Partito l’OGAE Video Contest “degli scandali”: un’edizione esplosiva!

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I tempi possono anche allungarsi, ma quando la collaborazione c’è, i risultati alla fine arrivano e si vedono. Ecco quindi pronto e in pieno svolgimento l’OGAE Video Contest 2013, che potrete trovare in fondo a questo articolo. Mettetevi comodi, perché si tratta di un vero e proprio concorso esattamente come potreste vedere in un programma televisivo. Merito dell’abilità della nostra Valentina Ruffinatto, che, avendo a disposizione alcune foto e dei filmati girati nella sua Torino, ha saputo realizzare un programma interessantissimo, tutto da godere.

Non solo per questo, però, questa edizione promette di essere ricordata a lungo: come avete letto nel titolo, si tratta infatti di un vero e proprio Video Contest degli scandali. Vi sembra esagerato? Andate avanti a leggere.

Il primo scandalo si è avuto per colpa di una svista degli organizzatori, che, nella prima versione del programma, al posto del video scelto dalla Russia (“Ya ljublju neft'”, di DJ Smash feat. Comedy Club), hanno inserito una parodia. Parodia, comunque, divertente e perfino a sfondo sociale, visto che si tratta di un video che perora la causa delle donne che sono costrette ad andare in pensione in età eccessivamente avanzata. Naturalmente il presidente di OGAE Russia ha fatto subito notare l’errore, e, nel giro di un giorno, gli organizzatori si sono scusati e hanno inserito il video giusto. Il quale, del resto, non è meno arguto e interessante, con la sua esaltazione del petrolio quale fonte di ricchezza e opulenza, e la protagonista indecisa se amare più lui o il gas.

Se questo scandalo non vi ha convinto e ne cercate uno più “piccante”, eccovi serviti: per voi c’è il video polacco, “Thank you very much” di Margaret. La bionda e giovane cantante viene suo malgrado coinvolta, per il compleanno del padre, in una festa in cui tutti, parenti e amici di famiglia, si presentano in costume adamitico. Non manca, per essere completamente in tema, un gatto “nudo” di razza Sphynx! Verso la fine, Margaret adocchia un bel ragazzo che, come lei, è completamente vestito. Tenta di proporgli un programma alternativo, ma… Andate a vedere cosa succede.

Non vi basta ancora? Volete un altro tipo di scandalo? La Turchia ci fornisce lo scandalo che da sempre dà la verità rappresentata senza filtri. Infatti, il video “It’s a riot” (Bedük) è la cronaca della rivolta di Gezi Park. Ricorderete tutti che, pochi mesi fa, la decisione di costruire un centro commerciale al posto di tale parco ha scatenato una violenta protesta da parte dei cittadini. Con questo video, OGAE Turchia ci presenta quindi un pezzo della propria storia recente.  

Ci stiamo divertendo a definire “scandali” questi video così particolari, ma la verità è che siamo veramente soddisfatti dei clip che sono stati presentati dai partecipanti a questa edizione. Notiamo che, sempre di più, il video musicale non si limita a presentare l’interprete davanti a un microfono o a passeggio per le vie di una città magari anche poco riconoscibile, ma diventa una storia da raccontare, un’esplosione di ironia, una protesta, l’espressione del proprio pensiero. E’ una tendenza estremamente positiva che aggiunge valore e attrattiva a questo concorso.

Del resto, anche il nostro Marco Mengoni con “Pronto a correre” si staccava nettamente dagli altri video della selezione italiana. Trasformando in situazione reale l’espressione figurata che costituisce il titolo della sua canzone, Marco ha creato un video veramente originale senza bisogno di scene ridondanti o effetti ottici.

Di un’ambientazione particolare ha invece fatto uso la bulgara Maria Ilieva con “Igraya stilno”, inserita in un interno che suggerisce vagamente le installazioni contenute in un museo di arte moderna. Un altro video di genere “astratto”, ma di stile molto diverso (stavolta si tratta di modelli visivi stile anni 60) è “Zaludno E” della macedone Tamara Todevska, già rappresentante eurovisiva del suo Paese nel 2008.

La Serbia affronta un tema che potrebbe essere accostato a quello del video russo: è infatti “Milion dolara” la proposta di Ana Nikolic feat. Nikolija. Due splendide ladre in gonnella, soldi, avidità, situazioni estreme e un torbido “ménage à trois”: ve l’abbiamo detto che questo è il Video Contest degli scandali!

