Crisi? Non per Raphael Gualazzi: pienone al Verdi di Firenze

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Ciao a tutti, oggi sono io, la presidente Cristina, a scrivervi due parole su di un evento che, se non possiamo definire “eurovisivo” nel senso stretto del termine, riguarda pur sempre uno dei nostri rappresentanti. Infatti, ieri sera ho raggiunto il Teatro Verdi di Firenze per una tappa del tour “Happy Mistake” del nostro Raphael Gualazzi.

Primo concerto “ufficiale” a Firenze, come Raphael ha tenuto a sottolineare; in effetti, prima d’ora avevo potuto ascoltarlo a Fiesole e a Prato, ma mai nella mia bella città. Era giunto quindi il momento di colmare questa grave lacuna.

Prima che si alzasse il sipario, quando le luci hanno iniziato ad abbassarsi, ho volto lo sguardo intorno, e, credetemi, mi è venuto spontaneo sorridere. Conosco bene il Teatro Verdi, e anche nella scorsa stagione l’ho frequentato sia per i 12 spettacoli in abbonamento che per alcuni al di fuori: era per me motivo di tristezza constatare ogni volta che il “tutto esaurito” era un ricordo di stagioni passate, e che, anzi, spesso i loggionisti venivano fatti scendere in platea per colmare i vuoti, malgrado la quasi sempre ottima qualità degli spettacoli e degli interpreti. Ebbene, ieri sera platea, galleria e palchi erano stracolmi, un affollamento non eguagliato neppure dalla pur eccellente affluenza riscontrata per il recital di Massimo Ranieri, altro nostro ex rappresentante. 

Se qualche malignetto aveva il dubbio che molti fossero in teatro per effetto di biglietti omaggio o superscontati, è bastato che le luci si spegnessero del tutto perché un’ovazione che rasentava l’isteria lo dissipasse. Il teatro era stracolmo di fans entusiasti, non di semplici curiosi. In barba alla crisi, il pubblico è accorso in massa per ascoltare il nostro eroe del ritorno italiano all’ESC. Accompagnato dalla sua jazz band e da tre coriste, Raphael ha fatto il suo sorridente ingresso sul palco e si è seduto al pianoforte.

E’ vero: Raphael non parla quasi mai. Ma perché dovrebbe? E’ la musica a parlare per lui. Di quali discorsi abbiamo bisogno, quando possiamo ascoltare le note che escono dalla tastiera sotto il tocco nervoso e preciso delle sue mani sapienti?

Inizia sicuro con “L’amie d’un italien”, ovviamente eseguita da solo, prosegue con “Don’t call my name” e ci risveglia meravigliosi ricordi con la versione bilingue di “Madness of love”. Non mancano, ovviamente, i due pezzi presentati all’ultimo Festival di Sanremo: “Senza ritegno” e “Sai (ci basta un sogno)”. Le due ore di concerto sono naturalmente in gran parte dedicate all’ultimo CD “Happy mistake”, anche se ci sono ottime eccezioni come “Love goes down slow”, “Reality and fantasy” e le due “donne della sua vita”, “Carola” e “Lady O”.

Tre bis, fra i quali una fantasia su temi di “Amarcord”, e poi un sorridente ed elegante saluto. Troppo poco per non lasciarci la voglia di ripetere l’esperienza alla prossima occasione. Intanto, godetevi questo filmato artigianale che sono riuscita a rubare… senza ritegno.