Conosciamo meglio Maya Sar attraverso il suo CD “Krive riječi”

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Sabato prossimo sarà l’attesa e preziosa ospite dell’OGAE Italy Preview Meeting di Mantova: non vediamo l’ora. Nel frattempo, vogliamo prepararvi ad accogliere Maya Sar parlandovi del suo CD “Krive riječi”, pubblicato a Giugno dello scorso anno. Un’artista, soprattutto una vera artista come Maya, trova la sua più vera e completa dimensione proprio negli album, che le permettono di mostrare le varie sfaccettature della propria musica andando al di là del pur splendido, ma singolo, brano presentato all’ESC, e per il quale tutti gli eurofans la conoscono.

Proprio lo stile della sua “Korake ti znam”, da lei eseguita sul palco di Baku, è un ottimo biglietto da visita per suggerirci quello che possiamo trovare in questo CD. Non c’è bisogno di sottolineare che, accingendovi all’ascolto, dovrete dimenticarvi dell’europop, dello schlager e delle canzoncine spensierate ma troppo spesso stereotipate. Questo è un album leggero e raffinato, fatto per chi ama la solitudine e i silenzi della notte, la meditazione, la riflessione, il mondo interiore.

Maya è un personaggio atipico per il contesto dell’ESC, e anche per questo risulta ancora più gradita a molti degli spettatori. E’ una cantautrice: tutti i brani di questo CD sono infatti scritti da lei, con l’eccezione di “More nemira” e “Bilo je vrijeme”. La sua è una scrittura intimista, sognante, sussurrata, che bussa ai sensi piano, quasi per non disturbare, ma che li cattura già al primo ascolto.

E’ un cinguettio di uccelli che ci introduce al primo brano, “Krive riječi”, che dà il titolo all’intero CD. L’atmosfera è da piano bar, con uno stile di sapore americano e un inserto strumentale eseguito da una tromba. Lo stesso stile, sia come scrittura che come arrangiamento, si ritrova nella più ritmata “O meni nikom ne pričaj”.

Una lunga introduzione pianistica apre “Milovanja”. L’atmosfera è crepuscolare, tremula, soffusa, e l’assolo di sax non fa che esaltare la natura “notturna” del brano. Con “Dilema” si torna invece a un ritmo leggermente più sostenuto e a una melodia più aperta e ariosa.

In un album di questo genere non può certo mancare una canzone costruita su di una base di bossanova, anche se molto delicata: è il caso di “More nemira”, un pezzo scorrevole che la voce cristallina di Maya impreziosisce. Segue “Ne brini”, che, malgrado il titolo, non ha niente a che vedere con la grintosa entry bosniaca del 2003, interpretata da Mija Martina Barbarić. Questa “Ne brini” è lentissima, quasi in punta di strumento, un brano di grande atmosfera.

“Neću da šutim” è invece più “easy” e solare, come un’incursione nella luce diurna proprio in mezzo a questo album così crepuscolare. Segue “Nespretno”, un pezzo suadente e affascinante che culla l’ascoltatore, prendendo però forza man mano che ci si avvicina al finale.

“Bilo je vrijeme” è malinconica e raffinata, e offre un contrasto fra la strofa meno orecchiabile e il ritornello che presenta un tema cantabile e di facile presa. Arriva poi “Korake ti znam” che non ha certo bisogno di presentazioni né di spiegazioni.

Dopo “Više nego ikada”, una dolce ballata accompagnata da pianoforte e violino, si arriva all’ultima traccia, che contiene la canzone più bella e importante che Maya abbia mai scritto. Questo non tanto dal punto di vista artistico, essendo “Moj je život moja pjesma” una canzone semplice, lineare e accattivante ma certamente meno “colta” delle altre, ma per altri e validissimi motivi. Il brano, interpretato insieme a Karolina Goceva, Nina Badrić e Aleksandra Radović, è infatti la canzone ufficiale dell’omonima campagna, il cui scopo è sensibilizzare il pubblico sul tema, purtroppo sempre attuale, della prevenzione del cancro cervicale.

Con questo argomento importante, quindi, si conclude questo delicato e sognante CD. Ancora pochi giorni, e Maya ci regalerà le sue bellissime note dal vivo. La aspettiamo!