L’Ungheria arriva correndo all’Eurovision

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Con una maratona di tre manche e due semifinali, l’Ungheria ha deciso i
suoi possibili rappresentanti.
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Depresszió – “Csak a zene”
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Bogi – “We All”
·         András Kállay-Saunders – “Running”
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New Level Empire
– “The Last One”
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Pál Dénes – “Brave New World”
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Fool Moon – “It Can’t Be Over”
·         Viktor Király  – “Running Out Of Time”
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Honey Beast – “A legnagyobb hős”
Fra questi si nasconde  il vincitore, colui che rappresenterà l’Ungheria al
prossimo Eurovision Song Contest. In giuria il volto noto di Magdi Rúzsa, rappresentante ungherese nel 2007.


Il metodo di voto è semplice: gli artisti si esibiscono e ottengono un voto dalla giuria dopo l’esecuzione dell’ultima canzone. I quattro brani con il punteggio più alto passano alla fase finale. Il televoto ha poi deciso fra i quattro finalisti, Kállay-Saunders András, Bogi, Fool Moon e Király Viktor, la voce ungherese per Copenhagen. 

E sarà András Kállay-Saunders a rappresentare l’Ungheria al prossimo Eurovision Song Contest. András, 29 anni, è figlio di un modello ungherese e di una cantante soul americana. E’ nato a New York e vissuto negli Stati Uniti fino al 2011 quando ha deciso di andare in Ungheria per stare vicino alla nonna. Di questo periodo è la sua partecipazione al talent “Megasztár”. Dopo aver sfiorato la vittoria lo scorso anno, quest’anno l’artista presenta una canzone totalmente diversa. Il tema non riguarda, come si può pensare, il “correre” per la vittoria all’Eurovision, ma parla degli abusi sui minori. Il fatto che sia basata su una storia vera la rende ancora ancora più toccante. E’ in procinto di lanciare il suo album d’esordio “Delivery boy”. 
Ma ascoltiamo il vincitore