Roberto Bellarosa, la voce del Belgio… un po’ italiana

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Foto: RTBF

Nome e cognome non lasciano dubbi: lo zampino dei nostri connazionali c’è anche stavolta. Dopotutto, è opinione comune che noi italiani, di voce, ce ne intendiamo. Dopo avere vinto “The Voice Belgique”, Roberto Bellarosa si prepara per l’ESC, ma nel frattempo fa due chiacchiere con noi. Ecco la nostra conversazione.

D – Ciao Roberto, ci fa davvero piacere avere la possibilità di questa conversazione con te, e di farti le congratulazioni per essere stato scelto come rappresentante del Belgio all’Eurovision Song Contest di quest’anno.
Dopo avere vinto la prima edizione di “The Voice Belgique”, adesso sei diretto a Malmö per sfidare l’Europa. Quali sono le tue speranze e le tue paure?

R – La mia speranza è andare in finale, mi basta quello. Anche solo arrivare in finale è già fantastico.

D – In Italia è iniziata da poco la prima edizione di “The Voice Italy”. Le blind auditions sono nuove per noi, quantomeno in un talent show. Come ci si sente a stare lì a guardare il retro di quattro poltrone, sapendo che puoi contare solo sulla tua voce per impressionare i giudici?

R – Bisogna dire che è terrificante, ma è anche vero che è stato in quel momento che ho avuto la conferma che ho una buona voce!

D – Com’è stata in generale la tua esperienza con “The Voice Belgique”? Cos’hai imparato dai tuoi coaches? Ti sei fatto dei buoni amici oppure gli altri concorrenti sono rimasti solo dei buoni conoscenti?

R – Devo ringraziare il mio coach perché da lui ho acquisito molta maturità e sicurezza.  Mi sono divertito molto sul palcoscenico, non pensavo alle telecamere. In realtà non sono diventato amico degli altri partecipanti, ma abbiamo diviso dei bei momenti comunque.

D – Adesso stai per entrare in un mondo completamente diverso, l’Eurovision Song Contest. Come immagini l’ambiente? Sei ansioso di scoprirlo?

R – Sì, sono molto eccitato, ma bisogna dire che da poco ho vissuto un’esperienza simile all’Eurovision in Concert di Amsterdam, con altri 25 Paesi.

D – Hai avuto la possibilità di ascoltare qualcuna delle altre canzoni in gara? C’è un brano o un cantante che ti ha impressionato in modo particolare?

R – Sì, le ho ascoltate, mi piacciono molto la Russia e l’Irlanda.

D – Il tuo cognome è italiano, la tua famiglia ha origini italiane. Sei mai stato in Italia? Quanto sai del Paese, delle abitudini, della lingua e così via?

R – Sono di nazionalità italiana ed entrambi i miei genitori sono italiani, ma sono nato a Huy, in Belgio. Sono stato spesso in Italia. Ci vado ogni estate a trovare i miei nonni a Vico del Gargano. E’ un bel Paese. Capisco l’italiano ma lo parlo solo un poco.

D – Leggendo la lista delle tue esibizioni a “The Voice Belgique” trovo canzoni di James Morrison, Chris Isaak, John Lennon, Stevie Wonder, Johnny Halliday… Immagino che queste esibizioni siano state decise insieme ai tuoi coaches fra quelle più adatte alla tua voce, ma, a parte questi nomi, chi sono i tuoi cantanti e gruppi preferiti in assoluto?

R – Sì, è vero, queste canzoni sono state decise insieme ai miei coaches. A parte questi nomi, il mio idolo è Michael Jackson.

D – E la musica italiana? La ascolti mai? Hai dei cantanti preferiti?

R – Sì, i miei artisti preferiti sono Laura Pausini, Tiziano Ferro, Umberto Tozzi ed Eros Ramazzotti.

D – Il tuo nuovo album si chiama “Ma voie”, cosa vorresti dirci in merito? Che cosa troveranno in questo CD i tuoi ascoltatori?

R – Il mio primo album è cantato in francese con l’unica eccezione di una cover in inglese. E’ un album di canzoni pop francesi con molta emozione.

D – Infine, ma non di minore importanza, naturalmente vorremmo sapere quali sono i tuoi progetti dopo l’Eurovision Song Contest. Concerti, apparizioni televisive?

R – Dopo l’Eurovision, penso che lavorerò a un secondo album prendendomi tutto il tempo necessario. Dopo ciò, molta promozione e un tour, e se possibile farò della beneficienza.

D – Grazie, Roberto, per essere stato così paziente nel rispondere a tutte le nostre domande. Ti auguriamo buona fortuna a Malmö e con la tua carriera futura.

R – E’ stato bello rispondere alle vostre domande!

Il nostro grazie, oltre che a Roberto, va anche a Pauline Lavagna e a Katia Mahieu, che hanno reso possibile questa intervista.