“Amici” meglio dell’Eurovision? Opinabile…

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“Sabato sera, casualmente, ho visto l’Eurofestival. 27 cantanti e un pubblico, (specie quello a casa) severamente punito dall’accecante bombardamento delle luci. Dei 27 in gara ne ricordi due, tre al massimo, ma solo per pochi minuti e subito dimenticati dall’inutile e inopportuno intervento dei due presentatori italiani che, commentavano senza un attimo di sosta, ciò che musicalmente non ci facevano sentire. In particolare Martin Grubinger che per il suo talento e’ definito il Mozart delle percussioni. Anche se va sottolineato che la colpa non è dei due simpatici Federico Russo e Valentina Correani, ottimi Conduttori dell’accattivante programma ”The Voice”, ma della sciagurata Rai che, pensando di dare ritmo alla trasmissione, ha imposto ai due bravi di parlare sopra la MUSICA. Più che un festival e’ sembrato un’esposizione al padiglione delle luci. E così, abbagliato dai quei lampi di guerra, ho cambiato canale e ho visto ‘Amici’. Bella trasmissione! Brava Maria! Peccato che nelle coreografie il regista riprende tutto e tutti, tranne le due eccellenti Virginia e Klaudia”.
Questa l’opinione di Adriano Celentano, che, dal suo blog, racconta il suo Sabato sera da telespettatore, bocciando senza appello l’Eurovision Song Contest in favore del talent show di Maria De Filippi.
Se, da un lato, pensando ai nostri anni bui che non sono poi tanto lontani, ci sentiamo perfino onorati dall’interesse che un grande come Celentano ha provato, seppur per breve tempo, per l’Eurovision, dall’altro non possiamo. ovviamente, esimerci dal pensare che, da parte sua, un poco più di approfondimento non avrebbe guastato.
E’ un peccato che un grande della canzone come Celentano si sia limitato a notare un “bombardamento di luci” (che, peraltro, da parte nostra non abbiamo riscontrato) e il fatto che i due conduttori parlassero sopra la musica (all’Eurovision i commentatori hanno sempre parlato sulle prime e ultime note delle canzoni, non è una novità; inoltre, il commento avrebbe potuto essere silenziato, essendoci la doppia voce), non riuscendo, nella sua analisi non approfondita, a cogliere il valore aggiunto dell’Eurovision Song Contest rispetto non solo ad “Amici”, ma a qualsiasi talent show.
Non si tratta di sindacare le opinioni, ma semplicemente di far notare che, prima di tutto, in un talent show i protagonisti sono, necessariamente, talenti in erba, che (ancora) niente hanno a che vedere con i professionisti che partecipano all’Eurovision. Ma l’elemento fondamentale, quello che manca a qualsiasi talent show e che è invece ben radicato nell’Eurovision Song Contest, è la condivisione, lo scambio culturale fra Paesi, quel “building bridges” che è non solo lo slogan dell’edizione 2015, ma la vera filosofia del concorso. Forse Celentano si è trovato spiazzato dal ritmo sostenuto della manifestazione, che è sconosciuto ai nostri programmi musicali, nei quali le canzoni sono fin troppo intervallate da chiacchiere che non sempre, anzi, quasi mai, risultano interessanti o funzionali alla musica.
Lo ripetiamo, è davvero un peccato che Celentano non abbia approfondito una manifestazione che è ben più significativa e contemporanea di un talent show. Ci auguriamo che ci voglia riprovare con la prossima edizione, perché crediamo che ne valga veramente la pena. D’altronde, i dati di ascolto sembrano dargli torto, visto che, a fronte di una sensibile flessione di “Amici”, l’Eurovision Song Contest, dallo scorso anno, ha praticamente raddoppiato i telespettatori.