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Pertti Kurikan Nimipäivät: per la Finlandia, una band che farà discutere

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E’ successo. Quello che i fans finlandesi, così come i più attenti fans internazionali, si aspettavano, si è realizzato poco fa: dopo avere condotto, con una schiacciante maggioranza, i sondaggi organizzati dai due dei maggiori giornali di Finlandia, la band Pertti Kurikan Nimipäivät (“L’onomastico di Pertti Kurikan”, abbreviato in PKN) ha vinto la selezione finlandese per l’Eurovision Song Contest con la canzone “Aina mun pitää” (“Ogni volta devo…”).
Una scelta che, ne siamo certi, farà gridare al pietismo molti fans, a causa di una combinazione mai apparsa prima sul palco dell’Eurovision: un brano punk-rock durissimo, non facile da digerire, e un gruppo dalla storia molto particolare, formato da musicisti affetti dalla Sindrome di Down.
Eppure Pertti Kurikka, Kari Aalto, Sami Helle e Toni Välitalo, tutto vogliono meno che pietismo. “Voglio rispetto e uguaglianza nella mia vita”, recita uno dei loro brani più famosi. Sì, perché chi pensa che questa sia l’ennesima operazione improvvisata per far parlare il pubblico, non sa che la band è attiva già dal 2010, con 9 pubblicazioni tra maxisingoli ed EP, un’apparizione, lo scorso Maggio, nell’evento benefico organizzato dai Lordi a Rovaniemi, e un importante segnale d’interesse da parte dei Dead Kennedys, che hanno evidenziato sulla loro pagina Facebook un articolo di presentazione della band. Il documentario “The punk syndrome” che li ha visti protagonisti, ha vinto il premio degli spettatori al Tampere International Short Film Festival 2012.
Da veri punk, fanno musica rabbiosa, di protesta, con titoli come “Il manager è un imbroglione” o “Vita nel dormitorio”. Mostrano il dito medio, soprattutto a quei “traditori” dei politici ai quali “non importa un accidente di chi ha un handicap”. Il testo della loro canzone, estremamente lineare e scarno, rappresenta l’insofferenza a una vita fatta prevalentemente di doveri, nella quale i diritti trovano poco spazio, per non dire nessuno.
E’ prevedibile: divideranno i fans. Forse, però, apriranno una strada. Sicuramente creeranno un precedente. In ogni caso, faranno discutere e riflettere, e in questo avranno centrato il loro obiettivo. Perché l’Eurovision Song Contest è anche questo.