In un certo senso, però, anche il video armeno potrebbe essere accostato a quello russo, per i suoi richiami al proletariato: se in Russia gli operai consegnano il petrolio alla ricca protagonista, in Armenia si finisce addirittura in una cava, dove un giovane lavoratore si prende una pausa per guardare, in un minuscolo apparecchio televisivo, Lilith Hovhannisyan cantare e ballare la sua “Te aghchik lineir”.

Tema sociale, ma di diverso tipo, per il Belgio di Stromae e “Papaoutai”. Anche qui l’ambientazione è anni 60: seguiamo la vita quotidiana di un bambino che ha per papà un manichino, metafora dei padri assenti, che fuggono dalle proprie responsabilità. Agghiacciane il finale nel quale il figlio, sempre e comunque vestito in modo identico al padre, ne adotta anche l’atteggiamento.

Due complessi per due Paesi diversi. La Croazia presenta Quasarr i Jospia Lisac con “Ljubav”, mentre i Paesi Bassi propongono “Ik mis je” dei Vangrail. Due video senza una storia da raccontare, che ci propongono semplicemente immagini e impressioni. Più duro e “noir” il video croato, con un misterioso personaggio femminile dagli abiti rétro in total black, più minimalista quello olandese, che si affida a primi piani di persone diverse che seguono con le labbra le parole della canzone.

Si torna al sociale con la Bielorussia: Max Korzh, con “V temnote”, affronta lo scottante problema della difficoltà nella ricerca di un lavoro. Il messaggio, comunque, è di speranza, con l’amore della compagna che sostiene il protagonista nei momenti bui e l’happy end.

La guerra è forse un argomento che ha già avuto molte letture, ma non si può negare che sia purtroppo sempre attuale. A ricordarla ci pensano i KeyWest con “Messages from God”. Anche in questo caso, l’apertura finale è alla speranza, mentre l’intero video pone l’accento sulla futilità dei combattimenti di fronte alla vera vita, quella di ogni giorno.

Originale la scelta della Grecia, che presenta un video ambientato in India. La storia è semplice (una ragazza che scappa da un matrimonio combinato per raggiungere il suo vero amore), l’ambientazione accattivante (specie considerando il successo che riscuotono i film di Bollywood). L’interprete è Eleni Foureira con “Pio erotas pethenis”.

Qualche “confusione geografica” anche per la Francia, visto che il prete protagonista del video si rivolge ai suoi parrocchiani in russo. Interamente girato in bianco e nero, il video racconta la storia di un giovane che esce dalla via tracciata e va incontro alla completa perdizione. Forse, si tratta proprio dello stesso prete.

OGAE Resto del Mondo ha scelto un video sudcoreano, che non ha alcun bisogno di presentazioni ne’ di spiegazioni, visto che si tratta di Psy con la sua “Gangnam style”. L’unico commento che si può fare è che si tratta di uno di quei video che puntano chiaramente alla vittoria basandosi sulla popolarità.

Da Malta arriva Lauren Aquilina con “Fools”. Un video delicato e intimista, con la giovane cantante rinchiusa in una stanza in mezzo a decine di chiavi appese al soffitto, e persa in mezzo al mare con il solo ausilio di un fumogeno per segnalare la propria presenza. Un amore difficile fa sentire imprigionati e allo stesso tempo persi nel nulla, e questo è quello che la cantante vuole esprimere.

Last but not least, il tenero video di OGAE Andorra, “Un poc de tu” di Sant Gatxo, nel quale libri e giocattoli si animano, e un pupazzetto affronta una strada lunga e difficile per raggiungere la sua innamorata, che altro non è che un’illustrazione sulla copertina di un libro.

Abbiamo voluto parlare un poco di ciascun video perché siamo veramente rimasti colpiti dalla qualità delle proposte, e consigliamo anche a chi non fa parte della giuria di dare ugualmente un’occhiata al concorso: sarà sicuramente tempo ben speso. L’ultima cosa che vogliamo farvi notare è che, malgrado il Video Contest preveda la più totale libertà di lingua, quest’anno c’è una fortissima attenzione all’idioma originale. Considerando, infatti, che Irlanda e Malta hanno l’inglese come lingua ufficiale, su 18 canzoni solo 3 sono cantate in una lingua diversa da quella del Paese che le presenta. Lo scambio culturale è anche questo.


OGAE VIDEO CONTEST Torino 2013 from OGAE Italy on Vimeo.