Koza Mostra e Agathon Iakovidis: incontro al vertice fra novità e tradizione

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Foto: Koza Mostra feat. Agathon Iakovidis

Ritmo, tradizione, allegria, cultura: quest’anno, nella canzone greca c’è proprio tutto. Ed è merito loro, del gruppo dei Koza Mostra e di Agathon Iakovidis che collabora con loro in questo brano. Ascoltandoli, ci si  rende subito conto che l’energia e la grinta che mettono nella loro canzone fanno veramente parte del loro modo di essere. Lo si può capire anche da questa intervista che ci hanno rilasciato prima di partire alla volta di Malmö. Eccola qui per voi.

D – Salve a tutti voi, e grazie per essere stati così gentili da prendervi un poco di tempo per rispondere alle nostre domande. Prima di tutto, vogliamo congratularci con voi per avere vinto la finale nazionale greca ed essere stati quindi designati a rappresentare il vostro Paese a Malmö.

R – Salve, carissmi vicini, e grazie per il vostro grande sostegno!

D – La musica greca è conosciuta e amata in tutto il mondo, ma penso che non molti sappiano esattamente che cosa sia il rebetiko. Vorreste spiegarcelo?

R – Il rebetiko è un genere musicale tradizionale greco, nato nel 1890, che a partire dal 1960 è diventato un genere di revival molto in voga, specialmente fra i giovani del tempo. E’ cantato da persone che hanno sentimenti originali e che cantano esattamente nel modo che sentono, usando testi veri, diretti e umoristici per esprimere i problemi sociali e i molti aspetti della società greca. La parola “rebetiko” deriva dalla parola greca “rebetis”. Tale parola definisce un uomo forte, con forte personalità e un comportamento aperto. La maggior parte delle canzoni del genere rebetiko viene accompagnata da strumenti con i quali poter suonare gli accordi. Come molte altre forme musicali della sottocultura urbana, quali blues, flamenco, fado, jazz e tango, il rebetiko trae origine da particolari circostanze urbane. Spesso i suoi testi si riferiscono alla dura realtà della vita in una sottocultura marginale. Agathon Iakovidis è il più famoso cantante “rebetis” e canta sempre suonando il baglamas (una versione più piccola del bouzouki, leggero da portare, che era facile suonare nel passato anche in prigione). Siamo molto contenti di averlo con noi nella Malmö Arena a cantare una canzone rebetiko con suoni folk ma anche con una base ska e dettagli rock. “Alcohol is free” combina la nuova generazione con i suoni tradizionali greci, e invita tutti a entrare nello spirito e scatenarsi!

D – Signor Iakovidis, i Koza Mostra sono un complesso ska, mentre Lei è fedele al rebetiko e non è interessato a suonare altri generi musicali. E quindi, com’è iniziata questa collaborazione? Che cosa L’ha convinta che questo miscuglio potesse essere interessante e  riuscire bene?

R – Sono un “rebetis” e anche un cantante tradizionale greco. Ho accettato il gentile invito dei Koza Mostra un giorno in una caffetteria di Salonicco, perché li considero un gruppo musicale di vero talento, che ama la musica tradizionale greca e combina armoniosamente i suoni dello ska, dei balcani, del rock, del reggae… il che è straordinario. Ho detto di sì per sostenere e accompagnare il gruppo, che consiste di nuovi talenti musicali che sono fedeli alla musica e alla nostra tradizione greca. “Alcohol is free” avvicina lo stile tradizionale rebetiko al pubblico più giovane e alla gente che esprime sentimenti veri.

D – La vostra canzone si è veramente distinta fra quelle della finale nazionale greca. Avete vinto su brani i cui stili sono considerati più popolari, sicuramente più facili, del vostro. Vi aspettavate questo successo, e quale pensate ne sia stata la chiave?

R – Vi ringraziamo perché riconoscete la particolarità della nostra canzone. Abbiamo ricevuto dalla ERT l’invito a partecipare e volevamo rispondere con una proposta totalmente “greca” che esprimesse la musica che amiamo e rappresentiamo e il bisogno della gente di rompere gli schemi e superare tutti i problemi. Non potevamo predire chi avrebbe vinto ma ci aspettavamo che il risultato sarebbe stato chiaro e vicino allo stato d’animo odierno del pubblico. Pensiamo che la chiave del nostro successo sia stato il sincero amore per la nostra canzone e la nostra passione sul palco. 🙂

D – Sono sicura che cantare in greco è molto importante per voi: la lingua nazionale è l’identità di un Paese. Personalmente sono sempre d’accordo con la scelta della lingua nazionale, e la maggior parte dei fans eurovisivi lo è. Avete però lasciato in inglese il titolo della canzone, che in pratica costituisce il ritornello. Perché?

