A Vienna i sogni si realizzano… grazie all’Eurovision!

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Della splendida accoglienza viennese vi abbiamo già parlato in occasione del Sommernachtskonzert. Ieri sera, però, la ORF ha veramente superato se stessa, dando la possibilità a un certo numero di accreditati di assistere a un concerto nientemeno che al Musikverein, nella celeberrima sala in cui si svolge il Concerto di Capodanno, quello che tutto il mondo ascolta e guarda in televisione la mattina di ogni Primo Gennaio.

Solo entrare in questa sala, per noi che ogni anno tentiamo la fortuna con l’estrazione dei biglietti, è stato quasi come realizzare un sogno: anche se non è stato “quel” concerto, l’atmosfera e l’emozione di sedere in una delle prime file sono state indescrivibili.

Nel Musikverein tutto, dal guardaroba con le pesanti tende rosse ai punti ristoro dei foyer, nei quali ci si può rifocillare con tartine o cioccolatini accompagnati da vino o champagne, sembra appartenere a un’epoca che a noi sembra lontana anni luce, ma che qui a Vienna è più che mai viva nel cuore e nell’anima della gente, che conserva orgogliosa le proprie tradizioni. E non è strano notare, come è successo a noi, donne che indossano orgogliose il costume tipico austriaco, come un normalissimo abito da sera. 

Il concerto dei Wiener Symphoniker è stato diretto dall’estone Olari Elts, tutt’altro che freddo nel suo condurre con passione, e utilizzando non solo la classica bacchetta, ma le mani, le espressioni del viso, e in pratica tutto il corpo, che “sente” la musica con tutto il proprio essere, creando una trasmissione perfetta con gli orchestrali.

La prima parte della serata è stata dedicata a Jan Sibelius, con una suite dalle musiche di scena di “Kuolema”, comprendente il celeberrimo “Valzer triste”, e con la Sinfonia nr. 3 in Do maggiore op. 52. Nella seconda parte è stato Joseph Haydn a farla da padrone. Dapprima il Concerto per Violoncello e Orchestra in Do maggiore, nel quale abbiamo potuto ascoltare la violoncellista argentino-svizzera Sol Gabetta, interprete estrosa e frizzante, che è stata accolta da applausi scroscianti e ha concesso un bis. Ha chiuso la serata la Sinfonia in Re maggiore.

Ancora una volta, quindi, Vienna, oltre a mostrarsi in uno dei suoi aspetti più cari all’immaginazione di chi la sogna e la ama, ci ha dimostrato che la musica non ha confini né divisioni: basta amarla. Un grazie all’Eurovision Song Contest e all’ORF per questa serata straordinaria.