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A Trijntje Oosterhuis il Barbara Dex Award 2015

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“Why, why-hy-hy-hy?” si starà certamente chiedendo Trijntje Oosterhuis, fresca vincitrice del Barbara Dex Award, l’annuale premio riservato al concorrente peggio vestito dell’Eurovision Song Contest, organizzato come sempre dal sito eurovisionhouse.nl.

Quest’anno, bisogna dirlo, il poco ambito premio è stato effettivamente vinto da un vestito che era probabilmente stato concepito per sembrare elegante, e non, come troppo spesso succede, da un costume di scena. In effetti, Trijntje non era esattamente al suo meglio in quel total black dal taglio orientaleggiante, con punto vita troppo alto, spalline troppo evidenti, pantaloni troppo gonfi, e con l’aggiunta di un paio di stivaletti troppo pesanti.

Molto distanziata la seconda arrivata, la serba Bojana Stamenov. Certo, la simpatica stazza di Bojana va di per se poco d’accordo con l’eleganza, ma, anche in questo caso, tutto era “troppo”. Non contestiamo la scelta del bianco rispetto all’illusione del nero che dovrebbe “smagrire” (e in realtà spesso fa “macchione”), ma tutta quella profusione di paillettes non ha assolutamente giovato, per non parlare del mantello con lo strascico, che le persone non magrissime farebbero meglio a evitare.

Terzi gli Electro Velvet, per il Regno Unito. Nel loro caso, probabilmente, se i vestiti se ne fossero stati buoni buoni e spenti come quelli di tutti gli altri, non molto sarebbe successo: originale il mini color fucsia di lei, e anche il completo di lui appariva un poco eccentrico, ma in fondo anche carino. Il problema è stato quando si sono accesi i neon: lì alziamo le mani.

Ci spieghiamo meno il quarto posto di Elhaida Dani, per l’Albania: scollatura troppo profonda? Gonna troppo da principessa? Non sono piaciute quelle specie di “raddoppi” intorno alle spalle? I brillantini? Ma il nero non dovrebbe essere considerato elegante? Un mistero.

Che dire del moldavo Eduard Romanyuta, arrivato quinto? Va bene, il look “guardie e ladri” era veramente abbastanza kitsch se considerato fine a se stesso, ma proprio qui si ricade nella casistica dei costumi di scena: Eduard e i ballerini stavano solo ricostruendo sul palco l’atmosfera del video. OK, forse il cantante avrebbe dovuto evitare di presentarsi anche sul Red Carpet in manette e con la palla al piede.

Sesto posto per Nina-Morticia Addams (e sia detto simpaticamente e con una punta d’invidia, essendo la Morticia originale una donna bellissima, così come, appunto, Nina Sublatti). Effettivamente, shorts e stivaloni non sembra vadano molto d’accordo con le spalle coperte di piume alla Dana International. Anche in questo caso, però, la bella georgiana aveva scelto il costume in funzione della propria performance.

Fredda accoglienza per l’Islanda, che si guadagna il settimo posto con Maria Olafs. La cantante dimostra già molto meno dei propri anni, ma il tutù brillantinato stile “piccola fan di Violetta”, completato oltretutto da un cerchietto in tono, sicuramente non l’ha aiutata. Quanto ai piedi scalzi, mai mettersi in pericolo ricordando miti eurovisivi del passato… Chi non ha subito pensato a Sandie Shaw?

All’ottavo posto è arrivato lo straordinario vestito rosso della lettone Aminata. Forse è stato considerato esagerato, forse il problema è il corpetto, che in qualche modo non si adatta al suo fisico, facendola sembrare piuttosto piatta. Peccato, perché un vestito come questo non ce lo saremmo aspettato, in questa classifica.

Noni sono arrivati i finlandesi Pertti Kurikan Nimipäivät. Qui c’è veramente poco da dire, a parte chiedere ai votanti come si aspettano che debba andare vestito un gruppo punk: in giacca e cravatta, magari? Incompresa fino in fondo, quest’anno, la Finlandia.  

Stupisce anche il decimo posto degli armeni Genealogy, che ci sentiamo di attribuire alla ricchezza di ornamenti presenti sui loro splendidi vestiti. L’Armenia non è nuova ai costumi di ispirazione etnica indossati sul palco dell’Eurovision, e a noi questi abiti sono parsi interessanti e funzionali al brano.

Qualche curiosità: undicesimo è arrivato proprio il vincitore Måns Zelmerlöw, forse considerato un po’ troppo “trascurato” per una finale eurovisiva; inoltre, quest’anno tutti e quaranta i Paesi partecipanti hanno ricevuto voti. Anche noi italiani, arrivati trentaseiesimi con Il Volo (troppo classici?), e anche San Marino, in trentatreesima posizione con Michele e Anita. Ultimo posto, invece, per il cipriota Yiannis Karayiannis: il suo look da tranquillo impiegato ha suscitato simpatie, più che disapprovazione. Qui trovate la classifica completa.