I nostri inviati a Kreuzlingen: Josh e Giachino ci raccontano la finale svizzera

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La Svizzera, come sappiamo, ha scelto la sua rappresentante eurovisiva sabato scorso, con uno show trasmesso in diretta da Kreuzlingen.  Voi l’avete visto? I nostri Josh Gallo e Giachino Castrogiovanni erano lì, e ci hanno mandato questi reportage che pubblichiamo più che volentieri. Leggeteli per essere trasportati anche voi nell’atmosfera euforica della finale nazionale svizzera!



Il risultato è stata una sorpresa, però assolutamente meritato. Sei artisti si sono esibiti prima con la loro canzone per l’ESC e poi con una cover. Personalmente non vedo la raggione della cover, siccome si tratta esclusivamente di scegliere la canzone che dovrebbe rappresentare il paese al ESC. Preferirei qualche artista in più – però strictly Eurovision.
La passerella è stata aperta da Deborah Bough con «Take me back to 23». Nel secondo round ha presentato « Shake if off » di Taylor Swift. I favoriti della serata Timebelle con «Singing About Love» sono partiti in seconda posizione. Questo gruppo multi-culti è stato formato esclusivamente per questo evento e probabilmente con qualche calcolo – però a volte questi si fanno senza l’oste. Nel caso di una possibile vincita le varie nazioni di questi artisti non avrebbero potuto favoreggiare il punteggio durante le votazioni, siccome questi paesi fanno parte dell’altra semifinale. Alcuni hanno criticato le luci circensi/natalizie. Personalmente non mi hanno dispiaciuto. Permettetemi di essere un pò banale… apparentemente prima di entrare in scena Miruna Manescu si è macchiato la gonna con il rossetto. La cover di Rihanna « Rude Boy » poi l’ha presentata in pantaloni e giacca rossa. Una donna attraente – però era la prima volta (incluso l’Expertencheck in dicembre) che l’ho vista elegante è con classe. Anche le aspettative per Licia Chery con «Fly» erano enormi. In dicembre aveva trionfato in assoluto con la sua voce, il carisma, la sua presenza, l’amore per la musica, la sceneggiatura. Perché mai avrà cambiatio la coregrafia cioè tolto i due ballerini maschi ed aggiunto altre due coriste ? Pare che aveva anche qualche problema di gola/voce, però ha dato del suo meglio. Un momento molto carino, quando ha persino sorpreso il pubblico con delle frasi in « Schweizerdeutsch – dialetto Svizzero ». La sua versione di « All About That Bass » di Meghan Trainor era straordinaria ed una lode a se stessa e alle donne un pò più formose. Licia è una persona molto solare e positiva; fà piacere vedere la sua personalità ed il suo sorriso. Quande la vedo mi viene voglia di darle un pizzicotto alle guancie. Andy McSean con «Hey now» e con « Chasing Cars » di Snow Patrol proveniente dalla zona era il « matador locale », la fan base si faceva sentire. In seguito era il turno di Mélanie René con «Time to Shine» e « Chandelier » di Sia. Una performance impeccabile. Subito si poteva percepire che il piedistallo dove avevamo messo i favoriti stava per crollare. Per finire era il turno di Tiziana Gulino che aveva già vinto the Voice of Switzerland con «Only Human». Purtroppo la sua cover di Frankie Goes To Hollywood « The Power of Love » non era una delle migliori della serata. Purtroppo la sceneggiatura (i fiori sul palco) erano brutti. Inoltre lo stilista andrebbe licenziato. Magari Jonathan potrebbe dare qualche consiglio in riguardo alla gonna corta ed al look infantile.
È stata una serata molto piacevole, anche se i nostri posti al lato del palco lasciavano desiderare. Comunque abbiamo sempre avuto una bella vista sul « derrière » degli artisti. Anche la presenza di Sebalter ha fatto molto piacere – questa volta in funzione di giuria – purtroppo non ha cantato. Però il vertice della serata era l’esibizione dell’ospite d’onore Conchita Wurst. Logicamente non è necessario descrivere l’ambiente nell’arena – “Rise like a Phoenix” appicca il fuoco eurovisivo ed incita a partecipare.
La serata l’abbiamo conclusa con una after-party a due passi dalla Bodensee-Arena. Quest’anno Florian Tusi, Angela Grande ed io abbiamo deciso di organizzare questo evento.
Josh Gallo

