Vi maler byen rød: gli eurofans danesi sono così

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I jukebox musical vanno di moda, non soltanto in Italia. Anche molti altri Paesi si sono lasciati coinvolgere e affascinare da questo nuovo genere teatrale, e la Danimarca non ne è certo immune. Come non farsi tentare, quindi, da questa produzione basata sui maggiori successi danesi fra quelli che hanno partecipato all’ESC e altri che si sono fermati alle selezioni nazionali?
Attenzione, però: questo “Vi maler byen rød” non è stato, come potrebbe sembrare, montato a bella posta per l’ESC 2014: è invece una produzione presente in Danimarca già da qualche anno. Ieri sera abbiamo potuto assistere a una delle ultime repliche della stagione, che ha registrato il tutto esaurito con aggiunta di date per soddisfare il maggior numero possibile di richieste.
A onor del vero, il Folketeatrets, dove viene rappresentato lo spettacolo, è di dimensioni modeste e dispone della sola platea; nondimeno, il pubblico è entusiasta e decisamente eterogeneo per età e tipologia: coppie giovani, più agés, famiglie, gruppi di amici. Tutti attenti e molto divertiti dalla varietà di suoni e colori che proviene dal palco.
Non capiamo il danese, ma fortunatamente la parte parlata è minore rispetto alle canzoni, e la trama, a grandi linee, si intuisce dalla mimica dei protagonisti. Una storia nostalgica e piuttosto triste nel finale, la storia di una coppia sui cinquanta alle prese con la grave malattia di lei, che le causa perdite di memoria. Il marito, per aiutarla a ricordare, le porta un album di vecchie foto scolastiche: in un flashback scorre davanti a loro tutto il loro passato. I problemi di lei con la madre alcolizzata, lo scandalo della figlia del preside, insospettabile vandalo ai danni di una professoressa, le tre dive della scuola e le tre ragazzine insignificanti che decidono di mettersi in competizione con loro, le amiche che litigano per colpa dei ragazzi e fanno pace, tutti i piccoli e grandi drammi dell’adolescenza. Verso il finale, il marito stupirà la moglie portandole la stessa sciarpa rossa che le aveva regalato il giorno in cui si erano finalmente messi insieme. Un ultimo gesto d’amore prima che la ragazzina di una volta si avvicini a lei, la prenda per mano e la porti con sé, via dalla vita.
Irrinunciabile sale della storia, le canzoni che tutti conosciamo: da “Smuk som et stjerneskud” (“Fly on the wings of love”) a “Hallo-hallo”, da “Lige der hvor hjertet slår” a quella, naturalmente, che dà il titolo al musical, per finire con “Only teardrops” e uno scoppio di stelle filanti in puro stile eurovisivo. Gli attori sono dinamici e professionali, e fra le voci se ne trova qualcuna veramente notevole.
Una serata davvero piacevole, divertente, e, a modo suo, istruttiva nel mostrarci uno dei modi in cui gli eurofans danesi vivono la loro passione.