Sergej: i sogni di un bambino, la tenacia di un uomo. La nostra intervista

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Con la sua dolcissima ballata, ha portato finalmente il Montenegro al centro dell’attenzione, facendone un quotato concorrente per un ottimo piazzamento a Copenaghen. E’ Sergej Ćetković, che con “Moj svijet” ha conquistato i cuori di tutti gli eurofans. Abbiamo scambiato due chiacchiere con lui: ecco cosa ci ha raccontato di sé e della sua musica.

OGAE Italy: Ciao Sergej, siamo onorati di conoscerti e di farti le congratulazioni per essere stato scelto quale rappresentante del Montenegro all’ESC 2014. Grazie di essere così gentile da regalarci un poco del tuo tempo per rispondere alle nostre domande e dirci qualcosa di te.

Sergej: Sono felice di avere l’opportunità di rispondere!

OGAE Italy: Sei l’artista più importante del Montenegro, su questo non ci sono dubbi. Non hai bisogno di cercare conferme o dimostrare alcunché. Un concorso è sempre in qualche modo rischioso, e normalmente gli artisti arrivati evitano di prendervi parte. Perché, invece, tu hai accettato?

Sergej: Sono d’accordo con voi! Ci ho pensato. L’Eurovision è la più importante gara musicale globale. E più una gara è importante, più grandi responsabilità richiede. In effetti, devi fare un enorme lavoro se vuoi essere notato, e con te il Paese che rappresenti. Ho riflettuto chiedendomi se sarei stato all’altezza di affrontare la sfida. Non dubito di me stesso, quantomeno per quanto riguarda la musica, ma il punto era tutto quello che questo evento porta con sé. Guardando al mio spirito di competizione, pensavo che forse non avrei dovuto accettare, ma dopo diversi mesi di discussioni il direttore della RTCG Rade Vojvodić mi ha convinto. Ed eccomi qui! Ho presentato la canzone “Moj svijet”, che significa “Il mio mondo” e “Il mio amore” e che eseguirò a Copenaghen. Sia le reazioni del pubblico locale che quelle che mi sono arrivate da molte parti del mondo sono state incredibilmente positive. Abbiamo girato un video in diverse parti del Montenegro, dal Lago di Skadar (Scutari) a Ulcinj, Bar e Žabljaka.

OGAE Italy: Hai iniziato la tua carriera da bambino. Nel 1986, a soli dieci anni, sei arrivato secondo al festival “Našaradost”, e due anni dopo suonavi le tastiere ed eri ai cori in un complesso. Quanto di quel bambino e dei suoi sogni possiamo trovare ancora oggi nella tua musica?

Sergej: In realtà, moltissimo! Tengo sempre dentro di me quel bambino! E resto giovane insieme a lui. I miei sogni vanno ancora avanti!

OGAE Italy: Dopo avere fatto parte di due complessi, prima i “Vatrenasrca” e poi gli “Amfiteatar”, hai iniziato la tua carriera solistica. Quali sono i motivi principali per i quali un membro di un complesso decide di proseguire da solo? Hai preso la decisione d’impulso, o hai avuto dubbi all’inizio?

Sergej: Non c’è una regola che valga per tutti quando si passa a una carriera solistica. Dipende dalla persona. In genere i cantanti decidono di staccarsi dal gruppo quando hanno esaurito ogni possibilità di continuare a suonare nel modo giusto insieme agli altri membri. E’ stata la decisione giusta, visto che la mia carriera dura da quindici anni. Finora ho pubblicato cinque album in studio, di cui il primo 14 anni fa, e diverse compilation. Al momento sto lavorando al mio sesto album in studio, ho già pubblicato due canzoni, “I still love you” e “Because of us”, e con loro ho annunciato un nuovo CD che spero esca il prossimo anno. Siamo comunque impegnati in un lungo tour nei Balcani e in alcuni Paesi europei, dove stiamo promuovendo il mio ultimo CD “2 minutes” che è apparso sul mercato quattro anni fa. 

OGAE Italy: A proposito, hai fatto concerti in molti Paesi diversi, partendo dalla tua patria, il Montenegro, fino alla Serbia, alla Bosnia, alla Macedonia, e perfino all’Australia. Hai notato differenze tra i vari pubblici? I concerti in luoghi diversi ti danno sensazioni diverse?

Sergej: Cerco sempre di ascoltare la platea e di fare tesoro delle critiche, siano esse positive o negative. E’ anche attraverso di loro che la mia musica matura ogni anno.

OGAE Italy: Non sei solo un cantante, ma un compositore e un paroliere: la maggior parte delle canzoni che interpreti sono scritte da te. Cosa ti dà ispirazione? E di solito scrivi prima il testo o la musica?

Sergej: Testo e musica insieme, quello è il mio stile. Dapprima sento la musica nella mia mente, e poi ne viene fuori anche il testo. Le canzoni si formano in tanti modi diversi, le scrivo in situazioni diverse. A volte la notte, a volte in posti come la mia auto, in un caffè, quando guardo la TV. Vengo colpito dall’idea e dalla musica che annoto subito, poi porto il tutto in studio e inizio il vero processo di creazione. 

OGAE Italy: Quali diresti che sono state le tue principali influenze musicali? I tuoi cantanti o complessi preferiti, quelli che ti hanno influenzato di più?

