Andrius Pojavis in concerto a Milano: OGAE Italy c’era!

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Federico Tealdi, Stefano Porciani, Carlo Caffo e Alberto Fadini con Andrius Pojavis

Dal nostro inviato speciale a Milano, Stefano Porciani:

“Sabato 28 giugno 2013, presso il ristorante café Artea a San Donato Milanese, Andrius Pojavis, che ha rappresentato quest’anno la Lituania all’Eurovision con la canzone “Something”, ha tenuto la prima data del suo Something Tour 2013. In un locale gremito da un’atmosfera confidenziale e molto cordiale, questo ragazzo, che è lituano ma ha sposato un’italiana, da cui ha avuto due figlie, e che da ormai un anno e mezzo circa fa la spola tra Milano e la Lituania, ci ha intrattenuto per un’oretta con le sue canzoni più belle, scritte e composte da lui stesso, e anche da lui suonate e cantate live. 
Andrius e la moglie Elisabetta
Abbiamo potuto sentire “Something”, di cui ha concesso anche un bis, una cover de “La canzone del sole” (Lucio Battisti), prima canzone che Andrius ha sentito quando è arrivato in Italia, e di cui, ci ha detto, voleva imparare tutte le parole, perché l’impressione era che le parole della canzone fossero talmente tante che, imparandola, avrebbe imparato anche a parlare italiano; e poi le canzoni più importanti del suo primo CD “Ashtuoni” (Otto, in lituano): “Tolima artima” (Vicino e distante), “Traukiniai” (Treni), il cui video è stato girato alla Stazione FS di Milano, “Žmones (Rankas į viršų)” (Gente (in alto le mani)), in cui “In alto le mani” non è un’intimazione della Forza Pubblica, “Lietuva” (Lituania), dedicata al suo Paese, “Gyvenimas” (Vita).
Carlo Caffo e Alberto Fadini portano una nota di orgoglio italo-eurovisivo 
All’evento era presente anche un gruppo di iscritti di OGAE Italy, tra cui il sottoscritto, e Andrius Pojavis si è dimostrato molto gentile e disponibile, per autografi, fotografie e tranquille chiacchierate sull’Eurovision, sulla sua esperienza, sulla sua attività di cantante e sui suoi progetti futuri (un prossimo CD, forse in inglese).
Una serata piacevolissima, ambientata in un locale che, anche se raccolto, è decisamente un bell’ambiente (ha suonato qui anche Goran Bregovic), e che ogni venerdì organizza appuntamenti musicali.
Nel ringraziare Andrius Pojavis e sua moglie Elisabetta  per la gentilezza e la cortesia, e per la bella serata che ci hanno organizzato, appuntamento alla prossima occasione, magari ad un Meeting di OGAE Italy.”
Andrius canta “Something” con il prezioso aiuto “tecnico” di Elisabetta

Ma nessun concerto che si rispetti è privo di emozioni… e per questo, dopo il resoconto “tecnico”, ecco il racconto, entusiasta e sincero, di quello che il nostro Stefano ha provato.
“Grazie, Andrius, questo non è solo il tuo CD, è e rimarrà il ricordo di una persona gentile e sì, sono arrivato addirittura da Roma per sentire te, pensa, perché credo che ne valga la pena. Perché ho sentito le tue canzoni, ho provato a tradurre le tue canzoni, quattro giorni appresso a parole che finivano in “us” o a vocali pronunciate in maniera insolitamente stretta. Ho apprezzato “Lietuva”, la canzone per il tuo Paese. Avevo visto il video, ma avertela sentita cantare live ha rafforzato quell’impressione di malinconica dolcezza che il ricordo del proprio Paese genera in chi è lontano, insieme all’orgoglio per quello che è il tuo Paese.
Perché la forza e l’impegno che stai mettendo in questa tua esperienza musicale emerge da altre canzoni…. “Bevete birra”, è così che si dice, nel trittico che ci hai suggerito “Fate sesso, drink beer e divertitevi”, perché questo è il messaggio che ci vuoi trasmettere. Vivete le cose belle della vita. A memoria, e sperando di aver tradotto correttamente quanto scrivi: Nors ir verkia dangus, tai debesų kilimai, juk žydras dangus o ryt šilta šviesi diena. (Nonostante il cielo stia piangendo, [e] queste nuvole fanno tappeto, alla fine di tutto [c’è] un cielo azzurro, e domani un giorno caldo e luminoso). E si vede, perché sei solare, sempre sorridente, di un sorriso dimesso che ti illumina e illumina chi ti guarda. Perché questa serata è riuscita benissimo, perché l’ambiente era rilassato e confidenziale, perché non c’era una folla oceanica, ma un gruppo di gente che ti apprezza in maniera più vera di chi osanna una foto di cartone guardando un maxischermo in una piazza a caso di una qualsiasi città europea. Un gruppo di persone che ti apprezza per quello che hai da dire: Pensate in positivo, vivete le cose belle della vita, come vedere un campo di grano maturo che ondeggia al sole (Užauginti auksiniai javai linguoja tenai) o il sorriso di un bambino (o una bambina), come la foto che hai usato per Ashtuoni, il tuo primo CD. Grazie per la serata, e a presto, ovunque le nostre strade si incontreranno di nuovo.”
E grazie anche a Stefano per avere condiviso con noi le emozioni di questa serata!