Grazie Vincenzo!!!

0
99
Perdonate la non tempestività della notizia, ma quando ci si trova in mezzo a un evento unico e irripetibile ci si dimentica anche di fare il proprio lavoro di cronisti. Oramai lo sapete tutti: l’Italia, con Vincenzo Cantiello e “Tu primo grande amore”, ha vinto il Junior Eurovision Song Contest 2014, unico paese a farlo al proprio debutto!
Da diversi giorni si respirava un’atmosfera particolarmente favorevole al nostro Vincenzo, ma la concorrenza era di alto livello: basta pensare alla maltese Federica Falzon, o alla Bulgaria di Krisia, arrivata poi seconda (terzo posto per l’Armenia). Nonostante questo, al nostro ingresso in arena questa sera non ci saremmo mai aspettati di provare un’esperienza del genere.
Ha iniziato la serata la Bielorussia con Nadezhda Misyakova e la sua “Sokal”. E’ stato un buon inizio: il balletto in abiti ispirati ai pellerossa è decisamente coinvolgente, e l’uso degli strumenti a fiato non ha fatto che accentuare l’ispirazione etnica del brano. Nadeshda ha cantato con passione e precisione, fornendo un’ottima performance.
Come una principessa in un abito a crinolina bianco e nero con cintura rossa, Krisia è arrivata al centro del palcoscenico. Hasan e Ibrahim l’hanno accompagnata ai due pianoforti, bianco e nero, ai lati. Questa la Bulgaria con “Planet of the children”, un pezzo suggestivo e interpretato con un canto arioso e cristallino. Forti applausi dalla platea.
Alla posizione numero 3, è arrivato San Marino! Le Peppermints si rivolgono a un pubblico di adolescenti, piuttosto che di bambini. Sul palco sono apparse molto affiatate, e hanno trasmesso un’impressione di divertimento e felicità. “Breaking my heart” è ballabile ed estremamente coinvolgente, vero europop del più puro.
Josie, dalla Croazia, era vestita e pettinata come una piccola Nina Zilli, ed è accompagnata da due ballerini in giacche a righe. La canzone è simpatica e spensierata, e Josie l’ha sottolineata con mosse da bambolina.
Dopo il primo interval act, una danza al buio con costumi “elettrici”, è stato il turno di Cipro con Sophia Patsalides e “I pio omorfi mera”. Sophia si è esibita da sola, completamente vestita di bianco, mentre gli effetti sullo sfondo simulavano un temporale e vari altri agenti atmosferici. Anche questo brano si rivolge più agli adolescenti che ai bambini, anzi, sarebbe risultato adatto anche alla versione “Senior”.
Ecco poi la Georgia con Lizi Pop e la sua “Happy day”. Lizi era una nuvola di gale rosse, con le ballerine in bianco e nero con vistose parrucche. Bisogna dire che raramente abbiamo sentito tanto entusiasmo in un’interprete, per quanto giovane. Il brano è simpatico e orecchiabile.
Scritta (anche questa!) dall’onnipresente Thomas G:son, la canzone svedese è “Du är inte ensam” di Julia Kedhammar. Anche qui ci si rivolge piuttosto agli adolescenti, con un brano ballabilissimo, assolutamente schlager. Anche i costumi di paillettes appartengono alla tradizione eurovisiva svedese: i fans si sono sentiti subito a casa!
Le Simpho-Nick sono arrivate dall’Ucraina per annunciarci che “Spring will come”. Scalze, vestite come tre ninfe in un’ambientazione naturalistico-onirica, le tre ragazze ci hanno regalato un pezzo arioso che sembra provenire da un musical, o da una favola sceneggiata dalla Disney. Affascinanti.
Nel secondo interval act i ballerini erano vestiti come robot, e hanno interpretato un curioso mix fra musica classica e suoni moderni. Siamo passati poi alla Slovenia con Ula Ložar e “Nisi sam”. Anche Ula si è presentata da sola sul palco, vestita come una moderna ballerina. La canzone è romantica e dolce, e il climax è stato sottolineato dall’uso dei fuochi d’artificio.
Maša Vujadinovic & Lejla Vulić ci hanno portato il debutto del Montenagro, con “Budi dijete na jedan dan”. Il pezzo, non facile da cantare, presenta diverse variazioni melodiche. I costumi sono un curioso mix fra giacche rock e gonne color caramella.
E ora, arriva Vincenzo! Stile elegante-casual, come la sua canzone e la sua età richiedono, Vincenzo ha ricevuto subito una calorosa accoglienza dal pubblico. Ben a ragione: con la sua splendida voce ha affrontato da campione un pezzo difficile come “Tu, primo grande amore”, usando non solo la potenza ma anche il garbo e la passione. Grande performance!
Passiamo all’Armenia e a Betty con la sua “People of the sun”. Betty, in argento e tulle arancio, ha iniziato su di un piedistallo, dal quale sono usciti ballerini di ispirazione circense che le hanno fatto da cornice, facendo capriole e volteggiando su trapezi. Pezzo orecchiabile e ben ritmato.
Terzo interval act, una grintosa “street dance”, e siamo arrivati alla Russia: Alisa Kozhikina ha cantato “Dreamer”. Anche lei sola davanti al microfono, sembrvaa la principessa delle favole, o una sposina senza velo. La canzone, che riecheggia abbastanza “The one that I love” di Chiara, è una classica ballad eurovisiva interpretata con buona voce e misura.
Per la Serbia, è arrivata l’unica concorrente che si è esibita suonando il pianoforte. Si tratta di Emilija Djonin con “Svet u mojim očima”. E’ anche questa una ballata, ma basata più sulla dolcezza della musica e del canto che su virtuosismi vocali. Un altro esempio di tipica ballad da ESC.
Accolta da un’ovazione, ecco la padrona di casa, la maltese Federica Falzon. Non è solo la nazionalità a entusiasmare il pubblico: la sua splendida voce da mezzosoprano, incredibile per la sua età, ha accarezzato ed esaltato un pezzo letteralmente prezioso come “diamonds”, assolutamente non di facile ascolto, ma proprio per questo ancora più affascinante.
Chiusura dance con i Paesi Bassi e “Around” di Julia. Atmosfera da discoteca, echi di “Euphoria”, ottimi ballerini intorno a Julia, in bianco e oro. Sicuramente un pezzo che farà scatenare i ragazzini di tutta Europa!
Perfetta apoteosi della serata è la canzone “Together”, interpretata, nella versione originale, dalla vincitrice dello scorso anno Gaia Cauchi, e qui da tutti gli interpreti insieme. Il modo più bello per concludere questa bellissima serie di esibizioni!
In attesa dei risultati, siamo stati intrattenuti dall’esibizione di un coro giovanile con sullo sfondo immagini della splendida co-cattedrale di San Giovanni a La Valletta, e poi da Gaia Cauchi che ha interpretato due brani, fra cui “The start”, la canzone vincitrice del Junior Eurovision Song Contest 2013.
Al momento dell’inizio della votazione, il nostro atteggiamento era più che altro di curiosità mista a fatalismo, ma quando i primi punti, assegnati dalla giuria dei ragazzi, sono andati proprio a Vincenzo, ci siamo detti che non poteva esserci un miglior inizio.

Il resto è storia, ed emozione che ci vorrà qualche giorno per assimilare.

Dopo esserci arrampicati sul palco per abbracciare anche noi Vincenzo, non abbiamo voluto perderci la conferenza stampa dei primi tre classificati!  Ma riascoltiamo “Tu primo grande amore” prima grande vittoria dell’Italia al Junior!