R – Visto che l’ESC è una competizione musicale paneuropea, è gradito che un brano rappresenti l’etica musicale del proprio Paese, sia attraverso la lingua, la musica o entrambe! Ovviamente, senza farsi influenzare dal risultato in classifica. L’ESC avvicina diversi popoli e diverse culture, e questo è magnifico. Cantiamo in greco perché non potremmo immaginare di cantare un brano rebetiko in un’altra lingua, ma cantiamo il ritornello in inglese affinché i nostri amici stranieri capiscano il significato di base della canzone, che è una metafora, visto che “Alcohol is free” significa “gratis” ma anche “libero”: dobbiamo sentirci liberi, liberare la nostra anima e trovare il potere di superare le nostre difficoltà in modo efficace.
   
D – L’ESC ha anche la funzione di veicolo di conoscenza e comprensione reciproche fra diversi popoli. In questo può aiutarci una piccola cosa quotidiana come una canzone?

R – Come dicevamo prima, l’ESC ci dà la possibilità di incontrare altri artisti dall’estero, scambiarci le nostre idee e culture musicali, mentre la gente e i giornalisti di tutto il mondo si avvicinano agli artisti per esplorare i nostri diversi e comuni stili di vita. Una canzone ti può dare niente o tutto! In tre minuti puoi parlare ai cuori della gente e avere un riscontro davvero commovente… il che è qualcosa che speriamo di vivere fra qualche giorno!

D – Le parole della vostra canzone descrivono lo stato mentale di una persona sotto l’effetto del troppo bere: sogna di navigare in un mare di alcol, e cose del genere. Abbastanza curioso. Com’è nata questa canzone?

R – Per quanto riguarda il testo, dovreste chiederlo anche a Stathis Pachides. La canzone si riferisce a storie che potrebbero essere già successe, oppure no. Il testo decodifica un forte significato allegorico e metaforico, e parla in modo umoristico e originale di come la gente può superare i propri problemi giornalieri e le “onde” della vita.

D – Eccovi in partenza per Malmö. Che aspettative avete? Come vi immaginate questa esperienza?

R – Vogliamo viverne ogni singolo momento, e sappiamo che sarà un’esperienza unica. Ci aspettiamo di mostrare alla gente oltre frontiera il nostro amore per la musica e il canto, e faremo del nostro meglio per finire in una buona posizione!

D – Parliamo degli altri partecipanti: avete sentito qualche canzone? Avete dei preferiti, vi siete fatti un’idea di chi potrebbe arrivare alla vetta?

R – Visto che in un concorso musicale non si può mai prevedere il risultato, vi diciamo solo che quest’anno ci piacciono molte canzoni, come l’UK, l’Azerbaijan, la Moldavia, l’Austria e naturalmente l’Italia! Il vostro artista ha una voce straoridinaria, auguriamo a Marco tantissima fortuna!

D – Ci chiediamo se ascoltate mai la musica italiana e se ci sono artisti o gruppi che amate in particolare.

R – Certo che ascoltiamo la musica italiana. I suoni italiani seducono realmente i nostri sensi. La maggior parte della canzoni che amiamo sono cantate da Eros Ramazzotti, Lucio Dalla e Milva! Il cantante Ilias ama anche molto Andrea Bocelli.

D – Cosa ci dite dei vostri progetti futuri? Album, concerti?

R – Abbiamo appena pubblicato il nostro primo album e continuiamo a scrivere e cantare dal vivo nei concerti. Siamo un gruppo di amici, ciascuno di noi suona un diverso strumento musicale e il nostro sogno è viaggiare per il mondo e avvicinarci alla gente per mezzo della nostra musica!

D – Grazie a tutti voi per essere stati così pazienti nel rispondere alle nostre domande! Buona fortuna a Malmö e per le vostre carriere!

R – Grazie a voi per il vostro interesse e sostegno! Buona fortuna alla entry italiana, e speriamo di incontrarci di nuovo in futuro a uno dei nostri concerti… e ballare insieme con la gioia nei nostri cuori!

Un grazie veramente di cuore anche a Monica Papadatou che ha reso possibile questa intervista.