Sergej: Sting, Peter Gabriel, Joe Cocker, gli U2. Bisogna dire che scrivo canzoni da 15 anni. Il pubblico ha identificato il mio talento per la composizione e lo sostiene. Non c’è una ricetta o un’ispirazione speciale per creare le mie composizioni. Riguardano l’esperienza emozionale di ogni giorno, quella che ogni essere umano ha in abbondanza. Quello che sono capace di fare è tradurre queste emozioni in parole e musica. Mi sento bene quando trasferisco le mie emozioni alla mia platea, sono felice che le sentano. Non c’è una ricetta per il successo, non ha a che vedere con la matematica ma con il fatto di essere consci dei nostri pregi e difetti, del non metterci al primo posto, di lavorare lentamente e con cura. Questa è una strada più lunga e difficile, ma ogni successo ha bisogno di tempo e sforzi. La mia carriera dura da quindici anni e cresce lentamente.  

OGAE Italy: La tua canzone “Moj svijet” è una delle più belle in gara, e anche una delle pochissime che non sono cantate in Inglese. Quanto è difficile la scelta della lingua in un concorso come questo?

Sergej: Non è stato molto importante, ho deciso sulla base delle mie emozioni di cantare nella mia lingua, e i commenti del mio pubblico e anche di quelli che prima non mi conoscevano sono stati a favore di questa decisione. La verità è che le parole in Inglese suonano molto bene, ma per me, e il pubblico mi è vicino in questo, la nostra versione, che canterò a Copenaghen, è più emozionante e convincente. Non sono sicuro che la lingua nella quale si canta sia cruciale per un buon risultato all’Eurovision. E’ importante avere una buona canzone che piaccia a tutti, e a quel punto arriva il successo! Se un brano non arriva al pubblico, poco importa la lingua nella quale è cantato, niente sarà d’aiuto.

OGAE Italy: Sembri essere entusiasta dell’evento, e ci piace molto il tuo partecipare alle manifestazioni collaterali come Eurovision in Concert ad Amsterdam e The London Eurovision Party. Quanto pensi che sia importante una buona promozione pre-ESC?

Sergej: E’ importante promuovere l’ESC. Porta il pubblico ad ascoltare le canzoni e ad interessarsi dell’artista, a riascoltare le canzoni per varie volte e poi farsi un giudizio. Amsterdam è stato fantastico, ci siamo conosciuti e abbiamo passato del tempo insieme. Poi Londra, poi di nuovo a Belgrado per ulteriore preparazione, e alla fine di Aprile partiremo finalmente per Copenaghen.

OGAE Italy: Parlando di ESC, è molto popolare nel tuo Paese? Lo guardavi prima di essere scelto come rappresentante?

Sergej: L’ESC è il festival musicale più importante in Europa e nel mondo, e anche nei Balcani e in Montenegro è molto popolare. L’ho sempre seguito. A volte non ho avuto da lamentarmi della qualità delle canzoni, negli ultimi anni ho pensato che avesse bisogno di essere drasticamente migliorata. Due anni fa ho avuto la possibilità di essere fra il pubblico, a Baku, e mi sono veramente divertito. L’organizzazione e gli effetti scenici sono davvero degni di menzione. Adesso da noi c’è desidero e speranza di un miglior piazzamento, ma la cosa più importante resta la musica. Negli ultimi anni ci sono state anche molte ottime canzoni, e la mia opinione è che l’esibizione non debba mai andare oltre la canzone stessa, che deve essere di buona qualità e possibilmente con un messaggio forte. Vorrei menzionare Loreen, che penso sia stata la maggior ventata di freschezza per la manifestazione, e Željko Joksimović che è sempre all’altezza del proprio compito.   

OGAE Italy: Visto che il Montenegro è molto vicino all’Italia, sono sicura che ascoltate molta musica italiana. Leggo che hai cantato spesso con il nostro Sal Da Vinci. A parte lui, quali altri cantanti italiani ti piace ascoltare, o con quali ti piacerebbe duettare?

Sergej: Sal Da Vinci è un mio amico. E’ stato al mio concerto alla Belgrade Arena e, insieme a me e ai ventimila spettatori, ha cantato la mia canzone “Views in the dark”. E’ stato anche ospite nel mio tour del Montenegro. A parte questo, sono cresciuto con RAI Uno e RAI Due, e seguivamo sempre sia Sanremo che l’ESC. Sono due festival molto importanti che mi hanno molto influenzato.
Mi piacerebbe duettare con molti artisti. Con il mio amico Sal Da Vinci ci sono già accordi. Per quanto riguarda le voci femminili, mi piacerebbe cantare con Laura Pausini. Spero che una collaborazione del genere potrà realizzarsi. 
Vorrei anche ricordare che sono stato ospite del mio amico Sal a Napoli. Mi ha invitato a prendere parte al suo concerto al Teatro Augusteo. Sono stato felice perché era un mio desiderio, ho sentito la lingua italiana e abbiamo duettato sul famoso brano “Caruso”. Adesso a Napoli ho buoni amici!

OGAE Italy: Grazie, Sergej, per avere risposto alle nostre domande. Buona fortuna a Copenaghen, e speriamo di vederti lì. Sicuramente l’Europa conoscerà un grande artista.

Sergej: Grazie! E io cercherò con tutto me stesso di trasmettere la mia canzone e le mie emozioni alle persone in tutta Europa.

Ancora un grazie a Sergej, e ringraziamo anche Sabrija Vulic che ha reso possibile questa intervista.