Sono molto contento per la vittoria di Melanie Rene, anche se avevo altri favoriti nella mia classifica. Per tutti noi lei è stata una sorpresa, ed è stata, secondo, me la migliore esibizione di Sabato sera. È stata una sorpresa perché i favoriti erano altri: Timebelle, Licia Chery e Tiziana. Melanie, insieme ad Andy McSean, era, come dire, un outsiders, e Deborah Bough, che a me piaceva tanto, era purtroppo già destinata a non vincere. È anche vero, però, che i miei amici della Svizzera francese, vivendo lì e ascoltando la radio e vedendo la TV regionale, davano per super favoritissima Melanie Rene, per la bella voce e la presenza scenica. Loro tifavano fortemente per lei, o almeno speravano che a vincere fosse una delle due rappresentanti della Svizzera francese (l’altra era Licia Chery). E così, 19 anni dopo Kathy Leander, che cantò “Mon cœur l’aime” nel 1996, Melanie Rene è la prima vincitrice svizzero-romanda  a salire sul palco del Eurovision per la Svizzera. Queste cose le conosco perché in OGAE Svizzera ci sono delle “menti storiche” che seguono l’Eurovision da più di 30 anni.
Quest’anno, per chi non l’ha visto o non ci ha fatto caso, è cambiato il palco. Gli ultimi due anni era tipo passarella di moda, ora è un vero palco da concorso canoro.
Mi sono piaciute tutte le canzoni, sia eurosong che cover. A dir la verità, quella di Tiziana mi piaceva un po’ meno: per noi fans di OGAE Svizzera era da ultimo posto, non solo in Svizzera ma anche in Europa. Io non voglio essere cattivo, ma alla domanda fatta dal presentatore riguardo all’Eurovision Tiziana ha risposto che non conosce l’evento, e anche prima dello spettacolo i suo familiari e parenti non conoscevano nessuna delle canzoni che il presentatore annunciava per farci un po’ scatenare, come succede anche all’Eurovision. (Forse perché sono italiani ed è colpa della lunga assenza della RAI? Mah)
Comunque parliamo d’altro. Dopo lo Show sono riuscito a parlare e a farmi una foto con Licia e Deborah. Non lo sapevo, ma Licia sa parlare perfettamente anche in italiano ed è una persona super mega positiva e gentile. I suoi parenti e amici, ascoltando i miei apprezzamenti su di lei prima in inglese e poi in italiano, mi hanno invitato ad andare il prossimo marzo a Ginevra al suo concerto. Io purtroppo ho detto che sarà molto difficile e che mi dispiace molto, ma non si sa mai. Il problema principale è che da dove vivo io Ginevra dista 3-4 ore di treno/auto circa, e poi stiamo pur sempre parlando della Svizzera che, adesso più che mai, è carissima, più dei paesi scandinavi. (Almeno secondo un sondaggio che ho letto di recente). Comunque mi hanno annunciato che a marzo uscirà il suo secondo album, e molto probabilmente mi comprerò il suo album nuovo e anche quello vecchio. Con Deborah la chiacchierata è stata più breve, ahimè, non per colpa sua ma per i giornalisti che volevano intervistarla. Però sono riuscito a dirle che ho anche votato per lei, e per questo si è dimostrata molto contenta e anche molto affettuosa. Per fare almeno una foto con la vincitrice Melanie Rene bisognava essere un giornalista, o avere fortuna. Io non l’ho avuta, come anche altri, ma fa niente, sarà sicuramente per Vienna.
E ora alcune righe sulla regina d’Austria e d’Europa Conchita Wurst. Intanto, dopo l’esibizione è scomparsa e non si è fatta più vedere,  quindi non ho potuto avere il piacere di incontrarla. A Vienna non mi sfuggirai, stai attenta Conchi, io so in quale letto dormi e in quale casa vivi! (Non è vero, ma sono delle frasi divertenti che si dicono qui in Svizzera). Però ha detto delle cose molto interessanti nella breve intervista con Sven Epiney. A Marzo uscirà un nuovo singolo e a Maggio, proprio nella settimana eurovisiva, il suo primo album. Quindi io già m’immagino che a Vienna tutti correranno nei negozi di CD a comprarlo. E poi sarà responsabile della Greenroom nella Stadthalle di Vienna per l’Eurovision. Ma questo voi già lo sapete come me. Lei dice che quello è il suo posto e che cercherà di togliere l’ansia ai cantanti in gara e di donar loro serenità e gioia.
Quest’anno, grazie ai tre organizzatori Angela, Florian e Josh, dopo lo show siamo stati invitati all’Aftershow Party a soli 3 minuti dalla Bodensee Arena. In pratica era come un EuroClub in versione elvetica (lo potremmo chiamare SwissClub, che ne dici Josh?) Lì sì che si ballava, si parlava, si beveva e si mangiava stuzzichini. E devo dire che mi ricordava l’Euroclub di Copenhagen e, quindi, divertimento assicurato.
Bene, spero che Melanie Rene possa arrivare in finale e ottenere un buon piazzamento. E ora, dopo aver tifato per il Paese in cui io sono nato e cresciuto (nel bene o nel male), non vedo l’ora di tifare per il Paese delle mie origini e della mia nazionalità, l’Italia. Che vinca il (o la o i) migliore/i sia al Festival di Sanremo che all’Eurovision Song Contest a Vienna.

Giachino Castrogiovanni





Grazie a Josh e Giachino, per averci offerto questo “dietro le quinte”. E ci uniamo al vostro “vinca il migliore”!