OGAE Italy ha un omaggio “floreale” per il Guest Jury Hits 1976: sarà gradito?

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Si stanno svolgendo in questi giorni le votazioni dei vari club OGAE per il Retro/Guest Jury Hits, l’annuale concorso “a ritroso” organizzato da Gary Speirs, che quest’anno riguarda il 1976. I risultati saranno resi noti all’inizio di Settembre. Questa edizione è particolarmente interessante, in quanto, come Gary è orgoglioso di sottolineare, fra il Retro e il Guest Jury Hits sono in gara ben 30 club OGAE, e nessuno di loro ha chiesto di prendere parte come giuria ospite: hanno tutti una canzone in gara.

Lungi, quindi, dall’essere un concorso “minore”, il Retro/Guest Jury Hits dimostra di essere sempre attuale, e, anzi, di rappresentare un appuntamento molto importante per tutti coloro che vogliono assaporare nuovamente le atmosfere degli ESC di una volta.

Com’è noto, il Retro riguarda i Paesi che, nell’anno preso in considerazione, hanno avuto una selezione nazionale, e che hanno la facoltà di rimettere in gara una delle canzoni non scelte per l’ESC, mentre il Guest Jury Hits riguarda i restanti Paesi, che possono presentare un loro successo dello stesso anno.

OGAE Italy è in gara anche quest’anno al Guest Jury Hits, nel quale ha già collezionato ben sei vittorie e un secondo posto. Iniziamo quindi a porre la nostra attenzione su questa parte del concorso. La nostra giuria interna ha preso in esame una rosa di canzoni risalenti al 1976, e ha deciso, dopo una non facile selezione, di sottoporre all’attenzione dell’Europa un classico assoluto: “Margherita” del sempreverde Riccardo Cocciante, appena apprezzato come giudice in “The voice”.

Non vogliamo e non possiamo, però, iniziare a cantare vittoria: Cocciante dovrà vedersela con avversari ben agguerriti, dei quali la più temibile è la svedese Frida (sì, quella degli Abba) con la sua “Fernando”, che abbiamo scoperto essere stata pubblicata da lei come solista prima ancora che nell’interpretazione del gruppo al completo.

Sul fronte delle “vecchie conoscenze ESC” abbiamo inoltre l’austriaco Udo Jürgens (che condivide con la sammarinese Valentina Monetta la particolarità di avere rappresentato il proprio Paese per tre anni consecutivi: 1964, 1965 e 1966) con la divertente e spensierata “Aber bitte mit Sahne”, e la Turchia con Ajda Pekkan, ancora lontana dal petrolio del 1980, che intona un motivo in francese, “Tu pars e tu reviens”. La Grecia, dal canto suo, presenta Paschalis, uno degli interpreti di “Mathima solfege” del 1977, con la sua “Glykia zoi”.

Passando invece al Retro, troviamo in gara il portoghese Carlos Do Carmo, la cui “Uma flor de verde pinho” fu il brano scelto per l’ESC di quell’anno: in questo caso interpreta “Ne teu poema”. Israele presenta le Chocolate Menta Mastik, che portarono lo stesso anno all’ESC “Emor shalom” e in questo concorso propongono “Ze tov, ze tov”. Da notare la presenza, in questo trio femminile, di Yardena Arazi, in gara all’ESC, sempre per Israele, nel 1988 con “Ben adam”. Per l’Irlanda, con “Danny”, si presenta Cathal Dunne, che riuscì poi nel 1979 a rappresentare il proprio Paese con “Happy man”. Qualche anno in più dovette aspettare il finlandese Kirka, che ce la fece nel 1984 con “Hengaillaam”: in questo caso ci fa invece ascoltare “Neidonryöstö”. La Norvegia ci prova invece con il plurirappresentante Jahn Teigen, stavolta in coppia con Lyse Rypdal. Il pezzo, sconvolgente fin dal titolo, “Voodoo”, è uno di quelli che si amano o si odiano, senza mezze misure.

Una proposta, quindi, interessante e variegata, ricca di curiosità eurovisive. Chi la spunterà? Da parte nostra, sfogliamo la “margherita” e chiediamoci se l’Europa “ci ama o non ci ama”!