Gor Sujyan e i Dorians, una ballata rock per salvare questo pianeta solitario

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Gor Sujyan e i Dorians nel Monastero di Geghard – Armenia, provincia di Kotayk’
Foto: Artur Hovakimyan

Che, negli ultimi anni, il rock sia stato ormai “sdoganato” sul palco dell’Eurovision Song Contest, è un dato di fatto. Ma se la maggior parte di noi, al solo sentire la parola “rock”, pensa subito alla potenza dei Lordi o alla grinta di Max Jason Mai, è anche vero che il rock non produce solo pezzi duri ed energici, ma può regalare sognanti ballate, magari a sfondo sociale.

Ecco cosa ci offre quest’anno l’Armenia, attraverso il suo rappresentante Gor Suiyan con la sua band, i Dorians. Abbiamo scambiato due parole con loro riguardo alla loro partecipazione all’Eurovision e alla loro musica, e questo è quello che ci hanno raccontato.

D – Salve Gor, è un vero piacere per noi incontrare te e i Dorians. Vogliamo farvi le congratulazioni per essere stati scelti per rappresentare il vostro Paese all’ESC di quest’anno. Sicuramente porterete nel concorso uno stile leggermente diverso, non la solita canzone eurovisiva.

R – Grazie mille per le tue gentili parole!

D – Prima di tutto vorremmo sapere come vi siete sentiti nel momento in cui vi è stato chiesto di rappresentare l’Armenia in questo festival. Avete accettato subito o siete stati un poco indecisi, visto che l’ESC non è più di tanto in sintonia con la musica che suonate di solito?

R – In realtà, quando ci è stato chiesto di rappresentare l’Armenia all’Eurovision 2013, non abbiamo esitato un attimo, perché volevamo rappresentare il nostro Paese in questo concorso in un modo alternativo, con un complesso rock e musica rock. E non crediamo che l’Eurovision richieda un tipo particolare di musica, ricordatevi di come i Lordi, il complesso hard rock finlandese, hanno vinto il concorso nel 2007, giusto? 🙂

D – Giusto! Negli anni passati avete seguito regolarmente la manifestazione, oppure la conoscevate solo in parte?

R – Personalmente, in effetti, la seguo saltuariamente. Ma non è la mia prima volta come partecipante, sono stato uno dei backing vocalists nel 2010. (Eva Rivas, “Apricot stone”, ndr).

D – Siamo stati tutti colpiti nell’apprendere che il compositore della vostra canzone è nientemeno che il chitarrista dei Black Sabbath Tony Iommi. Non capita tutti i giorni che una rockstar come lui venga coinvolta nell’ESC. Come è successo?

R – Il nostro manager ha chiesto a Tony Iommi di scrivere una canzone per presentarla alla nostra selezione, e lui ha cortesemente accolto la richiesta. Siamo molto eccitati perché i Black Sabbath sono fra le band che ci hanno più influenzati. Collaborare con Tony Iommi, con quella vera leggenda, è un grande onore per noi.

D – Parlando del testo della vostra canzone. è stato ispirato dalla musica oppure era un’idea preesistente che è stata semplicemente adattata alla melodia?

R – Quando abbiamo ricevuto la musica da Tony Iommi, l’abbiamo passata a Vardan Zadoyan, che è il produttore creativo della band e scrive i nostri testi. Credo in effetti che Vardan avesse alcune idee, ma sicuramente la musica gli ha fornito ancora più ispirazione. Posso dire che Tony Iommi è veramente soddisfatto del testo e del titolo della canzone.

D – Guerra, dittature, repressione: la vostra canzone è così malinconica, ma allo stesso tempo così vera. Possiamo salvare questo pianeta solitario? Una canzone può essere il primo passo per salvarlo?

R – La nostra canzone ha un messaggio. Se questo messaggio raggiungerà e impressionerà il pubblico nel modo in cui vogliamo che succeda, questa canzone può essere veramente il primo passo per salvare il pianeta. Tutti noi vogliamo vivere in un mondo o un pianeta migliore, ma spesso dimentichiamo che ciascuno di noi dovrebbe fare qualcosa al riguardo.

D – Ho letto che avete avuto occasione di collaborare con due musicisti leggendari come Tony Iommi e Ian Gillan dei Deep Purple in occasione del Rock Aid Armenia. Vorreste dirci qualcosa di questa esperienza?

R – In realtà non abbiamo ancora incontrato Ian Gillan e Tony Iommi. Il nostro manager Ara Tadevosyan li ha incontrati nel 2009 quando ha iniziato il progetto chiamato “Armenia Grateful 2 Rock”, del quale potete leggere a questo link. Ma i Dorians, sempre in questo ambito, hanno avuto la fortuna di suonare sullo stesso palcoscenico con Derek Sherinian e Glenn Hughes nel 2012: incontrare e collaborare con queste leggende è un sogno che si è già avverato. Ma speriamo che potremo incontrare presto anche Ian Gillan e Tony Iommi.

D – Gor, leggo che la canzone che ti ha reso determinato a diventare un musicista è stata “Stairway to heaven” dei Led Zeppelin. Oltre a loro, quali gruppi e musicisti hanno influenzato il tuo cammino musicale?

R – Ci sono moltissime band che mi hanno ispirato e hanno influenzato il mio cammino musicale. Fra di loro ci sono i Led Zeppelin, i Pink Floyd, i Deep Purple, per citarne solo alcuni.

D – Nel Dicembre 2011 è uscito il vostro primo album “Fly”. Possiamo attenderne un altro dopo l’ESC? Quali sono i vostri progetti futuri?

R – Assolutamente sì! Pubblicare il secondo album è uno dei nostri progetti futuri.  

D – Come vi state preparando per Malmö? Avete ascoltato qualche canzone degli altri partecipanti? Che cosa vi aspettate da questa esperienza?

R – Ho già ascoltato le canzoni dei miei colleghi, li chiamo colleghi perché non li vedo come nostri rivali. Rispetto tutti i rappresentanti dei diversi Paesi e spero che ci divertiremo molto insieme a Malmö.

D – Solo una piccola curiosità: ascoltate mai musica italiana? Magari c’è qualche cantante che vi piace particolarmente?

R – Non so se ci avete fatto caso, ma in tutte le interviste, quando il giornalista mi chiede di nominare le mie canzoni preferite riguardo all’Eurovision di quest’anno, rispondo sempre che i miei preferiti sono i rappresentanti di Malta e Italia. La voce di Marco Mengoni è straordinaria, mi piacerebbe cantare un duetto con lui.

D – Grazie Gor, e grazie a tutti per essere stati così pazienti nel rispondere alle nostre domande! Vi auguriamo buona fortuna a Malmö e, ovviamente, per la vostra carriera!

R – E grazie a voi per il vostro sostegno!

Ringraziamo di cuore anche Dina Hovhannisyan, che ha reso possibile questa intervista.