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Conchita Wurst: siate voi stessi! Intervista alla rappresentante austriaca

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Foto: Paz Stammler Photography www.paz-photography.com

Sarà sicuramente il personaggio più in evidenza del prossimo Eurovision Song Contest. E’ appena rientrata da Dublino, dove è apparsa su RTE in “The Saturday Night Show”, e ha trovato comunque il tempo di concederci questa intervista. Si tratta di Conchita Wurst, che rappresenterà l’Austria a Copenhagen. Ci ha parlato con grande semplicità di sé stessa e del suo modo di affrontare la vita. Ascoltiamola, ne vale la pena!

D – Ciao Conchita, e grazie mille per questa intervista! Siamo molto felici che tu abbia accettato di rispondere alle nostre domande e di parlarci un poco di te.
Il tuo vero nome è Tom Neuwirth, e con questo nome hai preso parte, nel 2006, alla terza edizione del talent show “Starmania”. Sei arrivato secondo dietro a Nadine Beiler. Malgrado questo, pensi che questo talent show sia stata una buona esperienza? In generale, che opinione hai dei talent show?

R – Fondamentalmente sono dell’opinione che tutto quello che succede abbia una ragione. In questo senso, col senno di poi, la partecipazione a “Starmania” è stata molto importante per me. In quella occasione ho conosciuto lo show business e per così dire mi sono preparato. In generale, i talent show sono una bella cosa. Soltanto, non bisogna fare l’errore di prendervi parte con troppe aspettative. Bisogna vederli per quello che sono: una possibilità di presentarsi al grande pubblico. In seguito, bisogna contare su sé stessi per rimanere a galla.

D – In seguito è arrivata l’esperienza con la boyband “jetzt anders!”, che non è durata neppure un anno. Perché così poco? Che cosa è successo?

R – Per quanto riguarda me posso dire che fondamentalmente non era quella la musica che volevo fare. Penso comunque che il motivo fosse lo stesso anche per gli altri. Non si può mentire al pubblico.

D – Nel 2011 hai partecipato a un altro talent show, “Die große Chance”, ma stavolta nel personaggio di Conchita Wurst. Come sei arrivato a questa idea? Come è nata Conchita Wurst?

R – Penso che tutti siano d’accordo con me se dico che il periodo adolescenziale è un periodo molto faticoso. Lo è stato anche per me. Sono sempre stato un outsider e ho cercato di inserirmi e adeguarmi. Non ha funzionato. Quindi ho deciso di fare semplicemente quello che mi piaceva, senza ascoltare gli altri. Questo è anche il senso di Conchita, amati come sei e vivi la tua vita come vuoi, finché non danneggi nessun altro.

D – Nello stesso anno hai partecipato alla preselezione austriaca per l’Eurovision Song Contest: ancora una volta secondo posto. E’ stata una delusione? Avresti mai pensato di avere, solo due anni più tardi, la possibilità di rappresentare il tuo Paese?

R – Anche allora ho pensato “doveva andare così”. Mi sono goduta l’esperienza e già allora ho imparato molto più di quello che credessi riguardo all’ESC. Questa volta sono ancora più preparata! 🙂

D – Il tuo look è certamente particolare. Quanto è importante questo in una carriera musicale? Pensi che il tuo aspetto fisico, riguardo all’ESC, sarà un vantaggio o uno svantaggio?

R – Per esperienza mi sono resa conto di essere un personaggio che si ama o si odia. Quindi ci saranno entrambi, persone che penseranno che sono in gamba e altre alle quali non piacerà quello che faccio. La cosa importante per me è che, nel migliore dei casi, le persone a casa parlino dell’essere diversi. Se succederà, avrò già ottenuto una piccola vittoria.

D – Quando potremo finalmente ascoltare la tua canzone per l’ESC? Puoi dirci qualcosa? Sarà nello stesso stile di “That’s what I am” o ci sorprenderai?

R – Ah, se anch’io lo sapessi! 😀 Sul serio, non ne ho ancora idea neppure io. Stiamo scrivendo una canzone dietro l’altra, e sicuramente prenderemo una decisione all’inizio del nuovo anno.

D – A proposito di musica, quali sono i cantanti e/o i complessi che ti hanno principalmente influenzata?

R – Céline Dion, è chiaro. La mia dea dalla notte dei tempi.

D – Riguardo all’ESC, in passato l’hai seguito spesso o hai imparato a conoscerlo solo quando ti sei presentata la prima volta alla preselezione?

R – Sono fan dell’ESC da quando ho ricordi. Per me e mia madre è sempre stato un appuntamento obbligato.

D – Da italiani vorremmo naturalmente sapere, se ascolti la musica italiana e quali artisti conosci e apprezzi in particolare.

R – Filippa Giordano (!!!) Glamour, sex appeal e grazia in una sola persona! La amo! 🙂

D – Bene, siamo arrivati alla fine di questa intervista. C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

R – Prima di tutto vorrei ringraziarvi per l’interesse, e vorrei dirvi di essere fieri di voi stessi e di amarvi così come siete. Tutto quello che volete fare della vostra vita è giusto fino a che non danneggiate nessuno.
Sarei molto felice di vedere qualcuno di voi a Copenhagen e vi ringrazio per il sostegno.

D – Grazie a te, Conchita. Siamo felici di averti conosciuta un poco meglio. Ci vediamo a Copenhagen! Buona fortuna!  

Oltre a Conchita, vogliamo ringraziare René Berto che ha reso possibile questa intervista. Vi salutiamo riproponendovi la seconda classificata alla preselezione austriaca del 2012, “That’s what I am”.