Faur, che ha scritto la canzone specificamente per una voce di controtenore. Quindi, mi ha contattato e mi ha invitato a entrare in questa spettacolare avventura, l’Eurovision Song Contest… So che non è usuale vedere un cantante d’opera sul palcoscenico eurovisivo, ma non lo è neppure vedere sullo stesso palco un complesso heavy metal come i Lordi! Non si sa mai quale risultato potrebbe venirne fuori…

D – Canti la strofa con una normale voce pop, mentre nel ritornello prendi il registro lirico. E’ difficile adattare la tua voce a un brano pop e governare questo cambio di stile nella stessa canzone?

R – Ci vuole una forte tecnica vocale, ma per fortuna, a quanto pare, ho in dono questa capacità di adattare la voce a una canzone come “It’s my life” che combina i due stili.

D – La tua esibizione e le tue qualità vocali si sono certamente distinte fra gli altri concorrenti. Malgrado questo, sei stato sorpreso quando ti sei reso conto di essere stato scelto per rappresentare la Romania? Come ti sei sentito in quel momento?

R – E’ una sensazione indescrivibile… Un’immensa felicità e gratitudine combinate con la sorpresa che la mia esibizione avesse raggiunto i cuori di così tante persone…

D – E quindi, adesso sei pronto a partire per Malmö. Come immagini questa esperienza? Cosa ti aspetti in termini di ambiente, lavoro, scambio culturale e, perché no, risultato?

R – Penso che sarà straordinario! L’Eurovision è un’esperienza che ogni artista dovrebbe essere orgoglioso di avere vissuto, quindi non vedo l’ora di esserci! Apre molte porte ai partecipanti e sono sicuro che sarà indimenticabile, indipendentemente dal risultato. E, parlando del risultato, è sempre stato imprevedibile, per quanto ho notato, nella storia dell’ESC…

D – Sei stato invitato dal soprano romeno Angela Gheorghiu a partecipare al concerto di Andrea Bocelli che si terrà in Romania poco dopo l’ESC. Onestamente: per quale dei due eventi ti senti più emozionato?

R – Ora, certamente mentirei se dicessi che non sono ansioso di cantare sullo stesso palco con Andrea Bocelli! E’ stata una bella sorpresa e un onore per me, è un sogno che si avvera. E credo che in qualche modo sarà un’estensione della gioia e dell’emozione che l’ESC porterà nella mia vita. Comunque, sono impaziente di vivere entrambe le esperienze – sarà meraviglioso rappresentare la Romania all’ESC 2013 ed essere visto da un pubblico diverso rispetto a quello che mi segue di solito. E sarà anche fantastico cantare per il pubblico di Bocelli.

D – Una volta vissute queste due importanti esperienze, che progetti hai? Registrerai altre canzoni pop, magari un CD “moderno” come spesso fanno i grandi cantanti lirici, o tornerai definitivamente al repertorio classico?

R –  In realtà, ho già iniziato a lavorare a un album pop qui in Romania. Non dirò di più, ma sono sicuro che sarete sorpresi! 🙂 In ogni caso, l’opera è la mia vita e non la lascerò mai!

D – Ti sei diplomato al conservatorio di Milano. Ci rende orgogliosi sapere che l’Italia è considerata uno dei migliori Paesi per studiare canto lirico. Che cosa hai trovato da noi in più rispetto ad altri Paesi e ti ha convinto a venire a studiare nel nostro Paese?

R – L’Italia è la mia seconda casa. Ho la doppia cittadinanza (romena e italiana) e sono onorato che il vostro Paese mi abbia “adottato” così rapidamente. Ma, tornando alla tua domanda, il conservatorio di Milano è una delle accademie musicali più prestigiose d’Europa, e qualsiasi cantante lirico sarebbe felice di laurearvisi! Oltre a questo, siamo entrambi popoli latini, abbiamo lo stesso modo di sentire e ci capiamo…

D – Dato il tuo registro vocale, suppongo che sia stato del tutto naturale per te specializzarti nel repertorio barocco. Nella tua biografia leggo una lunga lista di esibizioni sia in opere che in concerti. Qual è, finora, il tuo ruolo preferito? E preferisci esibirti in opere o concerti?

R – Finora il mio ruolo preferito è stato quello di Nerone ne “L’incoronazione di Poppea” di Monteverdi, e quello che vorrei interpretare in futuro è Giulio Cesare nell’opera omonima di Händel. Sia opere che concerti hanno la propria magia e la propria bellezza… Penso che la chiave sia combinare entrambi.

D – A parte il barocco, quale periodo della musica classica preferisci ascoltare? Quali sono i tuoi compositori preferiti?

R – Mi piace molto il periodo romantico (Rachmaninov, Ciaikovskij), ma ascolto anche compositori di altri periodi, come Mahler, Bruckner…

D – Naturalmente, quando accosti le parole “Italia” e “cantanti”, il tuo primo pensiero deve essere per tenori e soprani, ma ci sono anche cantanti pop italiani che ami e ascolti?

R – Sì. Eros Ramazzotti, Giorgia, Mina, Tiziano Ferro, Renato Zero.

D – Grazie, Cezar, per essere stato così paziente nel rispondere alle nostre tante domande! Ti auguriamo buona fortuna a Malmö, e soprattutto ti auguriamo una grande e lunga carriera.

R – Grazie a voi per avermi dato l’opportunità di parlare ai vostri lettori!

E ringraziamo anche Bianca Dinescu per avere reso possibile questa intervista.