A giocar con i numeri si arriva a Vienna

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Anche quest’anno, in occasione dei cinquant’anni dalla prima partecipazione dell’Irlanda all’Eurovision, il Late Late show non si è smentito e ha organizzato una bellissima serata, piena di momenti divertenti e belle canzoni.

L’Irlanda manderà a Vienna Molly Sterling, che con la canzone “Playing with numbers” ha vinto di pochissimo, 104 a 100, sulla seconda classificata (“Anybody got a shoulder?”), la votazione tra le giurie qualificate e il televoto.
Molly Sterling è giovanissima, ha sedici anni. La canzone è stata definita “una ballad alla Taylor Swift”. Tutti i giurati hanno espresso parole di apprezzamento per la maturità della ragazza nonostante la giovane età, e le hanno prospettato un futuro promettente.

Le altre canzoni in gara nella serata spaziavano dal rap un po’ soul di “She’s so fine”, cantata da Alex Saints ft. The MJ’s, alla ballad seconda arrivata, “Anybody got a shoulder?”, sottinteso “dove appoggiarmi per piangere”, una canzone triste scritta da Charlie McGattigan, che ci ha raccontato di essersi fatto ispirare dalla sua prima fiamma, durata all’incirca alcune ore, da quando l’ha vista la prima volta, a quando l’ha vista poco dopo che teneva la mano del suo ragazzo, La canzone è arrivata seconda in totale (e prima per le giurie).
Ma abbiamo sentito anche la “canzone degli svedesi”, “Break me up”, cantata da Erika Salin, un europop scritto da tre svedesi di Stoccolma, che avevano già avuto contatti con l’Irlanda. La canzone è stata giudicata simile a quelle di Avicii.
E poi Nikki Kavanagh, assidua frequentatrice delle selezioni irlandesi, che quest’anno ha portato una power ballad pop rock, genere che quest’anno pare conquistare molti favori, chiamata “Memories (in melody)”.

Gli irlandesi ci hanno poi insegnato come si intrattiene il pubblico senza spendere milioni di euro. Tra una canzone e l’altra, è stato imbastito un Master Mind che consisteva nel rispondere a domande sulle passate edizioni dell’Eurovision. Si sono sfidati “due grandi fan” dell’Eurovision, il giornalista Martin, che curava i collegamenti dalla Green Room, e il blogger Rory, “fan dell’Eurovision un miliardo di volte”. Il premio in palio era la Giacca di Johnny Logan, Mister Eurovision, l’unico cantante che abbia vinto due volte l’Eurovision Song Contest.
Altri due giochi per intrattenere il pubblico, basati sulle canzoni dell’Eurovision. Uno “Spin and say” in cui a seconda della parola che veniva indicata da una ruota girevole, due gruppi di giocatori dovevano indovinare la canzone dove la parola fosse citata, per cui “Speed” diventava Making your mind up (Buck Fizz – Regno Unito 1981), oppure “Butterflies” era All kinds of everything (Dana – Irlanda 1970, la loro prima vittoria).
E poi il presentatore ha coinvolto due cantanti che erano stati invitati nel pubblico a sfidarsi in duetto su Hold me now (Johnny Logan – Irlanda 1987).

La serata ha avuto spazio anche per le esibizioni dal vivo di Linda Martin (Irlanda 1992 – Why me), Paul Harrington (Irlanda 1994 – Rock ‘n roll kids) e Niamh Kavanagh (Irlanda 1993 – In your eyes), tre vincitori, e per quelle registrate di tutti gli altri (1970 – Dana – All kinds of everything; 1980 – Johnny Logan – What’s another year; 1987 Ancora Johnny Logan; 1996 – Eimar Queen – The voice).

Commovente il momento quando Molly Sterling è stata chiamata sul palco per festeggiare la sua vittoria, ed era così emozionata da non poter parlare, e il presentatore le ha detto, per sciogliere l’emozione, qualcosa di simile a “Pensi di essere in grado di parlare in inglese qui e adesso su questo palco?”

Riascoltiamo “Playing with numbers”