PeR, la beatbox band che ama Pavarotti e Jacopo Massa

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Foto: Linda Rutule

Hanno elettrizzato la finale lettone con il loro brano ricco di energia e con il loro look eccentrico, e si sono guadagnati il biglietto per Malmö. Sono i PeR, uno dei gruppi più scatenati dell’Eurovision Song Contest. Abbiamo scambiato due parole con loro, e abbiamo scoperto due ragazzi determinati e dalle idee molto chiare. Sentite cosa ci dicono.

D – Ciao ragazzi, grazie per esservi presi un poco di tempo per questa intervista con noi! Vogliamo congratularci per la vostra vittoria nella selezione nazionale lettone e per avere ottenuto il diritto di rappresentare il vostro Paese a Malmö!

R – Grazie!

D – Bene, prima di tutto: PeR è l’acronimo di “Please explain the rhytm”, “Per favore spiegateci il ritmo”. Una frase curiosa, e un nome curioso per una band. Quindi… per favore spiegateci il vostro nome! 🙂

R – PeR si spiega da solo! Il gruppo consiste di Ralf Eilands ed Edmund Rasmanis, e sul palco di Malmö ci saranno due ragazzi in più.

D – Siete definiti una “beatbox band”. Vorreste spiegarci che cosa è esattamente il beatbox?

R – Bene, il beatbox è il processo dell’imitare suoni e strumenti musicali usando bocca e voce. Nelle nostre canzoni usiamo il beatbox. Le nostre canzoni sono come un sommario di gusti, sfide e ambizioni musicali.

D – Quella di quest’anno non è stata la vostra prima volta alla finale nazionale lettone, ma sicuramente la prima volta in cui avete portato due canzoni in finale. Siete soddisfatti della scelta di “Here we go” per Malmö, oppure pensate che “Sad trumpet” avrebbe avuto più possibilità?

R – Sì, hai ragione, non è stato il nostro primo tentativo alla finale nazionale lettone. Quest’anno eravamo determinati a vincere e ci siamo riusciti. Con la nostra performance abbiamo mandato al pubblico il messaggio che “Here we go” era la canzone che doveva rappresentare la Lettonia in Svezia, e che poteva dare una scossa alle folle di tutta Europa.

D – Come vi siete sentiti quando vi siete resi conto di essere stati scelti per rappresentare il vostro Paese? In quel momento, quali sono stati i vostri primi pensieri?

R – Finalmente è successo! Here we go! Gli addetti ai lavori ci avevano sempre detto che le nostre canzoni erano buone ma per qualche motivo fino a quel momento non avevamo avuto successo alle preselezioni lettoni. Siamo ancora sotto choc ed è difficile crederci. E’ uno choc estremamente piacevole!

D – E quindi, siete in partenza per Malmö! Come immaginate la vostra settimana eurovisiva? Che cosa vi aspettate in termini di ambiente, lavoro, divertimento, e, naturalmente, risultato?

R – Non abbiamo aspettative. Siamo determinati a vincere. Se succedesse – sarebbe una cosa fuori dal mondo, ma in ogni caso non ci sono aspettative. In Svezia faremo del nostro meglio, iniziando dal qualificarci per la finale. E poi… here we go!

D – Ho letto le parole della vostra canzone e, ragazzi, posso pienamente capire il sentimento che esprime! La vita sembra essere piena di ostacoli e problemi. Qual è la vostra ricetta per affrontare questo pasticcio quotidiano e venirne fuori?

R – Non perdete energie nelle cose che non sono importanti. Seguite il flusso!

D – Avete partecipato a vari festival, anche a livello internazionale. Quindi non siete nuovi a queste situazioni, ma vi sembra che l’ESC in qualche modo sia diverso dagli altri eventi ai quali avete preso parte finora?

R – Assolutamente! Ma dobbiamo dire che in qualche modo ha dei lati non del tutto positivi rispetto ad altri festival – è una gara nella quale si presenta solo una canzone, fama che dura solo per 3 minuti. Ci piacerebbe che fosse un festival in cui il pubblico assaporasse le esibizioni e comunicasse con gli artisti senza pensare da dove vengono. Crediamo che l’Eurovision dovrebbe essere un happening o un evento simile invece di somigliare a una gara sportiva. Ci sembra che manchi il feeling musicale, e vorremmo riportarcelo. Da festival che era, ha sviluppato molto gli aspetti della gara e della politica.

D – Avete avuto modo di ascoltare gli altri partecipanti? Avete qualche preferenza?

R – Per essere onesti, non abbiamo ancora ascoltato molte delle canzoni, per questo sarebbe ingiusto in questo momento parlare di preferenze.

D – Diteci qualcosa dei vostri progetti futuri. Cosa farete dopo Malmö? Concerti, apparizioni televisive. registrerete nuove canzoni?

R – Ci divertiamo sempre a cantare ai festival e agli eventi musicali. Abbiamo un album, un programma e un gruppo con il quale collaboriamo, se ne abbiamo bisogno, per concerti più in grande. Siamo sempre in movimento e in sviluppo costante. Abbiamo notato che il pubblico all’estero apprezza le nostre esibizioni, e questo ci fa molto piacere. L’Eurovision è una tappa nella carriera dei PeR. Lavoreremo su nuove idee qualunque sia il risultato della gara.

D – Per ultimo, ma non meno importante, una piccola domanda sulla musica italiana. La ascoltate di solito? Se sì, chi sono i vostri artisti preferiti?

R – Jacopo Massa – ha partecipato all’ESC nel 2012 come membro dei Litesound che rappresentavano la Bielorussia. E’ il nostro cantante italiano preferito insieme a Pavarotti. Abbiamo conosciuto Jacopo quando abbiamo partecipato al New Wave, parlava di calcio tutto il tempo. Speriamo che avrà tanto successo quanto ne ha avuto Luciano Pavarotti, ovviamente nel suo genere.

D – Grazie ragazzi, vi siamo davvero grati della vostra pazienza nel rispondere a tutte le nostre domande! Buona fortuna per il concorso, e, naturalmente, per la vostra futura carriera.

R – Grazie a voi! Il piacere è stato nostro!

E un grazie di cuore anche a colei che ha reso possibile questa intervista, Aija Medinika.