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Barbara Dex Award a Vilija Matačiūnaitė

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Aveva chiesto “Attention” e ne ha avuta… anche se forse non nella forma che desiderava. E’ infatti proprio Vilija Matačiūnaitė, rappresentante della Lituania, a essersi aggiudicata il Barbara Dex Award con il suo “tutù futuristico” in cuoio e gomma, che, a essere sinceri, la faceva somigliare all’eroina di qualche cartone animato giapponese. Vilja si è aggiudicata 311 voti, ben 221 in più dei secondi classificati.

Chi segue questo sito conosce, però, il pensiero di chi scrive: ci sembra che nel tempo, il Barbara Dex Award sia stato abbastanza travisato. Se osservate, infatti, l’abito della rappresentante belga del 1993 che ha dato il nome al premio, vedrete che si tratta di un vestito pensato non per stupire, come quello di Vilja che è un costume di scena, ma per rendere elegante la cantante, fallendo miseramente in tale intento.

In effetti, da diversi anni i vestiti più votati sono i più stravaganti, e non siamo sicuri che questo sia il vero spirito del premio. In questo senso deve essere visto il secondo posto di Emma, rappresentante italiana. E’ la prima volta che l’Italia riceve voti in questo concorso, ma è chiaro che il contrasto fra la sobria eleganza dei nostri precedenti rappresentanti e lo scintillio dei costumi romani di Emma e la sua band ha colpito nel segno. Seconda a pari merito la Moldavia con Cristina Scarlat. Probabilmente i votanti non sono molto amici dell’oro e delle tuniche, visto che anche Cristina indossava un costume che rimandava ad antiche civiltà, in questo caso piuttosto nordiche, con una specie di mezza armatura dorata a coprirle una spalla e un fianco.

Non è piaciuto neppure il vestito verde brillante da figlia dei fiori della georgiana Mariko, che le è valso il quarto posto. Neanche i pizzi e le trasparenze hanno incontrato consensi, e il vestito color champagne della dolcissima albanese Hersi Matmuja è stato votato come quinto.

Parlando di stravaganze, era ovvio che i francesi TwinTwin sarebbero finiti in classifica, tra cravatte gialle, shorts e torsi nudi. Sesto posto. Al contrario, forse troppo seria è apparsa la macedone Tijana, arrivata settima, che a noi è sembrata invece molto elegante in un completo pantalone nero con giacca bordata di bianco. Avrà pagato la scelta di non indossare anche sul palco i famosi occhiali che sono ormai il suo marchio di fabbrica?

Eh no, il pizzo non funziona. Adesso lo sa anche l’irlandese Kasey Smith, arrivata ottava, che ha sfoggiato una profonda scollatura e una fascetta da indiana in testa. Neppure le scollature delle polacche di Cleo e Donatan sono state particolarmente gradite: i loro costumi etnici le portano al nono posto. Decimo posto per le tedesche Elaiza: un look un po’ troppo confuso tra tulle, vestitini e giacche a fiori. Evidentemente, al loro “Is it right?” i votanti hanno risposto “No”.

E dunque, onore (o disonore?) al merito! Se volete informazioni sul premio, compreso l’albo d’oro, andate sul sito House of Eurovision.