Sanremo quarta serata: Eurovision a go-go

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Eccoci arrivati alla serata del Venerdì, quella senza gara (almeno per i big, visto che si è svolta stasera anche la finale dei giovani), quella dedicata ai grandi successi dei cantautori italiani, in collaborazione con il Club Tenco. In questa serata ciascuno dei big in gara ha scelto un motivo di un cantautore italiano, da reinterpretare con l’ausilio di qualche celebre collega o amico.

Anche stasera gli eurofans possono trovare qualcosa di interessante dal punto di vista eurovisivo? Certamente. Intanto, ad aprire la serata è stato Marco Mengoni, in quanto vincitore dello scorso anno. Non solo: Marco, con grande emozione e partecipazione, ha interpretato un motivo del nostro ex rappresentante Sergio Endrigo. Non la sua “Marianne”, ma la ben più famosa “Io che amo solo te”.

D’altronde, fra i nostri ex rappresentanti ci sono molti cantautori di valore. Lo dimostra anche la scelta musicale di Arisa, che, insieme al gruppo danese “Who made who”, ha voluto reinterpretare un classico di Franco Battiato. La canzone prescelta è stata “Cuccurucucu”.

Il massimo grado di eurovisività, però, si raggiunge quando sia il cantante in gara che l’autore/interprete del pezzo prescelto hanno, in passato, partecipato all’ESC. E’ il caso di Raphael Gualazzi, che ha scelto l’inossidabile “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. Insieme a The Bloody Beetroots, che in questa occasione ha abbandonato ogni strumento per offrirci per la prima volta la propria voce, e nientemeno che di Tommy Lee, batterista dei Mötley Crue, Raphael ci ha regalato una versione swing del capolavoro del Mimmo nazionale, concedendosi anche uno dei suoi tipici interludi virtuosistici al piano.

Scelta eurovisiva anche per Giusy Ferreri, che ha interpretato “Il mare d’inverno” di Enrico Ruggeri. Con lei gli attori Alessio Boni, che ha introdotto il pezzo recitandone la prima strofa, e Alessandro Haber, che ha cantato in duetto con Giusy, mentre la scena annegava nella proiezione di una distesa di onde.

Straordinaria Antonella Ruggiero, sia nella scelta di un brano non banale ed emotivamente coinvolgente come “Una miniera” dei New Trolls, sia in quella dei suoi accompagnatori, i DigiEnsemble Berlin, un gruppo di giovani musicisti tedeschi che si esibiscono suonando… dei tablet.

I più attenti si saranno accorti che, nell’orchestra che ha accompagnato Giuliano Palma sul palco, erano presenti anche Vhelade Bale Mura e Maria Christina Bertarello, le due coriste che, insieme a Marco Guerzoni, hanno accompagnato Nina Zilli a Baku. Come sempre, Giuliano è legato a doppio filo a Nina, e non solo come stile. Energica e divertente la sua performance in salsa swing di “I say i’ sto ‘ccà” di Pino Daniele.

Non c’è che dire, è stata una serata ad altissimo interesse eurovisivo! Per uscire un attimo dall’argomento, concludiamo dicendo che abbiamo apprezzato molto l’idea di posizionare la gara dei giovani a un orario decente, le 22,30 circa: i giovani sono il futuro della nostra musica, e meritano di non essere programmati alle due di notte come sempre succede. E stasera Sanremo ha il suo primo vincitore: Rocco Hunt con “Nu juorno buono”.