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Ad Amsterdam l’Eurovision 2015 è già cominciato!

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Un appuntamento diventato una tradizione: anche quest’anno il Melkweg di Amsterdam ha ospitato il più grande evento promozionale dell’Eurovision Song Contest: l’Eurovision in Concert 2015!
E anche quest’anno noi di Ogae Italy c’eravamo, per assaporare la gioia festosa che ritroveremo a Vienna e per ascoltare per la prima volta dal vivo 24 dei 40 paesi che si sfideranno in Austria.
Presentato da Cornald Maas, commentatore della tv olandese, e da una strepitosa Edsilia Rombley che ha monopolizzato la scena con la sua simpatia e deliziato il pubblico con l’esibizione delle sue entries all’Eurovision “Hemel en Aarde” (1998) e “Nooit meer zonder jou” (2007).
Il ritmo è quello a cui siamo abituati all’Eurovision, poche chiacchiere e tanta musica: la prima a esibirsi è la Polonia con Monika Kuszynska, come sappiamo costretta su una sedia a rotelle. Interpreta “In the name of love” con eleganza, ma sembra frenata dall’emozione.
Dopo di lei tocca al Montenegro: “Adio” trascina subito nei balcani, grande interpretazione di Knez, ce lo immaginiamo già circondato da ballerine e musicisti in abiti tradizionali e il gioco è fatto.
Terza a salire sul palco Aminata, la lettone incanta con la sua voce potente che esalta l’ottima “Love injected”.

Molto carina Aminata che ha salutato l’Italia con questo video

Si cambia genere con la Moldavia, Eduard Romanyuta e i suoi ballerini inscenano la prima coreografia della serata, “I want your love” è un pezzo dance che ha il vantaggio di non avere molta concorrenza nel settore nel prossimo Eurovision.

La classe della greca Maria-Elena Kyriakou ci riporta alle ballate, “One last breath” è nello stile di “Rise like a phoenix” di Conchita Wurst ma Maria-Elena non ha la barba, come fa notare il presentatore, funzionerà lo stesso?

Un’altra grande voce, anzi “The Voice of Italy”, Elhaida Dani, per l’Albania: grande atmosfera e grande emozione per la sua magnifica “I’m alive”.
La dolcissima Elhaida ci ha concesso anche questo saluto in italiano

Ma anche la Macedonia non delude le attese: molto bravo Daniel Kajmakoski con la sua “Autumn leaves”.

Atmosfera e impegno per l’Ungheria, il Melkweg si ferma e ascolta in silenzio: “Wars for nothing” di Boggie potrebbe essere una delle rivelazioni di quest’anno.

Ecco il primo dei finalisti di diritto, il Regno Unito, con il duo Electro Velvet che ci riporta negli anni ’30 con “Still in love with you”.

Sono ancora molti gli artisti che si devono esibire, la nona è la “guerriera” Nina Sublatti per la Georgia: che grinta! “Warrior” conquista al primo ascolto.

Grinta che Nina ci concede anche in questo videosaluto

Grande alchimia per Uzari e Maimuna dalla Bielorussia, lui la voce e lei il violino: “Time” risulta una delle migliori esibizioni della serata.

Ma la prima vera ovazione il Melkweg la tributa alla serba Bojana Stamenov: “Beauty never lies” trascina e ha un messaggio che piace “finally I can say, yes, I’m different, and it’s ok!” e scrosciano gli applausi.

John Karayiannis per Cipro crea un’atmosfera dolcissima con “One thing I should have done”, in sala cala di nuovo un religioso silenzio .

Per la Germania Ann Sophie tira fuori tutta la voce che ha per “Black smoke”, un brano soul nel solco di Amy Winehouse.

Altro big, la Francia con Lisa Angell, lei di voce ne ha da vendere e “N’oubliez pas” incanta, ma Lisa è poco personaggio, e per l’Eurovision non si tratta di cosa da poco. 

Si balla con Israele e il suo “Golden Boy” di sedici anni Nadav Guedj: “And before I leave let me show you Tel Aviv” sarà uno dei tormentoni di quest’anno: trascinante.

Nadav simpaticissimo saluta così OGAE Italy

Gli sloveni Maraaya sono ben quotati nei pronostici per Vienna e non deludono le attese: “Here for you” è un gran bel pezzo che sta già facendo molto bene nelle radio, anche nel nostro paese.

Tocca poi ai Makemakes, che saranno i padroni di casa a maggio in Austria: “I am yours” ricorda i Coldplay ma anche John Lennon, azzarda Edsilia nel presentarli.

Uno dei momenti più attesi è “A monster like me” di Morland e Debrah Scarlett per la Norvegia: un brano davvero magnifico, un’interpretazione da cinema, questi due sono da tenere d’occhio.

Altro duetto, quest’anno ce ne sono davvero tanti, e altro genere per la Lituania: Monika e Vaidas sono belli e sembrano davvero innamorati quando cantano “This time”.

Elnur che torna a rappresentare l’Azerbiagian sfoggia una voce pazzesca in “Hour of the wolf”, siamo sicuri che anche lui sarà apprezzato da giurie e televoto.

La vera novità di quest’anno sarà la presenza in gara per la prima volta dell’Australia, invitata per celebrare la sessantesima edizione. “Tonight again” di Guy Sebastian non passerà inosservata, il pezzo è molto radiofonico e potrebbe diventare un grande successo.

Molti degli artisti si sono già esibiti, ma alcuni preferiti dal pubblico devono ancora arrivare, a cominciare da Måns Zelmerlöw, favorito per la vittoria a Vienna secondo i bookmakers: “Heroes” entra intesta immediatamente, la fisicità di Måns fa il resto.

Last but not least ovviamente la padrona di casa, l’olandese Trijntje Oosterhuis fa cantare tutto il Melkweg sulle note di “Walk along”.

Li abbiamo ascoltati tutti e 24, ma non potevano mancare le superospiti, le Bobbysocks, a 30 anni dalla loro vittoria con “La det swinge” sono ancora le beniamine di tutti i fan.

Insomma una grande festa, preceduta da un preparty con ospiti Nicki French, Suzy e Getty dei Teach In e da un afterparty dove abbiamo ballato fino all’alba. Grazie Amsterdam!
foto Alessandro Banti
video Fabio Giuntini